Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsFocus on Knicks: la parola d’ordine per la ricostruzione è “pazienza”

Focus on Knicks: la parola d’ordine per la ricostruzione è “pazienza”

di Marco Tarantino

Dopo gli eventi che si sono susseguiti in questa ultima settimana o due per i Knickerbrokers , molte persone (soprattutto tifosi indignati dal record) hanno incominciato a porsi serie domande su dove sia diretta questa franchigia.

Ma andiamo con ordine:
Con l’ assenza per infortunio di Carmelo Anthony, giovedì sera Houston ha asfaltato New York 120-96, una NY che si è presentata in campo con un quintetto composto da Smith, Aldrich, Hardaway jr., Calderon e Prigioni, che ovviamente non possono nemmeno pensare di tenere il super-quintetto dei Texani.

I Knicks, in oltre, hanno dovuto fare affidamento ai giovani prodotti della D-League, e a giovani che fino ad un mese fa, non erano utilizzati, come Wear, Early, o il nuovo arrivato,anche se per poco, Galloway. Insieme ai 76’ers sono ultimi nella lega per plus-minus con -16.0 per NY e -14.7 per Phila.

092611-sports-derek-fisher-nbaStatistiche da film dell’ orrore, che gravano sulle spalle di coach Fisher, che cercherà di portare a casa appena la 6a vittoria stagionale sabato sera contro gli Hornets di Walker, Jefferson e di Lance Stephenson.

Ma i problemi sul campo, derivano chiaramente da una manovra finanziaria del caro Phil Jackson, che ora ha tante domande per la testa: Chi se ne andrà? Chi rimarrà? C’è qualcuno che può dare un valido contributo oltre ad Anthony? 

In questo inizio di stagione,sembra che Phil abbia già preparato tifosi e media ad un grande rebuild, con l’ ultimo scambio con Cleveland ed OKC, in cui hanno salutato la Grande Mela Shumpert e JR Smith.

Partiti loro due (rispondendo alla domanda di prima) non c’è nessun “Big 2” che dia supporto ad Anthony, ancora fuori a causa di un infortunio al ginocchio destro: non Chandler, tradato insieme a Felton a Dallas, non Smith o Shumpert, e nemmeno Stoudemire, che non ha dato un apporto nemmeno minimamente accettabile per un giocatore del suo calibro, a causa dei tanti infortuni.

Jackson ha utilizzato tantissimi strumenti nella sua carriera da allenatore, ma qui c’è bisogno della palla da demolizione, per “aggiustare” i Knicks.
Questi scambi hanno portato a New York giusto $10M extra da usare nel mercato dei free agent dell’ estate. Liberarsi di tutti i contratti onerosi e dei giocatori con bassa efficienza in campo, favorendo le scelte al draft e i “young talents” è il primo passo verso un rebuilding che però non è ancora in atto… almeno non del tutto.

Phil Jackson durante la conferenza stampa della sua presentazione

Phil Jackson durante la conferenza stampa della sua presentazione

Guardare al futuro, è sicuramente la scelta giusta, ma ovviamente le sconfitte aumentano e la cosa più importante da NON perdere, è la pazienza sia per Jackson che per Fisher, due che sono abituati a questo tipo di pressione.

Phil ha allenato 20 stagioni nella NBA, tutte finite con record positivo: la prima del suo pupillo Fisher invece inizierà con un record negativo (salvo miracoli impensabili).  Dopo un anno di transizione già dopo la prossima offseason i Knicks sapranno (lottery e FA) a che punto è la loro ricostruzione ed Anthony saprà, se riuscirà a giocarsi le sue chance per vincere il suo primo titolo NBA.

I nomi dei free agents accostati ai Knicks sono di primissimo piano: Monta Ellis, David West, Roy Hibbert, Marc Gasol, Goran Dragic, Rajon Rondo, ma molto dipenderà dalla scelta che avrà Phil al draft, stracolmo di giovani di grandissimo talento sotto canestro.

Quale futuro c’è in serbo per New York?

Per NBA Passion,
Raul Lazaro Diaz

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