Era lo scorso settembre quando il General Manager degli Atlanta Hawks Danny Ferry inviò un’e-mail nella quale spendeva parole discriminatorie (“..but he’s not perfect. He has a little african in him”) verso il veterano Luol Deng. In seguito a tale episodio la dirigenza degli Hawks decise di sollevare Ferry dall’incarico, il quale si scusò pubblicamente con Deng e immediatamente lasciò il team.
In queste ore tiene banco una discussione su un suo possibile ritorno. Ferry è l’uomo dal quale dipendono gran parte degli ottimi risultati ottenuti dagli Hawks: fu proprio lui l’uomo che costruì questo team tanto vincente, e lo fece senza mai gettare la franchigia di Atlanta nei bassifondi della NBA. Ferry ebbe l’abilità di costruire un team che apparentemente non dispone di alcuna super star ma ad oggi è stato capace di far registrare una striscia ancora aperta di diciotto vittorie consecutive.
Secondo Paul Newberry di The Associated Press le possibilità di rivedere Ferry ad Atlanta sono quasi nulle, così Kyle Korver: “Ferry ha ricostruito la squadra in modo totalmente diverso dagli altri General Manager, credo che molti preferirebbero ricostruire in questo modo piuttosto di perdere cinque anni sperando di avere risultati dalle scelte al draft. Danny avrà un altro lavoro, su questo non c’è dubbio.”
Sono quindi veramente poche le possibilità che Ferry torni al proprio posto ad Atlanta, ma i commissari NBA hanno fatto sapere ancora dopo l’episodio di razzismo accaduto lo scorso settembre di non avere alcun tipo di tolleranza per questi eventi.
Per NBA Passion,
Gabriel Greotti (@GabrielGreotti on twitter)

