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Warriors-Raptors gara 6: Toronto scrive la Storia, le pagelle

di Andrea Ranieri

“Siamo all’epica” ha detto Davide Pessina in telecronaca. Noi diciamo “siamo alla Storia“, anzi lo dicono i Toronto Raptors, che battono i bi-campioni Golden State Warriors approfittando delle pesanti assenze, che non sono però l’unico motivo della vittoria canadese. Warriors-Raptors gara 6 ha segnato un’altra vittoria in trasferta in questa incredibile serie. Quella di una squadra che, con le sue scelte difensive estreme, ha messo coach Steve Kerr di fronte alla cortezza del suo organico. Ecco le pagelle del closing-game.

WARRIORS-RAPTORS GARA 6: LE PAGELLE DEI VINCITORI

Warriors-Raptors gara 6: l'uomo del destino è decisamente Fred VanVleet

Warriors-Raptors gara 6: l’uomo del destino è decisamente Fred VanVleet

Kyle Lowry, voto 9: gioca un primo quarto offensivo da fantascienza. La sua difesa è sempre encomiabile, ben aldilà dei problemi di falli. La sua lucidità nei momenti di difficoltà sorprende e con essa la capacità di mettere in ritmo i compagni (10 assist). Ah, ci sono anche 26 punti. Alla faccia di ogni critica dopo il tiro vittoria sbagliato in gara 5. Coraggioso.

Pascal Siakam, voto 8.5: nel primo tempo raccoglie la sfida al tiro da fuori lanciatagli da Kerr e la vince anche (3/6 da tre punti). In difesa le sue leve lunghe sono un grande fattore sulle linee di passaggio. Nell’ultimo quarto, quando l’attacco dei Raptors sembra fermo, trova alcuni canestri provvidenziali in penetrazione, come fosse sempre stato a questi livelli. Decisivo. 

Fred VanVleet, voto 8.5: dovrebbe rientrare nella valutazione generale della panchina, ma merita di stare tra i titolari. Lavora faccia a faccia contro Curry come ha fatto, ottimamente, per tutta la serie. Nel quarto periodo trova alcuni canestri da fuori per indicare la via ai compagni. Anche lui come se giocasse Finals NBA da sempre. Coraggioso. 

Kawhi Leonard, voto 7: è indubbio e giusto che l’MVP alla fine spetti a lui. In difesa gli è inizialmente affidato Thompson, idea poi abbandonata con i problemi di falli. Non deve prendersi troppe responsabilità in attacco e segna quando serve (22 punti con 7/16 dal campo). Segna i liberi che chiudono definitivamente la questione, pur non nella sua miglior prova. Intelligente.

Danny Green, voto 5: non si nota affatto. Fa il suo sicuramente in difesa, per quanto si possa fare contro un leggendario Thompson. In attacco non si prende un tiro e nel finale perde un pallone che rischiava di diventare sanguinoso. Evanescente. 

Marc Gasol, voto 4.5: non prosegue sulla scia positiva della sua serie. In attacco sbaglia tutto il possibile (0/5 dal campo) e a tratti è anche rinunciatario. Fa qualche giocata preziosa in difesa, ma non basta per la sua classe. Inconsistente. 

Panchina, voto 7: posta la sottrazione di VanVleet, Norman Powell fornisce i suoi soliti minuti di  freschezza atletica in difesa senza farsi vedere in attacco. Ma il vero eroe è, ancora una volta, Serge Ibaka, efficiente nei raddoppi sul pick and roll in difesa ed esiziale a rimbalzo d’attacco. Oltre le aspettative. 

WARRIORS-RAPTORS GARA 6: LE PAGELLE DEI VINTI

Warriors-Raptors gara 6: Klay Thompson è nuovamente eroico, ma il ginocchio fa crac

Warriors-Raptors gara 6: Klay Thompson è nuovamente eroico, ma il ginocchio fa crac

Klay Thompson, voto 10: viene marcato a vista e segna comunque 30 punti con 8/12, facendo un ottimo lavoro in difesa contro Leonard. Purtroppo la sfortuna si abbatte ancora su Golden State e il suo ginocchio lo abbandona nel terzo quarto dopo un fallo subito. Rientra per battere i due liberi, li segna, ma poi si deve arrendere a un infortunio che non lascia buone sensazioni. Per il basket, speriamo non sia nulla di serio. Se c’è un uomo che ha tenuto viva la Dub Nation è lui. Grazie, Klay. 

Andre Iguodala, voto 8: le scelte estreme di Toronto lo costringono a prendersi più responsabilità del solito e lui risponde, come sempre, presente, segnando 22 punti e senza far mai mancare il suo apporto in difesa. Questa volta esce sconfitto, ma nulla gli si può rimproverare. Veterano. 

Draymond Green, voto 8: anche lui molto sfidato, non si spaventa e gioca una gara decisamente totale. La tripla doppia da 11 punti, 19 rimbalzi e 13 assist stavolta testimonia come si sia mosso bene contro le speciali difese di coach Nurse. Dimostra di essere sempre lui l’epicentro emotivo di questa grande dinastia. Leader. 

Stephen Curry, voto 5.5: i 21 punti non rendono sufficiente una prova in cui ha chiaramente patito l’estrema aggressività della difesa avversaria. Tira decisamente male (6/17 dal campo e 3/11 da tre) e tende a intestardirsi. Ci sono alcuni errori in difesa pesanti. Nell’ultimo quarto, giustamente, spetta a lui provare a guadagnarsi gara 7 sostanzialmente da solo. E’ umano e non ci riesce, forse anche per la stanchezza. Testardo. 

Kevon Looney, voto 5.5: non è chiaramente in condizione, ma prova a lasciare tutto sul campo. In difesa cerca di essere presente al massimo e fa qualche aiuto importante, ma non può mettere la solita fisicità. In attacco solo raramente riesce a sfruttare bene lo spazio concesso. Impossibile fare di più. 

Panchina, voto 5: DeMarcus Cousins comincia forte ma anche questa volta si perde nel finale, nel quale è una tassa troppo costosa in difesa. Trova qualche canestro Shaun Livingston, ma è chiaro che Alfonso McKinnie e Quin Cook non possono prendersi grande iniziative su questo palcoscenico. Limitati. 

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