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Vince Carter, tributo ad una leggenda: è davvero finita così?

di Kevin Martorano

Nel mezzo di tutto questo periodo surreale che la pallacanestro, ma più in generale l’umanità, sta vivendo, ad alcuni è sfuggito il fatto che quella contro i New York Knicks potrebbe essere stata l’ultima partita della carriera leggendaria di Vince Carter.

atlanta hawks

Vince Carter e Trae Young.

Stiamo parlando di un giocatore che ha fatto la storia della pallacanestro mondiale e che forse non rivedremo mai più. Si, perché Vince Carter ha fatto innamorare tantissime persone della pallacanestro, ed è stato l‘idolo di molti appassionati della palla a spicchi. Andiamo a ripercorrere insieme la carriera di un giocatore che resterà per sempre nella storia della NBA.

Vince Carter: la carriera in NBA

La carriera di Carter ha inizio alla Mainland High School, dove si fa subito notare avendo un talento fuori dal comune ed essendo soprattutto un giocatore abilissimo nelle schiacciate. Infatti sin dai tempi dell’high school attira su di sé l’interesse di varie squadre NBA e prima di approdare nella massima lega americana trascorrerà tre anni nella University of North Carolina.

Finalmente arriva il momento dell’approdo in NBA. Nel draft del 1998 verrà chiamato con la quinta scelta dai Golden State Warriors, che però lo gireranno immediatamente ai Toronto Raptors in cambio di Antawn Jamison. Sin da subito Vince fa vedere a tutti il suo grande talento offensivo e riuscirà ad arrivare alla conquista del premio Rookie of the Year finendo la stagione (iniziata solamente a gennaio per via del lockout NBA) con 18.3 punti di media conditi da 5.7 rimbalzi, 3 assist, 1.5 stoppate e 1.1 palle recuperate a partita.

Sin dalla sua seconda stagione nella lega, verrà selezionato per partecipare alla partita delle stelle risultando essere il più votato dal pubblico, stabilendo anche un record di voti ricevuti. Da quella stagione verrà poi chiamato ininterrottamente fino al 2007 per giocare nella selezione All Star della conference di appartenenza, dimostrando ogni anno di essere un giocatore speciale. Nel 2000 partecipò anche alla gara delle schiacciate, vincendola e dando di nuovo prestigio e fascino ad una gara che aveva ormai perso gran parte dell’interesse del pubblico.

“It’s over!”
 

Nel 2001 Vince Carter riuscirà a trascinare i suoi Toronto Raptors alla loro prima apparizione nei playoffs NBA, concludendo la sua stagione con ben 27.6 punti di media e non facendo mancare il suo contributo neanche a rimbalzo e negli assist, con 5.5 rimbalzi e 3.9 assist di media, dimostrando inoltre di essere anche un buon difensore grazie al suo incredibile atletismo e la sua grande abilità nell’intercettare passaggi degli attaccanti e rubando così il pallone.

Per via di alcuni problemi con la dirigenza e con il proprietario dei Raptors, Vince Carter verrà ceduto ai New Jersey Nets nella stagione 2004/2005, ma resterà per sempre una vera e propria leggenda dei Toronto Raptors, squadra in cui fece registrare anche il record di punti in una singola partita (contro i Phoenix Suns, con 51 punti), salvo poi essere superato da DeMar DeRozan con 52 punti nel 2018.

Ai Nets riprese a far vedere tutto il talento di cui è dotato, rimanendo nel New Jersey per cinque stagioni e portando anche la sua nuova franchigia ai playoffs per tre stagioni, non riuscendo mai però ad andare oltre il secondo turno.

Nel 2009 venne scambiato agli Orlando Magic, dove però iniziò la fase calante della sua carriera per via del passare degli anni e dei problemi alle ginocchia che ormai già da tanti anni si portava dietro. Mise a referto comunque una buonissima stagione centrando anche la qualificazione ai playoffs, ma non trovò mai più una ‘casa’ fissa e girò tante franchigie, ovvero Phoenix Suns, Dallas Mavericks, Memphis Grizzlies, Sacramento Kings ed Atlanta Hawks.

La scheda tecnica

Vince Carter è un giocatore di 198 centimetri per 99 chilogrammi e gioca nella posizione di guardia tiratrice e ala piccola. Sin dalla giovane età erano ben visibili le sue incredibili doti atletiche, qualità per cui è considerato uno dei migliori schiacciatori di tutti i tempi, se non addirittura il migliore. Infatti Carter è sempre riuscito a creare il giusto mix tra atletismo, potenza e creatività nell’eseguire le sue schiacciate, cosa che gli ha permesso di diventare in poco tempo uno dei giocatori più amati dagli appassionati.

 

Una delle giocate più iconiche di Vince Carter.

Proprio per la sua abilità nello schiacciare in maniera spettacolare, gli vennero attribuiti vari soprannomi. Ai tempi dei Toronto Raptors il suo soprannome principale era quello di Air Canada, soprannome che voleva rispondere al celebre soprannome dato a Michael Jordan. In futuro gli venne attribuito anche il soprannome di Vinsanity, ovvero un gioco di parole tra il suo nome Vince unito alla parola inglese insanity, ovvero follia, proprio per le sue schiacciate spettacolari.

