GUIDA EST: La scorsa free agency era stata caratterizzata dal trasferimento ad Ovest di diversi All Star ( Jimmy Butler e Paul George su tutti), che lasciavano presagire un impoverimento della già bistrattata Eastern Conference.
Ed invece la stagione in corso ci ha offerto notevoli spunti di riflessione, e la sensazione che nel prossimo futuro le maggiori favorite al successo finale potrebbero risiedere proprio ad Est.
Sono lontani gli anni in cui la nona squadra ad Ovest avrebbe avuto il vantaggio del fattore campo ad Est ( regular season 2013/14, i Suns restarono fuori dai playoff con un record di 48-34 con il quale ad Est sarebbero stati terzi). Se nell’immediato i Warriors ad Ovest rappresentano bene o male una certezza, nei prossimi anni squadre giovani e con un gran potenziale come Boston, Philadelphia o Milwaukee hanno tutte le carte in regola per erigersi a contender a tutti gli effetti.
Ad oggi la situazione playoff vede 8 squadre ben definite con la offseason nel mirino, ma i Pistons del nuovo duo Drummond–Griffin, e degli Hornets finalmente in palla renderanno la lotta all’ultimo posto interessante fino al termine della stagione.
Davanti per la vetta della Conference è serrata la lotta tra i sorprendenti Toronto Raptors , primi con un record di 42-17, ed i campioni uscenti dei Celtics divisi solo di mezza vittoria con un record di 43-19. Toronto e Boston con le loro 14 vittorie di vantaggio sui Pistons noni, sono già con un piede e mezzo nei playoff. Andiamo a dare un’occhiata più approfondita dal terzo al decimo posto, divisi da 8 vittorie. Apertissima la lotta per il vantaggio del fattore campo al primo turno.
3) CLEVELAND CAVALIERS (36-24)
Pro: LeBron James. 7 finali NBA non si giocano per caso, il Prescelto anche in questa stagione è stato costretto agli straordinari in regular season, dove sta trascinando Cleveland ai playoff a suon di prestazioni monstre. Il nuovo giovane ed atletico core dei Cavs promette un basket più dinamico, ed una difesa più attenta, lo spogliatoio sembra di nuovo unito.
Contro: Quando sei una contender di solito non rivoluzioni il roster a febbraio. Il cambio andava fatto, e sul lungo periodo porterà i risultati sperati. I Cavs sono 5-2 dopo la trade deadline, ma le sconfitte casalinghe con Washington e San Antonio lasciano capire la strada per una buona alchimia di squadra sia ancora lunga.
4) WASHINGTON WIZARDS (36-25)
Pro: L’infortunio di John Wall avrebbe dovuto tagliare le gambe ad i Wizards, ed invece i capitolini dall’infortunio della propria stella sono 11-2. Beal sta giocando da all around, Porter da secondo violino ha 19 punti di media col 54% dal campo e Satoransky si sta rivelando più di un comodo backup nel ruolo di play.
Contro: Il reparto lunghi lascia quantomeno a desiderare. Gortat è al minimo in carriera in tutte le statistiche ed ha iniziato a parlare di ritiro a fine contratto. Il Morris nello spot di ala grande è il gemello meno forte. La second unit in stagione ha fatto disastri, con il solo Oubre a salvarsi.
5) INDIANA PACERS (34-26)
Pro: Con 60 partite alle spalle possiamo affermare che Oladipo e questi Pacers non sono un fuoco di paglia. L’ex Thunder è reduce dal suo primo all star game, ed in assenza di Collison sta facendo vedere cose egregie anche da portatore di palla, con 6 assist di media nelle ultime 5 partite. Dopo i tanti problemi fisici di inizio stagione Myles Turner sta riuscendo finalmente ad avere un po’ di continuità ed i risultati iniziano a vedersi.
Contro: Il calendario peggiore delle pretendenti ai playoff ad Est, escluse le gare contro Sacramento e Atlanta le altre sono tutte contro squadre in lotta per i playoff. Nei prossimi 18 giorni affrontano in rapida successione: Bucks 2 volte, Wizards 2 volte, Jazz, Celtics, Raptors e Sixers. E solo 2 partite saranno tra le mura amiche. Le speranze di quarto posto passano da qui.
