Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiKnicks: perché la trade per Anunoby, e perché proprio ora

Knicks: perché la trade per Anunoby, e perché proprio ora

di Michele Gibin
anunoby knicks

La trade con cui i New York Knicks hanno, di fatto, sostituito RJ Barrett con OG Anunoby è stata per prima cosa la presa d’atto che il canadese ex Duke non potesse diventare la terza star complementare a Jalen Brunson e Julius Randle, soprattutto per ragioni tecniche.

Tralasciando la curiosità di avere i tre primi giocatori della squadra mancini (singolare ma ininfluente), le caratteristiche di Barrett erano diventate un doppione di quelle di Brunson e Randle. Come loro, Barrett aveva bisogno di possessi e di gestire il pallone, e per contro non è mai diventato un tiratore affidabile in situazioni piazzate (33.1% in stagione), spesso soggetto a sali e scendi. Nelle ultime 10 partite la percentuale al tiro da tre di Barrett era precipitata al 22%, un regime insostenibile per un attacco come quello dei Knicks.

Solo in questo, passare da Barrett a Anunoby significa per New York inserire un tiratore affidabile nelle situazioni che per l’ex Blue Devils erano così ondivaghe. OG Anunoby viaggia con il 37.5% da tre in carriera ed è un giocatore con meno talento rispetto a Barrett, ma decisamente più solido. E quindi adatto al ruolo che i Knicks pensano per lui. I Knicks hanno inoltre perso per il resto della stagione Mitchell Robinson, e avevano bisogno di un giocatore d’impatto in difesa dove la squadra di Thibodeau oggi è appena 18esima per defensive rating.

Per averlo, New York ha pagato un prezzo alto ma di cui valeva la pena. Immanuel Quickley è arrivato terzo nel 2023 nelle votazioni per il premio di Sixth Man of the Year ed era pronto per un ruolo da titolare altrove, vista la presenza di Jalen Brunson davanti a lui. Il mancato rinnovo di contratto in estate con i Knicks era un indicatore chiaro che le strade si sarebbero separate quanto prima.

Malachi Flynn e Precious Achiuwa arrivano per ricoprire gli ruoli di terza point guard e terzo centro nelle rotazioni di coach Tom Thibodeau. A meno di sorprese, specie per Achiuwa, “sposteranno” poco.

La trade ha anche connotati salariali interessanti per i Knicks. Anunoby è eleggibile già ora per un’estensione di contratto da due anni e 40 milioni di dollari complessivi che partirebbe, nel caso, dalla stagione 2025-26, e sarà eleggibile per un prolungamento da 4 anni e 117 milioni di dollari complessivi dal 30 giugno prossimo. New York ha premuto il bottone della trade con l’obiettivo di tenere Anunoby, e a lungo, e si attende dunque un nuovo accordo.

Dall’off-season 2024 diventeranno eleggibili per un’estensione al massimo salariale Randle e soprattutto Jalen Brunson, entrambi in scadenza nel 2026. I Knicks punteranno a blindare senza dubbio l’ex Mavs, la trattativa con Randle potrebbe essere invece più delicata.

Cedendo OG Anunoby, i Raptors hanno invece accelerato la rifondazione, già iniziata con la scelta in panchina dell’esordiente (e europeo) Darko Rajakovic per sostituire Nick Nurse. Nella trade ci hanno guadagnato l’enfant du pais RJ Barrett che però va a aggiungersi a un roster di tiratori già così così eccezion fatta per Gary Trent Jr, ma hanno acquisito la loro point guard del futuro in Immanuel Quickley.

Quickley avrà da subito le chiavi della squadra, in 30 partite l’ex Kentucky ha viaggiato a 15.0 punti di media con il 39.5% da tre in 24.0 minuti di impiego. Minutaggio e cifre che cresceranno, con buona pace del pur buon Dennis Schroder visto sin qui.

L’accoppiata Immanuel Quickley-Scottie Barnes suona bene per Toronto. Due giocatori under 24 e con tanto talento, e che almeno sulla carta ben si accoppiano. Tra i due, Barnes terrà il suo ruolo di point forward ma con accanto un “braccio armato” con 24-27 punti di media nelle mani da subito: cosa che ne Schroder ne Fred VanVleet fino allo scorso anno erano. Una coppia che potrebbe rendere meno indigesta e con molto più senso la separazione via trade anche con Pascal Siakam, tassativamente entro la trade deadline di febbraio.

E’ impensabile, sempre sulla carta ovviamente, che i Raptors possano scegliere di concedere a Siakam il contratto al massimo salariale per cui Spicy P è eleggibile. Nel 2024 Barnes diventerà eleggibile per la sua rookie scale extension e c’è da rinnovare il contratto di Quickley, i soli Barrett e Jakob Poeltl sono al momento i giocatori sotto contratto oltre il 2025. Ai Raptors serve la massima flessibilità salariale attorno a Barnes e Quickley, e più fortuna al draft. Negli ultimi anni, Scottie Barnes a parte, Toronto ha raccolto poco dalle sue scelte, Christian Koloko (2022) è sparito per problemi di salute, Gradey Dick ha avuto poco spazio finora (ne avrà di più) e non lo ha sfruttato. Malachi Flynn è stato scelto con la 29esima chiamata ed era forse eccessivo attendersi di più di quanto visto, Dalano Banton non si è mai visto proprio. Anunoby (2017), Siakam (2016) e Poeltl (2016, andato e tornato) sono state le ultime scelte azzeccate dei Raptors.

La buona notizia che i Raptors torneranno a scegliere in alto dal draft 2024, e sarà più difficile sbagliare. La trade per Anunoby ha fruttato una seconda scelta 2024, di proprietà dei Detroit Pistons e che sarà quindi entro le prime 35, Toronto avrà una possibilità in più di pescare un buon giocatore. Sarà possibile ottenere una futura prima scelta per Pascal Siakam? Il due volte All-Star sarà free agent a fine stagione, chi vorrà fare tentativo lo farà con adeguate garanzie di poterlo trattenere oltre il 2023-24: non sarà semplice.

You may also like

Lascia un commento