Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiImbattibili Warriors: rimonta dal -23. Non basta un CP3 da 35 punti.

Imbattibili Warriors: rimonta dal -23. Non basta un CP3 da 35 punti.

di Giuseppe Cappucci

Nella notte è arrivata la 13ª vittoria su altrettante partite per i Golden State Warriors contro i Los Angeles Clippers con un punteggio di 124-117, grazie ai 40 punti di Stephen Curry e a una “discreta” prestazione da parte di tutto il quintetto, che ha tirato con il 57% da 3 (17/30). Come al solito, a guidare la squadra della baia ci ha pensato il figlio di Dell che, con una doppia-doppia da 40+11, ha trascinato i Warriors ad una vittoria in rimonta quasi inaspettata ad un certo punto, quando i Clippers erano in vantaggio di ben 23 punti.

Per la squadra di coach Luke Walton, che ha dovuto sopperire alle assenze di Leandro Barbosa e Shaun Livingston, non ci sono stati solamente i 40 ed 11 assist del giocatore da Davidson, che ha chiuso con 11/22 dal campo ma anche 7 palle perse; anche i 25 punti di un Klay Thompson in secondo piano in quest’inizio di stagione hanno contribuito alla rimonta, insieme ai 21 di Harrison Barnes e i 19 di Draymond Green accompagnati da 9 assist e 6 rimbalzi.

Dall’altra parte invece non sono bastati i 35 ed 8 assist di Chris Paul, che era in forte dubbio fino alla palla a due a causa di una distorsione all’inguine destro, ed i 27+6+5 del solito Blake Griffin. Inoltre Doc Rivers ha dovuto riscontrare un rotazione limitata ad 8 giocatori, causata anche dall’assenza di J.J Redick che ha avuto problemi alla schiena.

L'interessantissimo scontro Green-Griffin

L’interessantissimo scontro Green-Griffin

Primo quarto abbastanza in discesa per la squadra di Los Angeles che, grazie ai 18 di Paul nel solo primo periodo, è riuscita a segnare 41 punti contro i 25 della squadra di Oakland. Nel secondo periodo i Clippers hanno amministrato il vantaggio dopo aver condotto il match anche di 23 punti, andando negli spogliatoi per il riposo lungo sul 68-54. Ma i campioni NBA tornano in partita grazie ad un Green che, calatosi nella parte di trascinatore, ne mette 13 nella terza frazione con tre triple, riducendo lo svantaggio fino al 91-85 al termine del penultimo quarto di gioco. Il quarto-quarto invece è pure poesia giocata dai Warriors: Barnes apre le danze con 8 punti consecutivi in 3 minuti e i Warriors arrivano ad un solo possesso di svantaggio sul 95-92.

Il quarto quarto magistrale giocato dai Golden State Warriors

Il quarto quarto magistrale giocato dai Golden State Warriors

Nei minuti finali gli Splash Brothers prendono il controllo della partita, aiutati anche dalla tripla di Andre Igoudala e chiudono la partita con 7 punti di margine. Momento di gloria per Steph Curry che, siglando dalla lunetta i punti 39 e 40 della sua partita, sente un debole coro “MVP! MVP!” proveniente dai tifosi di casa sbalorditi dalla prestazione del numero 30.

Come riporta un tweet di GSWStats, i Golden State Warriors sono il quinto team di sempre ad iniziare una regular season con 13 vittorie consecutive ed il primo a farlo da neo campione NBA dai Boston Celtics del 1957-58.

A fine partita Curry intervistato dalla TNT non era soddisfatto di se e della prestazione della sua squadra, specialmente dopo l’inizio lento. “Le statistiche sembrano buone ma devo giocare meglio; sicuramente non vinci il trofeo con una partita di queste, ma è un bel modo di iniziare la stagione“. Successivamente Luke Walton ha aggiunto: “Non ho mai pensato di essere fuori dal match”.

Griffin invece ha detto ad ESPN:” Questi numeri sono folli. Loro sono un team migliore di noi ma stiamo cercando di arrivare dove sono loro“, mentre coach Rivers dichiara:”Hanno sempre segnato tiri fondamentali. La loro palla ha trovato chiunque“.

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