Cominciamo oggi una nuova rubrica che si focalizzerà su alcuni giocatori che nell’ultima stagione hanno lasciato un po a desiderare, e da cui nel 2014-2015 ci si aspettano delle risposte importanti, per capire se davvero se i vari Harden, Hibbert, Rondo potranno dare ancora molto alle rispettive franchigie.
Si parte dal Texas, from Houston: il #1 è James Harden

Il Barba è stato protagonista di una stagione brillante e, anche grazie all’apporto di Dwight Howard e Chandler Parsons (completamente esploso l’ultimo anno), ha trascinato gli Houston Rockets ai playoffs dove però Harden ha mostrato quanti limiti a livello di leadership abbia ancora oggi in Texas, come dimostrato ad Oklahoma City, dove svolgeva il compito di terzo violino non a caso…
James è inoltre finito sotto la luce dei riflettori per alcune dichiarazioni alquanto fuori luogo in estate, sull’importanza di Parsons e dei suoi compagni di squadra (a parte Howard) definiti come “role players” mentre i due giocatori da cui prescinde l’andamento in campo dei Rockets sarebbero proprio il numero 13 e Superman.
Queste dichiarazioni, proprio dopo l’eliminazione subita dai Rockets contro i Portland Trail Blazers di Aldridge e Lillard, sono apparse piuttosto “curiose” visto che il Barba ha avuto un rendimento da role player più che da leader, tirando con appena il 37,6% dal campo.
I punti da migliorare sono molti: in primis evitare uscite che sminuiscono il resto del roster, quindi altri fattori più legati al gioco vero e proprio. Cominciando dalla difesa (vero tallone di Achille di Harden), il Barba deve lavorare molto per aiutare i compagni anche quando il possesso palla è nelle mani degli avversari.
Meno flop, più lealtà in campo: altro fattore che rende Harden mal sopportato da arbitri e tifosi avversari è la consuetudine di James di simulare falli o accentuare cadute, che lo ha reso un fenomeno virale di presa in giro sul web.
Forzare meno tiri e favorire i compagni con tiri più semplici potrebbe essere anche una soluzione per migliorare radicalmente il suo rendimento: Harden e Howard accentrano forse un pò troppo il gioco dei Rockets attorno a loro e la squadra per questo motivo è troppo dipendente dallo stato di forma delle due All Stars.
(Il complesso di Melo colpisce anche il Barba)
Miglioramenti necessari, anzi fondamentali per ultimo sono necessari sotto il punto di vista caratteriale: se Harden vuole essere il leader di questa squadra deve dimostrarlo prima in campo e poi con le parole, non soltanto a chiacchiere. Il suo rendimento nei playoffs ne è la testimonianza più netta: quando il gioco si fa duro serve sangue freddo, e Harden potrebbe prendere esempio da Damian Lillard, uno che ha lasciato il segno a dir poco nella serie…
Nonostante questo resta una delle migliori SG della lega, ma i suoi margini di miglioramento sono ancora molto elevati e con un pò di lavoro potrebbe far fare il salto definitivo di qualità ai Rockets!
Per NBA Passion,
Marco Tarantino

