Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersLakers: Kobe tira avanti la barchetta ma la franchigia raschia il fondo del barile

Lakers: Kobe tira avanti la barchetta ma la franchigia raschia il fondo del barile

di Alessandro Maritato

In casa Lakers l’obbiettivo stagionale non erano certo le finali di conference, ma neanche il tifoso giallo-viola più pessimista immaginava un inizio di stagione simile. Peggior partenza della storia della franchigia e una squadra che, all’apparenza, non sembra dare segni di vita. Infatti, dietro il record di 3-12, ci sono una serie di motivi legati alla gestione della squadra da parte della dirigenza ma, soprattutto, una squadra che si appoggia quasi esclusivamente a Bryant in attacco e che, in linea di massima, non difende.

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Ma andiamo per tappe. La notte del draft Mitch Kupchak, GM dei Lakers, ha scelto Julius Randle, ala da Kentucky, che però non ha potuto (e non potrà) dare un contributo alla propria squadra perché nell’opening night contro i Rockets si è rotto una tibia. Dopo il draft, è arrivato il turno del nuovo head coach: la dirigenza, insieme a Kobe, hanno virato la loro scelta verso Byron Scott. Poi la dirigenza si è gettata sul mercato dei free agents. Dopo il “no grazie” ricevuto da Carmelo Anthony e LeBron James, i Lakers hanno deciso di puntare sui migliori FA rimasti sul mercato. I

l primo tassello aggiunto alla corte del “mamba” è stato Carlos Boozer, tagliato dai Bulls tramite amnistia. Poi è arrivata la trade che ha portato in giallo-viola Jeremy Lin. Altre scelte sono virate su Wayne Ellington, Ronnie Price ed Ed Davis. Calcolando che il roster della scorsa stagione prevedeva un numero sproporzionato di guardie, le scelte della dirigenza rimangono oscure perché gran parte degli “innesti” di mercato sono proprio delle guardie e il reparto lunghi, che già risultava corto e non all’altezza del lustro della franchigia, non è stato migliorato significativamente. A tutto ciò va aggiunto il forfait di Nash ai “blocchi di partenza” della stagione. La situazione non idilliaca in quel di Los Angeles e l’esigenza dei tifosi giallo-viola, non migliora il rendimento della squadra, ultima nella super-competitiva Western Conference. Tutto ciò può essere riassunto nelle medie della squadra in questo inizio di stagione: infatti i Lakers, numeri alla mano, sono la peggior difesa dell’NBA per punti concessi, sono nella prima metà della classifica (tredicesimi) per punti realizzati, ventesimi nei rimbalzi, il che conferma i dubbi sulle scelte della off-season fatte dalla dirigenza, e ventiseiesimi negli assist (dato che dimostra una poca fiducia di squadra e un quasi totale accentramento dell’attacco nelle mani del 24). In conclusione, niente fa pensare che la stagione dei Lakers in un futuro prossimo abbia una svolta radicale e gran parte degli addetti ai lavori sostengono che la stagione giallo-viola sia giunta al termine poco dopo il suo inizio. Ora toccherà nuovamente a Bryant dimostrare che gli opinionisti si sbagliano e che la squadra abbia un valore maggiore di quello dimostrato finora.
Alessandro Maritato

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