Home Italbasket Il ritiro di Gigi Datome: simbolo indimenticabile del basket italiano

Il ritiro di Gigi Datome: simbolo indimenticabile del basket italiano

di Kevin Martorano
Datome Olimpia Milano-Dinamo Sassari, playoff LBA

Nella giornata di oggi, venerdì 7 luglio, Gigi Datome ha annunciato il ritiro dal basket giocato. Una notizia che era nell’aria, vista la quantità di problemi fisici che ha dovuto fronteggiare nell’ultima stagione con l’Olimpia Milano, ma che non avremmo mai voluto leggere. Nonostante ciò, Datome lascia il basket nel migliore dei modi: fronte club, lo fa dopo aver conquistato il secondo Scudetto consecutivo, da MVP delle LBA Finals 2023, dopo una gara 7 emozionante contro la Virtus Bologna. Lato nazionale, invece, Datome giocherà la sua ultima manifestazione da giocatore di pallacanestro nel Mondiale 2023, da capitano dell’Italia di Gianmarco Pozzecco, a caccia del suo più grande sogno: una medaglia in Azzurro.

Gigi Datome, un “gigiante” anche fuori dal campo

Gigi Datome rappresenta un simbolo del basket italiano che non potrà mai essere cancellato o dimenticato, ma nel corso della sua carriera ha dimostrato di essere un gigante (o “gigiante”, per omaggiarlo ancor di più) anche fuori dal campo. Un professionista serio, un compagno di squadra ideale, ed un uomo dai valori ben precisi: lealtà, disponibilità verso i tifosi e gentilezza con chiunque, queste sono solo alcune caratteristiche del Datome fuori dal campo. Impegnato anche del movimento verso la sensibilizzazione ai temi come la sindrome di down, il cambiamento climatico, le vittime di guerra, la sostenibilità ambientale e tanti altri, si è sempre contraddistinto per cercare di dare il suo messaggio, ovviamente positivo, ai suoi fans per rendere il mondo ogni giorno un posto migliore. Importante anche la sua dedizione alla lettura, passione che ha lanciato anche su Instagram con la rubrica #cosaleggegigione, con cui sprona i giovani alla lettura e consiglia libri di ogni genere.

Gigi Datome, ecco il ritiro: una carriera leggendaria

Gigi Datome, il suo ritiro pone fine ad una carriera leggendaria. Ha scelto probabilmente il miglior momento per lasciare la pallacanestro, visto che la lascia da vincente, a modo suo, regalandosi anche un’ultima avventura con la sua amata maglia della nazionale italiana. Un campione anche in una scelta del genere, che ha capito probabilmente che fosse arrivato il momento di ritirarsi senza però dare l’impressione di atleta finito. Per scrivere il palmares del nativo di Montebelluna ci vorrebbero probabilmente dieci articoli diversi, di conseguenza mi limito a scrivere che ha vinto praticamente ovunque sia andato, tolta la parentesi NBA, su cui ci ritorneremo più avanti, e gli anni alla Virtus Roma, anche se la finale Scudetto disputata può senza ombra di dubbio essere considerata una vittoria, vista l’importanza che ha avuto nella sua carriera. Ci sono da segnalare 5 presenze alle Final Four di Eurolega, una tra l’altro con l’Olimpia Milano che non le giocava da quasi 30 anni, una vinta con la maglia del Fenerbahce, società e tifoseria in cui ha lasciato un ricordo indelebile. Ed infine, un’importanza enorme per lui sono stati gli Scudetti conquistati con l’Olimpia, visto che non aveva mai vinto un campionato in Italia, non sentendo suo quello arrivato con Siena in quanto giovanissimo e quindi non avendo avuto un ruolo importante in quella squadra.

