Home Eastern Conference TeamsFocus on Bucks: Il futuro è tutto loro, ma il presente non è male

Focus on Bucks: Il futuro è tutto loro, ma il presente non è male

di Antonio Greco

ANDAMENTO STAGIONALE: 30 W-23 L (6° posto nell’Eastern Conference e 3° nelle Central Division)

Prima dell’inizio di questa regular season, attorno ai Milwaukee Bucks c’era sicuramente grande curiosità per vedere come i giovani Parker e Antetokounmpo si sarebbero comportati e come si sarebbero integrati tra loro. Tuttavia, col passare delle settimane e di partita in partita questa curiosità s’è trasformata in un vero e proprio interesse. I risultati, quantomeno fino alla pausa dell’All Star Game, parlano chiaro: dal peggior record della lega nella stagione 2013/14, fino al 6o posto nell’Eastern Conference.

Coach Kidd, tanto criticato durante la sua esperienza ai Nets, si sta prendendo le sue rivincite e con un gruppo giovane come il suo, sta fecendo divertire tutto il pubblico della lega. Insieme agli Atlanta Hawks si contendono il titolo, seppur fine a se stesso, di sorpresa dell’Est, grazie all’ottimo rendimento di alcuni giocatori e un ottimo sistema difensivo. Analizziamo insieme la loro stagione fino alla pausa per l’All-Star Game.

PUNTI DI FORZA:

-Giannis Antetokounmpo

La delusione patita al Dunk Contest per The Greak Freak non ha macchiato assolutamente la grande stagione che sta attraversando, ma ha simboleggiato ulteriormente i miglioramenti ai quali sta andando incontro. Il Greco ha ridotto i tentativi oltre l’arco, ma sta facendo valere la sua presenza in area e le sue medie sono salite: 12 PPG, 6.6 RPG E 2.5 APG, giunte fino a 17.2, 10 e 3.8 nel mese di febbraio. E i margini di crescita sono interminabili come le sue braccia.
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Giannis Antetokounmpo in azione contro i Toronto Raptos
-Brandon Knight
L’altro giocatore dei Milwaukee Bucks che abbiamo potuto ammirare all’All-Star Weekend è stato Brandon Knight, sconfitto al turno decisivo dello Skills Challenge. Come se non bastasse, il playmaker è stato anche escluso al fotofinish dall’All-Star Game e sicuramente avrà passato un fine settimana felice dal punto di vista cestistico. Non si può dire lo stesso per la stagione in generale, visto che l’ex Detroit Pistons ha preso in mano le redini della squadra e sta viaggiando a 17.8 punti, 5.4 assist e 4.3 rimbalzi per allacciata di scarpe, il tutto condito da un ottimo 40,9% da tre.
-O.J. Mayo e la panchina
Altra nota molto positiva della stagione dei Bucks è il rendimento della bench unit, guidata dall’ex Memphis e Dallas, O.J. Mayo. La SG sta mantenendo le medie di 11.8 punti e 2.9 assist a partita, ma oltre a lui sono tre i giocatori che superano i 7.1 punti di media (Henson, Bayless e Ilyasova). E avere una rotazione ampia di giocatori è fondamentale per andare avanti ai Playoffs.
-La difesa
La più grande sorpresa della stagione dei cervi non è però un giocatore, bensì la difesa. Coach Jason Kidd, tanto criticato per il suo operato a Brooklyn, ha messo in piedi un ottimo sistema difensivo e ha portato i Bucks nell’élite delle difese NBA. Principi cardine della fase difensiva sono la protezione del ferro da parte del centro in campo e un grande spirito di sacrificio sui recuperi, in particolare sulle uscite dai blocchi (citofonare ad Antetokounmpo).
-La transizione
È vero che essere una delle squadre più giovani della lega comporta una generale mancanza d’esperienza ai Playoffs, ma sicuramente mette al servizio di coach Kidd tanta velocità in transizione. Nonostante tengano ritmi abbastanza bassi, i Bucks sono sempre pronti a correre da una parte all’a
ltra del campo. Sono 1.18 i punti prodotti a transizione e 1.01 quelli concessi ogni contropiede subito.
PUNTI DEBOLI:
-Larry Sanders

