L’uomo giusto per la gloriosa rinascita. I Los Angeles Lakers sono alla ricerca del nuovo head coach che avrà l’onore e l’onere di guidare la rebuilding che permetterà ai gialloviola di tornare agli antichi fasti dopo una stagione che gli ha visti non disputare per la prima volta i playoff dal 2005 (sesta volta nella storia).
La dirigenza comunque non ha fretta: il general manager Mitch Kupchak vuole scegliere il meglio per i Lakers, dichiarando
comunqe che il nuovo allenatore dovrà sfruttare al meglio le caratteristiche di Kobe Bryant, colonna portante su cui i losangelini dovranno ripartire. “Dobbiamo assicurarsi che chiunque assumeremo saprà ricavare il massimo da Bryant– ha detto recentemente Kupchak-Non importa se questo vorrà dire fare punti, costruire gioco o altro. Per noi è la cosa che conta di più in questo momento.”
E così ecco al vaglio di tutto lo staff californiano c’è una sfilza di nomi sui possibili candidati alla panchina di uno dei team più prestigiosi della NBA. Nomi che non includono però quello di John Calipari, coach che tanto bene ha fatto a Kentucky (NCAA): l’allenatore ha infatti subito smentito, con tanto di ‘twettata’, ogni voce sul suo approdo a Los Angeles. Scartato anche il nome del ‘Venerabile Maestro’ Derek Fisher, finito alla fine ai New York Knicks. Sempre per la serie ‘amarcord’, i Lakers hanno sondato il terreno per Mike Dunleavy, che ha già guidato la franchigia dal 1990 al 1992. Colloqui avuti anche con Lionel Hollins, ex coach dei Memphis Grizzlies fermo dal 2013, anno in cui è riuscito a portare la franchigia del Tennesee alla finale di Western Conference. Hollins sarebbe molto gradito alla piazza ed inoltre potrebbe migliorare e non poco la difesa. Altro nome caldo è quello di Alvin Gentry, nell’ultima stagione assistente di Doc Rivers, coach dei rivalissimi Los Angeles Clippers. Su Gentry ci sarebbero anche i Cleveland Cavaliers
Ma nelle ultime ore Byron Scott sembra essere piombato in pole position per l’incarico. Scott, allenatore dell’anno 2008, è l’unico infatti ad aver avuto due colloqui con la dirigenza. Se alla fine sarà lui a sedere sulla panchina californiana, dovrà mettere subito in chiaro la situazione con Kobe Bryant, come egli stesso ha dichiarato: ” Dobbiamo anche parlare del tipo di direzione che vogliamo prendere per quanto riguarda il gioco, perché dovrà cambiare il suo stile di gioco, almeno un poco, e penso lo sappia già. Parleremo di quanti minuti a partita potrà giocare e cose così. Dobbiamo trovare un accordo, per il bene della squadra. Lui mi conosce, sono uno della vecchia scuola, non ho mezze misure”.
Ed intanto si pensa al Draft 2014, dove i Lakers usufruiranno solo della settima scelta del primo giro: l’obbiettivo principale è la stella di Kentucky, la power forward Julis Randle.
Per NBA Passion, Olivio Daniele Maggio (daniele_maggio on Twitter).

