Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiTrail Blazers-Pelicans: appunti sulle prime due gare

Trail Blazers-Pelicans: appunti sulle prime due gare

di Giovanni Oriolo
New Orleans Pelicans 2018/2019

La sfida Trail Blazers-Pelicans si sta rivelando meno equilibrata del previsto. Infatti nelle prime due gare la squadra di coach Alvin Gentry ha dominato nettamente entrambe le sfide giocate in Oregon, facendo pendere nettamente l’asticella del pronostico dalla loro parte.

TRAIL BLAZERS-PELICANS: LE CHIAVI DI GARA 1

 

The Unibrow, in gara 1, è stato semplicemente superlativo.

 

Gara 1 è stata vinta da New Orleans per 97-95 grazie, soprattutto, a una super prestazione di Anthony Davis da 35 punti,14 rimbalzi e 4 stoppate risultando assolutamente immarcabile per tutti, Jusuf Nurkic in testa. Il bosniaco non è mai riuscito a contenere il lungo americano che lo ha sovrastato sotto ogni punto di vista, sia in fase offensiva che difensiva. La difesa è stato proprio il punto di forza della franchigia della Louisiana, infatti sia CJ McCollum che Damian Lillard hanno realizzato prestazioni inferiori al loro standard. La point guard, ancora più del suo compagno di reparto, ha deluso in entrambe le gare, perdendo di gran lunga lo scontro con Rajon Rondo. Si pensava che l’ex Boston potesse soffrire il talento di Oakland, ed invece è stato Lillard che non ha tenuto il passo del veterano dei Pelicans; tra l’altro c’è da ricordare come Dame Dolla abbia faticato la marcatura attenta di Jrue Holiday.

TRAIL BLAZERS-PELICANS: LE CHIAVI DI GARA 2

Jrue Holiday.

In gara 2 (vinta dai Pelicans per 102-111) la supremazia è stata ancora più notevole, i Trail Blazer hanno sbagliato molti tiri decisivi, spesso presi anche dai giocatori sbagliati: l’esempio palese è stato Zach Collins che per ben sette volte ha tirato dall’arco, non proprio la sua specialità. Nella seconda partita la chiave della vittoria della squadra di coach Gentry è stata il pick and roll grazie al quale Holiday e Rondo hanno realizzato canestri senza sosta. Unica vera pecca dei Pelicans è la panchina, oggettivamente una delle peggiori tra le squadre ai playoff. I soli Ian Clark e Darius Miller non bastano a tenere alto il ritmo e Solomon Hill, appena rientrato da un lungo infortunio, non è in grado di aiutare la squadra come potrebbe. A differenza di Gara 1, MVP della seconda partita è Jrue Holiday. La guardia Californiana ha fornito una prestazioni superlativa (specialmente al tiro) tirando con il 40% dal perimetro e il 58% dal campo e chiudendo la partita con 33 punti, 3 rimbalzi e 9 assist.

 

COSA ASPETTARSI?

Dopo due le prime due partite giocate in Oregon, i prossimi due match si disputeranno nella Louisiana  lo Smoothie King Center non è uno stadio facile in cui giocare. Per i Trail Blazers gara 3 sarà la sfida cruciale perché, se perdessero pure questo match, la squadra di coach Terry Stotts si ritroverebbe sotto per 3-0 e con i Pelicans che si giocherebbero due match point in casa (ossia gara 4 e una eventuale gara 6). Di Stotts deve assolutamente far ritrovare la continuità al tiro alla sua squadra, specialmente a Lillard, e deve inventarsi un modo qualcosa per limitare Davis. Se questi due aspetti non saranno rispettati sarà difficilissimo per la sua squadra dell’Oregon ribaltare questa serie. Una nota di merito è giusta darla anche a Nikola Mirotic e a E’Twaun Moore, che anche se non hanno fornito giocate di livello o non hanno realizzato grandi statistiche, ma sono stati preziosi in fase difensiva e si sono battuti come due leoni senza mai risparmiarsi.

In gara 3 ci si aspetta la reazione di Lillard e compagni, che iniziavano la sfida da favoriti (anche se lo scontro si preannunciava molto equilibrato) e che ora, se non tornano a giocare come fatto in regular season, rischiano seriamente di andare a casa con una pesante sconfitta. In più in questi i playoff ci si aspettava la completa germogliazione della coppia McCollum-Lillard, che invece si sta rivelando uno dei flop di questa postseason. Dalla loro prossime prestazioni passa l’esito di questa sfida e l’eventuale qualificazione dei Blazers al secondo turno. Anthony Davis permettendo.

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