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Knicks tra Free agency, triangolo e speranze di rinascita

di Marco Tarantino

Non è una novità, la stagione passata per il basket new yorkese targato Knicks è stata sia per la città che per il povero Spike Lee colma di delusione, alla distanza di ben dodici vittorie per accedere al’ultimo posto utile dei play off e terz’ultimi nella Eastern Conference, riuscendo però a sopravanzare nel “derby cittadino” i rivali dei Nets (fermi a ventuno), fioca consolazione.

In molti pensavano che con l’avvento di sua santità Phil Jackson (mister eleven rings) le cose sarebbero cambiate celermente, sicuramente le aspettative riguardanti il suo arrivo non sono state deluse per quanto concerne la statistica che prende in considerazione i suoi classici colpi di scena/genio, non pochi in queste due stagioni prendendo in considerazione anche l’off season. Ultimo fra questi l’arrivo del nuovo allenatore Jeff Hornacek, allenatore che Jackson ha seguito durante la sua carriera sia da giocatore che da allenatore negli ultimi anni a Phoenix, il suo modo di lasciare libertà ai giocatori mantenendoli comunque all’interno di un sistema solido e l’attenzione alla crescita delle leve più giovani (insieme a colloqui interminabili) lo hanno convinto a far si che il timone fosse messo nelle mani del figlio dell’Illinois.

Arriviamo alla rovente off-season della grande mela.

La trade che fa più scalpore e suscita nel Mondo del basket alternate e svariate emozioni è quella di Derrick Rose (percepirà quest’anno 21.32 milioni di dollari), giocatore che abbiamo amato e con la quale purtroppo abbiamo soprattutto sofferto a causa degli sciagurati infortuni della quale è stato vittima. La maxi trade comprende l’arrivo di Justin Holiday e una scelta al secondo giro del draft 2017, in partenza invece Robin Lopez, José Calderon e Jerian Grant. Sul primo binario diretto da Chicago con a bordo Joakim Noah, che si riconcilierà al suo compagno di scorribande in quel di Chicago, per lui accordo da settantadue milioni per la durata di quattro anni. Arrivati a questo punto il mercato potrebbe sembrare già di forte interesse, Il più giovane MVP della lega, assieme al defensive player off the year 2013-14 sono nomi che suscitano clamore (tralasciando tutti i discorsi riguardanti lo condizioni fisiche e gli eventuali infortuni alla quale potrebbero essere PURTROPPO soggetti) e sicuramente daranno un importante apporto alla causa dei New York Kniks.

Importante arrivo da Charlotte di Courtney Lee che firma un quadriennale da quarantotto milioni di dollari. Considerato un ottimo innesto, “costo relativamente basso” e solido giocatore che non ha bisogno di avere troppo la palla tra le mani (attitudine consideratà positivamente nella lega data la proliferazione di giocatori che quando si trovano gli spicchi tra le mani tendono a tramutarsi in acqua verdognola e stagnante). A

ltro interessante e fondamentale arrivo è quello di Brandon Jennings con contratto annuale da cinque milioni, che garantirà a D.Rose un sostituto di qualità. Senza tralasciare la firma di Lance Thomas a sei milioni, la seconda scelta di Jakcson 2016 Willy Hernangomez, Mindaugas Kuzminskas, Sasha Vujacic e Maurice Ndour a completare l’area FIBA.

Agli albori della prima palla a due fissata per il quattro ottobre al Toyota Center contro Houston, i Knicks si troveranno con un roster certamente rinforzato che potrebbe garantirgli l’accesso ai play off (infortuni permettendo) già da questa stagione. Con gli arrivi dell’estate sembra profilarsi un quintetto base formato da: PG – Derrick Rose SG – Courtney Lee SF – Carmelo Anthony PF – Kristaps Porzingis C – Joachim Noah

Quintetto che con la guida di Carmelo Antony e lo straordinario non che esaltante talento di Porzingis sarà sicuramente in grado di far divertire molti appassionati. L’obbiettivo minimo saranno i play off, da questa base poi, l’hanno prossimo grazie ai buoni movimenti salariali si plasmerà la squadra che grazie al talento dei giocatori e alla genialità di Phil Jackson potrà ambire a riportare l’anello in questa città, ormai mancante all’appello dal 1973. Sembrerebbe una missione impossibile, d’altro canto lo sponsor di uno dei giocatori arrivati quest’estate recita “impossibile is nothing”, riusciranno quindi nell’impresa storica i ragazzi del Madison square garden?

Pezzi Davide basketball addicted

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