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La trasformazione della difesa dei Cavaliers

di Marco Berteotti

I Cleveland Cavaliers di LeBron James e compagni, stanno letteralmente dominando i Playoff della costa Atlantica, con due sonori sweep alle prime due squadre incontrate. Approdano in finale di Conference con numeri offensivi sbalorditivi, grazie ad un gioco di scarichi e triple che ha distrutto ogni speranza avversaria.

Durante la stagione regolare i Cavs sono stati oscurati dalle già storiche stagioni delle franchigie ad ovest (Warriors e Spurs) ed hanno quindi potuto arrivare ai Playoff senza troppe pressioni (a parte questa dichiarazione di Dr. J).

Per capire meglio se questi Cavs potranno finalmente alzare al cielo il Larry O’Brien Trophy è necessario analizzare l’altra metà del gioco: la difesa.

Se confrontiamo i numeri della scorsa RS con quella di quest’anno scopriamo che i ragazzi dell’Ohio non hanno diminuito di molto il numero di punti concessi agli avversari, 98.7 nel 2014-15 e 98.3 nel 2015-16, ma hanno invece incrementato lo scarto medio di punti, da 4.5 a 6.0 (meglio di loro solo Warriors, Spurs e Thunder).

Diminuiscono invece i numeri di palle rubate e stoppate, rispettivamente 7.4 (12°) e 4.1 (6°) nella scorsa stagione, 6.7 rubate di media (27°) e 3.9 stoppate (27°) nella stagione appena conclusasi. Questi dati sono però senz’altro influenzati dalla tendenza ormai sempre più diffusa di giocare perimetralmente, cosa che neanche i ragazzi di coach Lue disdegnano. Anzi, hanno proprio accolto una filosofia di gioco diversa, che nelle ultime 8 partite ha dimostrato di essere redditizia.

Il nuovo stile di gioco prevede meno protezione del ferro (delle 4 squadre rimaste ancora in corsa per il titolo sono la peggiore per % concessa nel raggio di due metri dal canestro) e maggiore attenzione alla difesa perimetrale (sono i peggiori contestatori di tiri da 2, ma degli ottimi contestatori di tiri dall’arco).

Non si può non evidenziare come il fulcro di questo cambiamento sia stata la figura dei lunghi, che nel nuovo sistema devono essere più mobili e più pericolosi dal perimetro: ecco quindi che un 5 puro come Mozgov viene relegato in panchina (5 minuti scarsi di impiego per lui in questi Playoff) e gli vengono preferiti giocatori come Love e Frye, spesso criticati proprio per le loro doti difensive.

Il gioco dei Cavs sembra, quindi, essersi avvicinato a quello dei rivali californiani, con effetti devastanti per gli avversari nei primi due turni. La domanda è se questa nuova impostazione potrà essere quella che sbaraglierà la concorrenza (Raptors e Warriors o Thunder) e riuscirà nell’impresa di portare il titolo nella città di Cleveland o se fallirà, dando l’ennesimo dispiacere al Re e ai suoi sudditi. La risposta la affidiamo al tempo.

Fonte: http://stats.nba.com/

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