Home NBA, National Basketball AssociationLBA awards 2020/21: i premi della redazione NBA Passion

LBA awards 2020/21: i premi della redazione NBA Passion

di Francesco De Bonis
LeDay Olimpia Milano

La Regular Season 2020/2021 è arrivata alla sua conclusione, la griglia dei Playoff è stata ufficialmente definita ed è dunque tempo di riflettere sui premi LBA 2020/21. L’Olimpia Milano è riuscita a conquistarsi il primo posto in classifica, rispettando le aspettative che la vedevano come principale favorita ai nastri di partenza del campionato e si è aggiudicata anche entrambi i trofei nazionali (Supercoppa e Coppa Italia). Alle spalle dell’Olimpia, troviamo l’Happy Casa Brindisi che con molte probabilità è da indicare come la principale sorpresa della stagione insieme alla De’Longhi Treviso. La squadra guidata da coach Frank Vitucci, infatti, nonostante i tanti cambiamenti all’interno del roster che sono avvenuti in questa stagione è riuscito a dare continuità, mantenendo una forte identità di squadra. A seguire Brindisi sono presenti la Virtus Bologna, Reyer Venezia e Dinamo Sassari. A completare, infine, il quadro dei Playoff sono Treviso, Allianz Trieste ed Aquila Trento.

Ma, dopo aver citato le squadre, la domanda che sorge spontanea è: “Chi sono stati i migliori di questo campionato? Il miglior giocatore? Il miglior allenatore?

LBA awards 2020/21: ecco i candidati

Dal 20 al 30 Aprile la Lega Basket Serie A ha aperto le votazioni per i premi individuali della regular season di LBA 2020/2021, rendendo noti i nomi di 5 candidati per premio (non specificando, per il momento, quelli relativi al miglior allenatore). Vi riassumiamo in seguito tutti i premi e i candidati:

  • MVP: Miro Bilan (Dinamo Sassari), Zach LeDay (Olimpia Milano), Milos Teodosic (Virtus Bologna), Stefano Tonut (Reyer Venezia), Darius Thompson (Happy Casa Brindisi).
  • Miglior italiano: Luigi Datome (Olimpia Milano), Stefano Tonut (Reyer Venezia), Giuseppe Poeta (Vanoli Cremona), Alessandro Pajola (Virtus Bologna), Marco Spissu (Dinamo Sassari).
  • Giocatore rivelazione: Derek Willis (Happy Casa Brindisi), Davide Alviti (Allianz Trieste), Daulton Hommes (Vanoli Cremona), Michal Sokolowski (De’Longhi Treviso), JaCorey Williams (Aquila Trento).
  • Miglior under 22: Henry Drell (VL Pesaro), Alessandro Pajola (Virtus Bologna), Giordano Bortolani (Germani Brescia), Davide Casarin (Reyer Venezia), Gabriele Procida (Acqua San Bernardo Cantù);
  • Miglior difensore: Kyle Hines (Olimpia Milano), Alessandro Pajola (Virtus Bologna), Tyler Cain (VL Pesaro), Julian Stone (Reyer Venezia), Shavon Shields (Olimpia Milano).

Noi, della redazione LBA di Nbapassion.com, abbiamo voluto dare i nostri premi individuali alla stagione 2020/2021, “eleggendo” anche quello che per noi è stato il miglior coach dell’anno.

LBA Awards: i premi dati dalla nostra redazione

MVP: Zach LeDay.

Zach LeDay apre la lista dei premi di LBA secondo la redazione di NBA Passion. Perchè? Arrivato la scorsa estate dallo Zalgiris e voluto fortemente da coach Ettore Messina, LeDay è semplicemente stato il miglior giocatore della miglior squadra della Regular season. Tra tutti i componenti del roster dell’Olimpia è stato, forse insieme a Shavon Shields, il più costante. Tecnico, atletico e efficace come pochissimi altri giocatori del nostro campionato, LeDay si è rivelato letale sotto molti punti di vista. La cosa che forse impressiona di più è il rapporto tra i suoi numeri e i minuti giocati.

Le sue statistiche infatti, già strabilianti, assumono ancora più significato se si pensa al fatto che LeDay ha giocato in media 22 minuti durante l’arco della Regular Season (tra i 5 candidati MVP è infatti quello con la media più bassa per quanto riguarda i minuti giocati). LeDay ha dato un contributo fondamentale alla stagione di Milano in campionato, rivelandosi spesso semi impossibile da fermare sia in situazione di isolamento (un marchio di fabbrica ormai il suo tiro dal mid-range) sia in situazione di pick and roll, dove da rollante si rivela letale per le difese. A tutto ciò, mancano i numeri, che sono la ciliegina sulla torta per quel che riguarda la sua stagione. 15.2 punti, 6 rimbalzi e 1.1 assist con percentuali altrettanto straordinarie: 55.4% da due, 51% da tre e 89% ai liberi. Inoltre LeDay è secondo in tutto il campionato per quanto riguarda la valutazione media (20.5, alle spalle del solo Bilan), terzo per falli subiti con 4.9 a gara e quarto per
plus-minus complessivo con 7.1 di media. Ripetiamo, il tutto in 22 minuti. MVP.

Miglior italiano: Stefano Tonut.