Nel corso dei suoi 20 anni di carriera, Gigi Datome ha ispirato una generazione intera, diventando idolo indiscusso di qualunque bambino o adolescente si affacciava al mondo della pallacanestro in Italia. Capitano della nazionale per 10 anni, sognando sempre di fare qualcosa di storico, senza però riuscirci (ancora, visto che avrà un’ultima possibilità nel Mondiale 2023): ottenere una medaglia con la maglia del proprio paese, cosa che consegnerebbe ancor di più Gigi Datome all’Olimpo del basket italiano. Uno dei migliori cestisti italiani mai visti, non ha mai però perso l’umiltà che contraddistingue un uomo di spessore infinito come lo è Gigione. Nel corso della sua carriera, ha sempre inseguito i propri sogni, coronandone uno dietro l’altro, tra cui quello di giocare nella NBA. La lega più importante al mondo, però, non è riuscita a sfruttare al meglio le caratteristiche di Datome, seppur non abbia fatto mancare qualche prestazione di buon livello. Gigi Datome è stato un giocatore da pallacanestro europea, un giocatore da sistema e meno adatto all’atletismo ed alla velocità del gioco che troviamo oltreoceano.

Inutile girarci attorno: la pallacanestro italiana avrà un “pre” e un “post” Datome: una generazione intera è cresciuta guardando le sue gesta, una generazione intera ha sognato di diventare come Luigi Datome, una generazione intera è rimasta incantata dal suo classico tiro in fadeaway e dalla sua eleganza nei movimenti offensivi, piuttosto che dalle sue incredibili stoppate.

Il pensiero della nostra redazione su “Gigione”

Daniele Morbio: “Caro Gigi, ti ricordo con due immagini diverse: la stoppata su Claver e la schiacciata su Erden. Due momenti che raccontano la tua grandezza in campo. Grazie Gigione, per sempre”.

Mattia Picchialepri: “Il capitano, dentro e fuori dal campo, da Montebelluna a conquistare l’Italia prima e per poi arrivare agli USA, passando per un cammino splendido con la Nazionale. Mancherà”.

Daniele Furfaro: “Persona super gentile e disponibile, Datome era il mio mito quando giocava a Siena”.

Un giovane Datome ed un giovanissimo Daniele Furfaro, membro della nostra redazione.

Andrea Esposito: “Gigi è stato sempre un esempio di cultura, di cultura a 360 gradi, non solo quella sportiva. In campo ha dimostrato eccelse qualità tecniche, un’intelligenza cestistica incredibile, un’eleganza e pulizia di tiro spaziale, tutte qualità che però sfigurano rispetto alle qualità dell’uomo. Va via da vincente qual è sempre stato e spero, in un piccolo angolo del mio cuore da appassionato, che il suo contributo al basket italiano possa continuare anche dietro ad una scrivania. Grazie di tutto Gigi”.

Giacomo Zingaro: “L’uomo oltre alla bandiera: impossibile non tifare Gigi quando è in campo. La sua correttezza e la sua simpatia oltre al suo talento ed alla sua classe avvicinano tutti al nostro sport, a prescindere dalla casacca che indossa”.

Mario Vasaturo: “Il ricordo più bello che ho del capitano è la stoppata su Pachulia contro la Georgia all’Europeo 2017. Giocatore dalla tecnica sublime, capitano e uomo vero, grazie Gigi”.

Salvatore Caligiuri: ” Va via da vincente, qual è”.

Chiara Morbio: “Caro Gigi, grazie per avermi fatto vivere delle emozioni indimenticabili con la Nazionale, te ne saremo sempre grati. Vederti giocare è stato da stropicciarsi gli occhi, la tua immensa tranquillità e semplicità con cui segnavi è da far vedere ai più piccolini. Sei un grande professionista dentro e fuori dal campo. Ti auguro il meglio per il tuo futuro. Grazie Gigione!”

Raffaele Fioretti: “Quando lasciò il Fenerbahce, i tifosi lo salutarono con uno striscione che recitava “quelli che ci amano, non ci lasciano mai veramente”. Ed è proprio così, soprattutto quando l’amore è veicolato attraverso la nostra cara palla a spicchi. Colosso dell’Italbasket e portabandiera della tradizione cestistica italiana negli ultimi anni in giro per l’Europa, per Gigi Datome non ci sarà mai un vero ritiro: sarà per sempre un termine di paragone ed un esempio da seguire per le future generazioni di giocatori, allenatori e tifosi. Grazie Gigi!”

Andrea Gordini: “Grazie Gigi per tutto quello che hai fatto e le emozioni che mi hai regalato in Nazionale, capitano vero”.

Questo il tributo riservato a Gigi Datome dopo l’annuncio del ritiro da parte di alcuni dei membri della nostra redazione

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