Inoltre Shaquille O’Neal gli attribuì il soprannome di Half man, Half amazing sia per le sue schiacciate, appunto meravigliose, ma anche per la pulizia tecnica del suo gioco.

Chiudendo la parentesi dei soprannomi, se al primo anno nella lega il tiro da tre punti sembrava essere un suo punto debole (concluse il suo anno da rookie con appena il suo 28.8% da dietro l’arco), già dal suo secondo anno in NBA mise a tacere tutte quelle critiche sul suo tiro, iniziando ad essere un tiratore molto affidabile. Questo rappresenta la grande etica al lavoro di Carter, visto che in una sola estate è riuscito a passare dal tirare da tre punti con il 28%, al tirare da tre con il 40.3%. Resterà per tutta la carriera (tranne nella stagione 2014/2015) un tiratore affidabile e questo lo farà diventare uno degli attaccanti più difficili da difendere, proprio per via della sua bidimensionalità offensiva.

Infatti Carter è diventato il diciannovesimo miglior realizzatore nella storia della NBA con ben 25.728 punti realizzati in carriera, dato che testimonia la grandissima pericolosità offensiva del giocatore. Stiamo parlando infatti di un giocatore che, finché il fisico glielo ha permesso, ha avuto un uno contro uno leggendario e difficilmente contrastabile, in quanto Carter è stato un giocatore velocissimo ed atleticamente mostruoso. Nella metà campo difensiva, possiamo dire che Vince non è stato un giocatore che ha fatto le fortune per via del suo gioco in difesa, ma resta comunque un difensore credibile e con un buon atteggiamento, visto che il suo atletismo gli permetteva di contrastare gran parte dei tiri e di marcare giocatori in almeno tre, se non quattro, posizioni.

Qui Vince Carter tiene botta ad un certo Dirk Nowitzki.

Questa sua caratteristica gli ha permesso di stare in campo senza problemi anche nei possessi difensivi importanti, dando la possibilità ai suoi compagni di squadra di cambiare difensivamente sui blocchi.

Citazioni ed aneddoti su Air Canada

Il 15 giugno del 2016 Vince Carter pronunciò una frase unica nel suo genere: “Tutti sono diversi l’uno con l’altro, tutti hanno uno stile che li rende unici“. Questa frase vale ovviamente sia su un parquet e sia nella vita di tutti i giorni, dunque è stata una frase che le persone si sono segnate e che sarà bene ricordare nella vita di tutti i giorni. Campione dentro e fuori dal campo dunque.

Inoltre nel 2019 Vince ha dichiarato un aneddoto che potrebbe anche essere uno dei motivi per cui andò in rottura con la dirigenza dei Raptors. Si dice che la fine del loro rapporto fu causata da alcune promesse non mantenute sul mercato NBA da parte del front office dei canadesi. Infatti Carter ha dichiarato in una intervista a Sports Illustrated di aver tentato di portare Shaquille O’Neal in Canada per dar vita ad uno dei tandem più forti della storia della lega, ma sfortunatamente per i tifosi dei Raptors la trattativa non andò a buon fine.

Il palmares di Vince Carter

Quando parliamo di Vince Carter, parliamo probabilmente di un giocatore che avrebbe meritato di vincere più di quanto ha vinto in carriera. Infatti è difficile da concepire il fatto che non abbia mai giocato in una vera e propria contender per il titolo NBA, ma si sa, a volte la pallacanestro è crudele ed anche inspiegabile. Andiamo a vedere i riconoscimenti che Carter ha raccolto nella sua lunghissima carriera.

  • 1 Rookie Of The Year (1999).
  • 1 volta vincitore dello Slam Dunk Contest NBA (2000).
  • 1 volta McDonald’s All American (1995).
  • 8 convocazioni per l’All Star Game (dal 2000 al 2007 compresi, seppur nel 2002 dovette rinunciare per via di un infortunio).
  • 1 volta inserito nell’All NBA Third Team (2000).
  • 1 volta inserito nell’All NBA Second Team (2001).
  • 1 medaglia d’oro alle Olimpiadi di Sydney con la nazionale americana (2000).
  • 1 medaglia d’oro al Campionato americano maschile (2003).

Insomma, stiamo parlando di un giocatore meraviglioso che grazie alle sue prodezze ci ha fatto amare la pallacanestro. Infine Vince Carter è l’unico giocatore ad aver giocato in quattro decenni differenti e l’unico giocatore ad aver giocato 22 stagioni consecutive in NBA.

La famosa schiacciata di Vince Carter a Sidney 2000

Difficilmente rivedremo in campo Vinsanity, in quanto aveva dichiarato che la stagione 2019/2020 potrebbe essere stata la sua ultima stagione in carriera. Per questo, grazie Vince, anche se speriamo di rivederti almeno una volta su un parquet NBA, in modo da porti il giusto tributo.

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