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Draymond Green e quell’appuntamento già preso con la storia…

di Felice Caporaso

Questa notte i Golden State Warriors hanno battuto a domicilio i Memphis Grizzlies 122-107. Fin qui tutto normale, una vittoria di Golden State per di più in stagione regolare non fa più notizia, anche se contro una delle poche squadre che sono riusciti a batterli e per di più all’Oracle Arena. E allora qual è la notizia?Beh, semplicemente Draymond Green ha fatto segnare le seguenti statistiche: 4 punti,12 rimbalzi,10assist,10 palle recuperate e 5 stoppate! Primo giocatore nella storia della NBA a realizzare una tripla-doppia senza punti. Ma questo record sembra un appuntamento già preso con la storia, un qualcosa che doveva accadere, ci mancava solo sapere il quando.

 

Un giocatore a 360 gradi

 

Non avevamo certamente bisogno di questo record per scoprire ed apprezzare tutta la potenzialità di questo giocatore,spesso controverso ma che ogni allenatore vorrebbe avere. Draymond Green è il vero motore dei Warriors,è il cuore pulsante del gruppo,l’anello di congiunzione che permette ad un sistema che può schierare Stephen Curry,Klay Thompson e Kevin Durant di funzionare e anche egregiamente. Green è il vero playmaker in campo,il creatore di gioco e anche il miglior difensore della squadra. La sua importanza in questo sistema non è quantificabile, e questa tripla-doppia senza punti è il manifesto del suo gioco: nella squadra dei sopracitati Curry,Thompson e Durant non c’è bisogno che lui segni 20 punti a partita,c’è bisogno d’altro, anzi di tutto il resto e si da il caso che “the dancing bear” sappia fare davvero tutto su un campo da basket. QI cestistico sopra la media,difensore eccellente,passatore di primissimo livello,ottimo rimbalzista,è anche uno stoppatore a volte sottovalutato. Non è un atleta stratosferico,è undersize per giocare da numero 4,figuriamoci da numero 5, ma lui non lo sa e continua a sfornare prestazioni di altissimo livello,il picco più alto questa notte.

 

Carattere particolare

 

Un carattere parecchio fumantino lo rende antipatico a molti per quell’aria arrogante che a volte mostra soprattutto contro arbitri e alcuni “nemici” preferiti (Lebron James,giusto per citarne uno). Ma Draymond Green è questo,prendere o lasciare. E’ il giocatore che ti prende un tecnico su un possesso apparentemente poco importante, è quello che ti fa un fallo duro per lanciarti un messaggio, è quello che riprende in diretta nazionale KD perché quel possesso non andava giocato in quel modo,è quello che a volte supera i limiti,sia con le parole che con i gesti, come nei recenti playoff, è quello che difende un compagno a qualunque costo, che sia con un’intervista o andando a muso duro contro un avversario. Questo è Draymond Green, è il leader emotivo di questi Warriors, il compagno che sai ti proteggerà sempre,che prenderà sempre le tue parti, qualunque cosa accada. Draymond Green è tante cose insieme,alcune estremamente positive, altre estremamente negative ma che nel complesso lo rendono un giocatore unico, con un senso della competizione fuori dal comune.

 

 

Per tutti questi motivi, se c’era un giocatore che potesse far segnare un record così particolare e per certi versi controverso, era solo Draymond Green, l’orso ballerino che proprio ai Grizzlies ha fatto la pelle. Draymond aveva già preso l’appuntamento con la storia, semplicemente non sapeva ancora neanche lui quando e dove,ora lo sappiamo tutti.

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