Se c’è una nota dolente nella stagione dei Bucks, essa porta sicuramente il nome di Larry Sanders. Il centro ventiseienne aveva saltato 59 partite nella stagione passata, ma la dirigenza dei Cervi ha creduto fortemente in lui e lo ha rifirmato per 44.000.000$ in quattro anni. Le aspettative di rivederlo tornare a registrare le medie del 2012/13 si sono infranti agli albori del mese di gennaio. Sanders non mette piede sul parquet dal 23 dicembre, tra infortuni, sospensioni e svogliatezza e non sembra intenzionato a farlo fino al resto della stagione, come riporta Ric Blucher di Bleacher Report.

Milwaukee Bucks v Minnesota Timberwolves

Larry Sanders con la canotta n. 8 dei Milwaukee Bucks

-I rimbalzi
Il ritmo di gioco dei Bucks prevede pochi possessi per gli avversari e di norma, anche pochi tiri. Per questo motivo non avere buoni rimbalzisti, come nel caso di Milwaukee, assume una funzione doppiamente negativa. I Bucks sono al 26° posto in NBA per rimbalzi catturati a partita e il leader della squadra in questo fondamentale è una SF come Antetokounmpo. Per questo motivo la dirigenza è molto attiva sul mercato in questo periodo e sta cercando di accaparrarsi un buon lungo prima della trade deadline.
-L’attacco in post
Un’altra ragione per cui i Bucks sono alla disperata ricerca di un lungo sul mercato è la mancanza di un lungo con un buon gioco in post. I vari Zaza Pachulia, Middleton, Kenyon Martin, Ilyasova, Henson ecc. non offrono grandi sicurezze e di conseguenza la squadra si affida al post solo nel 6% delle azioni d’attacco e riescono a produrre punti solo nel 42.6% di queste situazioni.
I RIMANDATI
-Jabari Parker
Scelto con la scelta numero 2 all’ultimo draft, Jabari Parker non ha fatto attendere il suo contributo alla causa dei Bucks. Al momento del suo infortunio era il principale candidato al premio di ROY, facendo registrare le medie stagionali di 12.3 punti e 5.5 rimbalzi. Il futuro sarà sicuramente roseo per l’ex Duke, ma 25 partite sono un campione troppo esiguo per poterlo valutare.

Jabari Parker Milwaukee Bucks Portraits

Jabari Parker, ala dei Milwaukee Bucks
-Zaza Pachulia
Che offensivamente non fosse un fenomeno tutti lo sapevano, ma Pachulia sta sorprendendo (quasi) tutti nella propria metà campo. Con lui in campo il defensive rating della squadra è 99.1, mentre senza di lui sale fino a 104.1. Il georgiano sta facendo mancare per il suo apporto a rimbalzo. 6.5 rimbalzi a partita sono troppo pochi per un centro dal suo minutaggio.

PROSPETTIVE PER LA STAGIONE

Sebbene il posto ai Playoffs non sia ancora assicurato, a meno di clamorosi capovolgimenti, i Bucks si qualificheranno come 6a testa di serie dell’Eastern Conference. Al momento gli Hornets sono a 8.5 vittorie di distanza, mentre i Cavs, i Wizards e i Bulls, seppur vicini in classifica e piuttosto discontinui, hanno gruppi più completi e più talentuosi. Sebbene partano da sfavoriti con tutte le tre squadre nominate in precedenza, specialmente perché i confronti in stagione sono quasi sempre stati negativi per la franchigia del Wisconsin, già arrivare a giocarsi le proprie carti nella postseason sarà un ottimo risultato e porterà tanta esperienza a un gruppo futuribile come quello dei Bucks.

 

È vero che in Wisconsin non ci sono più né Richie e Fonzie, né Jabbar e Robertson, ma si può dire che con Parker e Antetokounmpo siano tornati gli Happy Days.

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