6) MILWAUKEE BUCKS (33-27)
Pro: Giannis Antetokounmpo. All’All Star Game ha dichiarato di essere stanco, e le ultime 2 partite condite da overtime hanno dimostrato che la forma del greco non è la migliore ( 22 punti di media con il 42% dal campo), ma le sorti della franchigia passano obbligatoriamente tra le sue mani. Bledsoe sembra giocare a Milwaukee da sempre, Middleton è l’unico giocatore in grado di passare inosservato anche quando mette a referto una tripla doppia.
Contro: La difesa è tornata un incubo, nelle ultime 4 gare la squadra ha subito 120 punti di media. E se perdere a Toronto di questi tempi ci può stare, prenderne 123 in casa dai Pelicans privi di Cousins non è esattamente un buon biglietto da visita. E Brogdon starà fuori un altro mese riducendo ancora di più le rotazioni di Prunty.
7) PHILADELPHIA SIXERS (32-27)
Pro: Joel Embiid ha avuto il via libera a giocare anche i back to back, Ben Simmons ha brillantemente superato il rookie wall ed i Sixers sono una delle squadre più calde della lega con 8 vittorie nelle ultime 11. Con Embiid non più costretto a riposi precauzionali, la difesa dei Sixers è la quarta delle lega con un defensive rating di 102,9. Gli arrivi di Belinelli ed Ilyasova danno finalmente profondità ed esperienza al roster.
Contro: parliamo purtroppo di una squadra injury prone, e con i Sixers fare progetti troppo lunghi è sempre un rischio. Embiid ha giocato 78 partite in 3 anni, Simmons ha saltato il primo anno da rookie, e di Fultz non si hanno notizie da Novembre. La mancanza di esperienza potrebbe creare qualche grattacapo nelle fase conclusive della stagione.
8) MIAMI HEAT (32-29)
Pro: Il peggio sembra essere alle spalle. Dopo un febbraio nero la squadra è tornata a vincere, e tra le squadre in lotta per i playoff il calendario migliore lo hanno proprio gli Heat. Solo 8 partite in trasferta sulle restanti 21, e le doppie sfide contro Washington, Philadelphia ed Oklahoma come uniche partite degne di nota. Le altre sono tutte contro squadre in dichiarato tanking. Coach Spo, una certezza quando si parla di playoff, non può sbagliare.
Contro: si sono fermati nel momento migliore. A fine gennaio in occasione di Heat-Cavs si giocavano il terzo posto ad Est. Da lì sono arrivate 8 sconfitte in 11 partite e l’attuale ultimo posto valido per i playoff. L’attacco segna poco e gli Heat non riescono a chiudere le partite. Sono 18 le partite consecutive chiuse con un divario inferiore ai 10 punti. Le ultime 3 sconfitte sono arrivate per un totale di 6 punti di distacco.
9) DETROIT PISTONS (28-32)
Pro: Sebbene in un’epoca cestistica che va sempre di più verso lo small ball, avere 2 lunghi come Drummond e Griffin non è da tutti. Drummond è probabilmente alla sua migliore stagione in carriera. E Reggie Jackson potrebbe essere vicino al rientro, ed i Pistons che senza il proprio playmaker sono 9-18 hanno un disperato bisogno di lui.
Contro: Dovevano essere i grandi protagonisti ad Est dopo aver portato Blake Griffin in maglia Pistons. Ed invece terminata l’euforia iniziale, i Pistons hanno perso 6 delle ultime 7 gare. E le ultime 3 sconfitte sono arrivate con 12, 16 e 29 punti di distacco. Cambiare gioco a metà stagione è un rischio non sempre facilmente calcolabile. Soprattutto se in quintetto oltre ai 2 lunghi ci sono: Reggie Bullock, Ish Smith e Stanley Johnson.
10) CHARLOTTE HORNETS (28-33)
Pro: Hanno rischiato fortemente di non essere né in questa classifica, né tantomeno in lotta per il playoff. Ma le ultime 4 vittorie consecutive ci dicono che i Calabroni non si sono ancora arresi all’ennesima stagione priva di playoff. Howard mostra lampi dei tempi di Orlando e Kemba Walker, dopo aver visto svanire possibilità di trade a febbraio, si è ricaricato la squadra sulle spalle. E con un Batum tornato all around la speranza in North Carolina è ancora viva.
Contro: Hanno 4 vittorie di distacco e 2 squadre da superare. La missione è molto difficile, ma il futuro potrebbe essere nelle loro mani. Nelle restanti 22 partite giocano 4 volte contro Philadelphia, 2 contro Indiana ed una contro i Wizards. Se vogliono continuare a credere nel sogno offseason hanno gli scontri diretti a disposizione per poterlo dimostrare.