Non prendiamoci in giro. Stefano Tonut in questa stagione è definitivamente entrato nell’élite del nostro campionato. Migliorato sotto ogni aspetto del gioco: tiro, playmaking, letture di gioco, difesa, leadership, costanza e chi più ne ha più ne metta (non a caso, inserito anche nei 5 candidati al premio di MVP). La stagione della Reyer è stata caratterizzata da molti alti e bassi, specie durante il girone d’andata, ma l’unica vera costante è stato il giocatore italiano. Se si segue la carriera di Tonut da quando, nell’ormai lontano 2015/2016, prese inizio, il miglioramento costante che stagione dopo stagione è riuscito a dimostrare è evidente e durante quest’anno è arrivato il definitivo salto di qualità che possono rendere Tonut un perno, oltre che della Reyer, anche della nazionale italiana. 16.2 punti, 4 rimbalzi e 3 assist di media conditi da 1.3 recuperi a gara. Assolutamente meritato il premio come miglior italiano della stagione.

Giocatore rivelazione: JaCorey Williams.

Gli è bastato poco per inserirsi nel nostro campionato e trovare subito il modo per poter incidere. JaCorey Williams, nel suo primo anno in Italia, è stato a tratti incontenibile. Un’energia difficile da trovare in altri suoi pari ruolo alla quale abbina una tecnica non indifferente, nonostante non prenda praticamente mai tiri da fuori. Una velocità di piedi e di movimenti difronte alle quali spesso le difese devono arrendersi. Quarto per valutazione complessiva con 19.8 e secondo per punti realizzati con 18.2 punti segnati di media, JaCorey ha trascinato l’Aquila alla sua sesta post-season consecutiva. Al primo turno ad aspettarli troveranno una Milano contro le quali le speranze di passaggio del turno sono veramente poche ma con questo Williams, mai dire mai. I suoi numeri: 18.2 punti, 7.8 rimbalzi, 1.2 assist con il 58% da due. Giocatore rivelazione se c’è ne è uno.

Miglior under 22: Gabriele Procida.

Con molte probabilità, la miglior notizia per Cantù di questa stagione. Gabriele Procida quest’anno si è definitivamente “messo sulla mappa”, facendo anche il suo esordio con la nazionale maggiore di Meo Sacchetti. Coach Pancotto prima e coach Bucchi poi, gli hanno concesso minuti importanti nonostante la giovane età (ricordiamo che Procida è un classe 2002) e lui ha risposto alla grande dimostrando tutte le sue capacità.

Procida è il prototipo del giocatore moderno. Un’ala di 2 metri che sa trattare la palla, con la giusta dose di atletismo per poter arrivare a centro area e con un tiro da fuori assolutamente affidabile. Fino a questo momento, infatti, è proprio il tiro da fuori l’arma in più di Procida. Alle sue caratteristiche va aggiunta indubbiamente una personalità difficile da trovare in altri suoi coetanei. Il prossimo anno il suo futuro difficilmente sarà a Cantù, vista la recente retrocessione in A2 della squadra lombarda, ma ovunque lui decida di andare, il futuro si prospetta veramente luminoso. Con 6.4 punti di media segnati e 2.5 rimbalzi catturati, per noi il miglior under 22 della regular season è lui.

Miglior difensore: Kyle Hines.

Di certo non ha bisogno della nostra presentazione. Kyle Hines è ormai da anni un’istituzione del basket europeo. In questa stagione coach Messina lo ha spesso tenuto fuori per preservarlo il più possibile per l’Eurolega, ma anche nelle sue 13 gare giocate, Hines ha dimostrato ancora una volta di essere un difensore con pochi eguali. Praticamente un playmaker di 2 metri, Hines può difendere ancora oggi su ogni ruolo, dal playmaker al centro. Al ferro o sul perimetro, contro i lunghi o contro i piccoli per lui non fa alcuna differenza. In 13 gare giocate ha mantenuto una media di più di 5 rimbalzi catturati e di 1.2 palle recuperate in media a gara. Per noi il miglior difensore della stagione è lui.

Miglior coach: Frank Vitucci.

Siamo arrivati all’ultimo, ma assolutamente non meno importante, premio. La Lega non ha reso noti i nomi dei candidati, ma per noi il coach di Brindisi merita questo riconoscimento più di tutti. L’Happy Casa ha rappresentato la sorpresa della Regular season, insieme alla De’Longhi Treviso di coach Max Menetti, colui che più contende questo premio al coach di Brindisi.

L’Happy Casa è riuscita a mantenere una costanza che ad inizio anno in pochi potevano immaginare, navigando costantemente tra il primo ed il secondo posto. A fine regular season è riuscita ad ottenere il miglior piazzamento della sua storia e tutto questo risulta ancora più incredibile se si considerano le premesse di inizio stagione. Tra la fine dello scorso campionato e l’inizio di questo, infatti, il roster di coach Vitucci è stato a dir poco rivoluzionato perdendo pezzi fondamentali come Adrian Banks (di fatto, l’MVP dell’ultimo campionato), John Brown, Tyler Stone e Kelvin Martin. A tutto ciò, Brindisi è riuscita a porre rimedio non modificando la sua identità di squadra. Continuando a puntare su italiani importanti, come Zanelli, diventato capitano dopo l’addio di Banks, e Gaspardo, oltre a “sostituire” gli americani che hanno lasciato il roster con degli altri altrettanto talentuosi come ad esempio D’Angelo Harrison, che ha concluso la stagione come miglior marcatore del campionato a 18.6 punti di media, e Derek Willis.

Il merito di tutto questo ha un nome ed un cognome, che corrisponde a quello di Francesco Vitucci, che siede da ormai 3 anni sulla panchina brindisina e da altrettante stagioni riesce a proporre una pallacanestro divertente ed efficace come poche, combinando a queste caratteristiche anche grandi risultati (come le due finali di Coppa Italia raggiunte nelle due stagioni precedenti a questa). Per noi il coach dell’anno non può che andare a lui, che conclude così la lista dei premi di LBA 2020/21 secondo nostra redazione.

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