Gli Indiana Pacers vengono spesso sottovalutati quando si parla delle prime forze della Eastern Conference, ma ad oggi si sono confermati nuovamente tra le migliori squadre dell’est; infatti oggi la squadra di Coach Nate McMillan si trova in terza posizione nella Conference di appartenenza con un record di 41 partite vinte ed appena 23 partite perse. Dopo aver perso per infortunio la propria stella (Victor Oladipo) i Pacers erano dati per spacciati, ma grazie al proprio sistema di gioco e ad un grande coinvolgimento di tutti i giocatori nelle due metà campo offensive la franchigia di Indianapolis è riuscita a ribaltare i pronostici confermandosi una squadra ostica da affrontare per ogni squadra della NBA.
Dopo la perdita di Oladipo è infatti letteralmente esploso Bojan Bogdanovic, che sta disputando una stagione superlativa segnando 17.5 punti di media con il 50% dal campo ed il 42% da 3 punti, con una partita clamorosa nella vittoria contro i Minnesota Timberwolves (37 punti, 7 rimbalzi e 4 assist con 13/22 dal campo di cui un 4/7 dalla lunga distanza); oltre al croato però gli Indiana Pacers possono contare sul contributo di tutti i suoi giocatori, visto che hanno in roster ben otto giocatori in doppia cifra di media, a testimonianza del gran gioco di squadra che offre la squadra di McMillan ogni volta che scende sul parquet. Il segreto del successo degli Indiana Pacers è però la fase difensiva: infatti stiamo parlando della seconda miglior difesa della lega con appena 103.8 punti concessi agli avversari (di gran lunga la miglior difesa in casa con 100.2 punti concessi); inoltre i Pacers sono la terza squadra migliore per palle rubate (8.9 a partita) e permettono agli avversari di tirare in media con appena il 47.1% dal campo (seconda in NBA). Inoltre è importante l’apporto dato alla squadra del duo Domantas Sabonis-Myles Turner: infatti i due sono due lunghi che si completano bene viste le caratteristiche diverse dei due giocatori, ma che riescono entrambi ad essere importanti allo stesso modo per la loro squadra, dando sempre un contributo più che positivo nelle partite disputate dai Pacers.

Domantas Sabonis, vera rivelazione nel roster degli Indiana Pacers.
Nella metà campo offensiva invece, i Pacers non sono una delle migliori squadre della lega ma riescono comunque ad essere molto efficienti: infatti la squadra di Nate McMillan tira con il 50% dal campo e con il 37.5% dall’arco. Uno dei segreti degli Indiana Pacers nella fase offensiva è sicuramente quello di giocare le proprie partite su un basso numero di possessi (appena 101.3, ventottesima squadra della lega per numero di possessi a partita), ma segnare comunque un buon numero di canestri in contropiede (14.8 punti in contropiede di media); facendo ciò, la squadra di Indianapolis non da modo agli avversari di prendere ritmo, ma allo stesso tempo riescono a prendere loro stessi ritmo e controllare l’inerzia della partita. La squadra di Coach McMillan predilige il tiro in avvicinamento al ferro piuttosto che il tiro da 3 punti (terz’ultima squadra nella NBA per tiri da 3 tentati a partita), ma quando i suoi giocatori sparano dall’arco tendono a segnare spesso; infatti come già detto in precedenza, i Pacers tirano con il 37.5% da 3 punti.
Ad oggi gli Indiana Pacers sono sicuramente una squadra che nessuno vorrebbe incontrare nei Playoff, dato che sono una squadra che tende a far giocar male i propri avversari; inoltre il record casalingo degli Indiana Pacers in questa Regular Season è di 24 partite vinte ed appena 9 partite perse, per cui sarà importante per le sorti della squadra del presidente Larry Bird giocare il maggior numero di partite possibili in casa durante i Playoff e mantenere quindi il terzo posto nella Eastern Conference, anche se sarà molto difficile vedendo il calendario. Infatti i Pacers giocheranno 9 delle restanti 13 partite con squadre che hanno oltre il 50% di vittorie in stagione, quindi il rischio di perdere qualche partita di troppo e farsi scavalcare dai Philadelphia 76ers è più che concreto.

