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From The Corner #13: la Trade deadline più difficile

di Antonio Sena

Dopo una settimana di assenza, torna From the Corner, per analizzare gli sviluppi della trade deadline 2020. Lo stop della rubrica è ovviamente avvenuto per rendere omaggio alla tragica scomparsa di Kobe Bryant, della figlia e delle altre 7 persone, che ha commosso tutto il mondo dello sport e non solo. La grandezza dell’uomo e del giocatore, la si è vista anche nel modo in cui la sua dipartita sia riuscita a fermare il tempo, in un ‘minuto di silenzio’ durato una settimana, con lo struggente epilogo nel match tra Lakers e Blazers, dove la celebrazione per Kobe ha raggiunto il livello massimo.

Come si suole dire, “The show must go on”, e siamo sicuri che anche Kobe, da lavoratore e vincente quale era, una volta asciugate le lacrime, si sarebbe rimesso presto rimesso in moto per raggiungere i propri obiettivi prefissati.

From The Corner #13: una sessione a rilento

Robert Covington, un’importante aggiunta per gli Houston Rockets

Lo scioccante evento ha comprensibilmente influenzato pesantemente la sessione di mercato, che si è animata solo negli ultimi giorni.

Ma non è solo questo il motivo dei pochi movimenti. Anche nelle settimane precedenti, tanti rumors, ma poche firme. Fino a pochi giorni fa, infatti, i colpi (se cosi si possono chiamare) più importanti sono stati l’acquisizione di Jordan Clarkson da parte degli Jazzed il ritorno in maglia Hawks di Jeff Teague.

Il primo scambio significativo lo abbiamo il 4 febbraio, quando ben 4 squadre imbastiscono un’importante trade, che porta principalmente Robert Covington e Jordan Bell a Houston, Capela e Nenè ad Atlanta, Napier e Evan Turner a Denver e Malik Beasley e Juan Hernangomez a Minnesota. Il vorticoso giro, permette ai Rockets di sopperire alle carenze nello spot di ala piccola, puntando decisamente sulla small ball,  molto calzante con lo stile di gioco di Mike D’Antoni. Atlanta ottiene l’ottimo Capela, che sarà una delle basi della ricostruzione. Di contorno gli altri trasferimenti, con Denver che allunga le rotazioni in vista della postseason.

Gli ultimi due giorni

Marcus Morris.

Nella notte tra mercoledì e giovedì, si sono mossi anche i Miami Heat, una delle piu grandi sorprese della stagione. Per supportare i giovani in rampa di lancio, gli Heat hanno scelto l’esperienza di Andre Iguodala e Jae Crowder liberando il mai sbocciato Justice Winslow e la testa calda Dion Waiters.

In serata, finalmente qualche colpo ad effetto. Golden State e Minnesota, strizzando un occhio al prossimo anno, chiudono uno scambio che accontenta entrambe. I T’wolves, acquisiscono uno scorer in rampa di lancio come D’Angelo Russell, spedendo in California Andrew Wiggins, una vera e propria scommessa da parte del team della Baia. La trade si chiude con Minnesota che ottiene anche Spellmann ed Evans, in cambio di una prima ed una seconda scelta futura.

Le ultime decisive ore, vedono alcuni movimenti minori, e due botti finali, per due squadre con obiettivi totalmente diversi.

I Cavs hanno stupito tutti acquisendo il gigante  Andre Drummond, ottenuto in cambio di Brandon Knight ed Henson e una seconda scelta futura. Perchè Cleveland ha preso un altro centro avendo già a roster Tristan Thompson (che, a quanto pare, non otterrà il buyout)? E perchè i Pistons hanno sbolognato così Drummond, prendendo poco rispetto al reale valore del giocatore?

Molto più importante nell’immediato la trade dell’ultimo minuto, che ha portato Marcus Morris ed Isaiah Thomas ai Clippers, Moe Harkless ed una prima scelta ai Knicks e Jerome Robinson ai Wizards. Los Angeles allunga cosi ulteriormente le rotazioni per giocarsi le proprie chance di anello, inserendo un elemento d’impatto e di esperienza come Morris.

Conclusione

E’ stata sicuramente una trade deadline sottotono, ed i motivi sono ben chiari. Nonostante questo, alcune acquisizioni sono interessanti e potrebbero essere decisive. Paradossalmente, i principali movimenti hanno riguardato le squadre che saranno fuori dalla postseason, segnale di come molte franchige stiano già guardando con interesse alla composizione del proprio roster 2020/2021. Nelle zone alte, invece, un passo avanti lo hanno fatto Heat e Clippers, mentre ci si poteva aspettare qualcosa anche dai Lakers, rimasti fermi nonostante molti rumors negli ultimi giorni.

Staremo a vedere quanto questa trade deadline, sarà decisiva per l’esito finale della stagione.

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