Se si fa parte di una lega di alieni è difficile essere al centro della ribalta e se si fa parte di una squadra di fenomeni, la scalata risulta ancora più ardua, ma se ti chiami Klay Thompson, a volte, la ribalta ti raggiunge da sola, abbracciando il tuo incredibile talento, su entrambi i lati del campo, il che lo rende uno dei giocatori più completi della lega.
Klay Thompson non è solo un eccellente tiratore, è anche un difensore ben al di sopra della media NBA; il suo contributo su entrambi i lati del campo sta diventando sempre più essenziale per gli obiettivi di Golden State.

Klay Thompson (11) Credit: Kyle Terada-USA TODAY Sports
Dopo l’arrivo di Kevin Durant, in moltissimi avranno puntato il dito contro Klay Thompson, pensando che sarebbe stato soprattutto lui a rimetterci sia a livello di minuti giocati, sia a livello di tiri a disposizione, a favore del numero 35 e dell’altro “Splash Brother” ovviamente. Invece no, Klay Thompson non è stato mai messo in disparte e sta dimostrando che vuole essere protagonista assoluto nella scalata verso il titolo.
Oggi andiamo a concentrarci su un particolare: la tecnica di tiro del ragazzo.
Chi ha una tecnica di tiro migliore di Klay?! Chi?! Apparentemente verrebbe da dire Curry, ma in realtà non è proprio così. Non che Steph sia scarso nell’esecuzione dei suoi tiri, ma se fosse possibile, la meccanica di Thompson è ancora più perfetta. E’ tutta una questione di posizione del corpo, dei piedi in particolare e della pulizia nel movimento, perché poi il rilascio della palla è una dote naturale e dipende dal disegno divino. Ecco, Klay Thompson sembra dipinto da Picasso per quanta bellezza racchiude la sua tecnica.
Il numero 11 giallo-blu è veramente un attaccante da fantascienza e quando entra in ritmo sa essere letale contro qualsiasi difesa, buona o cattiva che sia; inoltre, è in grado di segnare un’enorme quantità di punti in tempi brevissimi. Dopo aver frantumato il record di punti segnati in un solo quarto (37), l’ultima impresa da segnalare è avvenuta qualche settimana fa, quando Klay Thompson si è reso protagonista di una partita mostruosa contro gli Indiana Pacers segnando ben 60 punti in soli 29 minuti di gioco.
Già segnare tutti questi punti non è una passeggiata, ma Klay non ha praticamente tenuto tra le mani la palla, non ha letteralmente lasciato che i compagni gli servissero l’assist che il pallone stava già stracciando la retina. La cosa incredibile è che per segnare questi 60 punti ha avuto il possesso della palla per soli 88 secondi e che ha eseguito solamente 11 palleggi; detta così l’impresa riuscita a Thompson risulta ancora più eccezionale. E’ riuscito perfino a sfiorare la mitica prestazione da 100 punti di Wilt Chamberlain, nella quale mise a segno 2,08 punti al minuto. Thompson non ci è andato molto lontano, facendo registrare 2,07 punti al minuto e allora ci sorge spontanea una domanda: se avesse giocato tutta la partita?
Chissà, magari saremmo qui a celebrare la storia, ma in realtà non è questo il succo della questione, non è essenziale il numero di punti, perché anche se ne avesse messi a segno “soltanto” 40 riuscendo a mantenere le stessa media al minuto, sarebbe stata un’impresa degna della stessa nota. E’ incredibile come sia riuscito a fare tutto questo, veramente epico!
Restiamo in attesa della prossima super prestazione targata Klay Alexandre Thompson per poterla consegnare ai posteri, senza dimenticare che il figlio di Mychal è già un All-Star ed è più che degno di stare al fianco del suo gemello del canestro.

