Home NBA, National Basketball Association“Fear the beard” …ecco da dove nasce James Harden!

“Fear the beard” …ecco da dove nasce James Harden!

di Marco Tarantino

Dopo la prestazione contro i Kings, 43 punti, 6 su 9 al tiro dall’arco, 8 assist tutto stile Kevin Durant o Lebron, per James Harden sono arrivate le luci della ribalta. “Il Barba” com’è conosciuto in Italia, sta trascinando i Rockets in questa stagione, che con l’arrivo di Howard, dai Lakers,  ha lanciato i texani alla lotta per l’anello.

James Edward Harden Jr. nato a Los Angeles il 26 Agosto del 1989, ha frequentato l’Artesia High school di Lakewood in California. Già da li le prestazioni erano esaltanti: il primo anno con 18 punti di media risulta essere uno dei migliori del campionato, mentre nel secondo anno, Harden trascina la sua squadra alla vittoria del titolo con un record impressionante, 33 vittorie e solamente 2 sconfitte. Nella stagione 2007-2008 passa al college Arizona State che doveva difendere il titolo della Pacific p-10 conference, ma il primo anno, nonostante 17,8 punti di media, non è bastato a trascinare la sua squadra all’NCAA. Scelti nel 2008 per il National Invitation Tournament, un torneo ad invito per i migliori college d’america,  dopo aver sconfitto due squadre, i Sun Devils si sono dovuti arrendere nella finale contro i campioni in carica, i Florida Gators. Dopo questa annata, appare su Sports Illustrated, una pubblicità che gli fa anche bene a livello numerico, visto che arriva il career high di 40 punti, finendo la stagione a 20 punti di media. Finita la regular season, si rende eleggibile per il draft Nba del 2009, assumendo come agente Rob Pelinka. Il draft lo vede scelto al numero 3 dai neo-arrivati in Nba, gli Oklahoma City Thunder che presero il posto dei Seattle Supersonics. La prima stagione lo vede arrivare a 10 punti di media a partita, entrando nel secondo miglior team dei rookie 2010. Nella seconda stagione arriva a quota 12 punti di media, giocando tutte e 82 le partite della regular season e in tutte e due le prime stagioni, ha raggiunto i play-off, non vedendolo protagonista però. La terza stagione è quella della consacrazione: Harden gioca solamente 2 partite da titolare. Subentrando dalla panchina,  questo lo privilegia, arriva ad essere il terzo miglior marcatore della squadra dietro Westbrook e Durant, conquistando il premio di miglior sesto uomo dell’anno. Ai play-off rientra in tempo dopo una commozione celebrale causata da una gomitata di Metta World Peace. Arriva fino alla finale Nba persa poi 4-1 contro i Miami Heat.
Convocato da Mike Kryzewsky alle Olimpiadi di Londra, vince l’oro olimpico battendo in finale la Spagna.

A fine stagione, i Thunder, provano a prolungargli il contratto, ma il progetto dei Rockets e la voglia di giocare titolare e da superstar di una squadra, è più forte che la voglia di titolo di Oklahoma. Daryl Morey, general manager di Houston, lo definisce importante per il ritorno al titolo dei Rockets, facendogli firmare un quinquennale da 80 milioni di dollari. Le prestazioni sono sin da subito esaltanti, supera per due volte il suo career high prima contro Atlanta, segnandone 45, per poi ri-superarlo contro i suoi Thunder, mettendone a referto 46. Chiude la stagione con 25,9 punti di media, con 4,9 rimbalzi e 5,8 assist in 38,3 minuti. Quest’anno i numeri dei Rockets sono sotto gli occhi di tutti, la partita contro i Kings è soltanto l’ultima di prestazioni esaltanti insieme a Dwight Howard e Chandler Parsons, che saranno due alleati fondamentali per provare sin da subito l’assalto all’anello.

James-Harden-Houston-Rockets

Luca Fedi

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