È stata una lunga e buia notte quella trascorsa per i Dallas Mavericks, dopo la sconfitta (120 – 105) contro i New Orleans Pelicans. In seguito alla vittoria di sabato sera (107 – 98), sempre contro NOLA, i Mavs avevano avuto a disposizione tre giorni per poter riposare e affrontare al meglio la partita di ritorno. La testa, invece, era già a mercoledì notte (questa notte N.d.R.) in vista della partita contro i Los Angeles Clippers. Il mattatore della partita è stato Ryan Anderson con 25 punti e 11 rimbalzi in 28 minuti. Per i Mavs l’unico che si è salvato è stato l’intramontabile Dirk Nowitzki, con 18 punti, 2 assist e 4 rimbalzi in poco meno di 20 minuti.
Analizzando la partita, si possono individuare 3 problemi che hanno condizionato la deludente prestazione dei texani:
1) Il Back court deve produrre qualcosa.
Come riportato da Kirk Henderson, di MavsMoneyBall.com, i Pelicans hanno semplicemente banchettato per ogni minuto giocato da Deron Williams ( 25 minuti e un +/- di – 25) e Wesley Matthews (15 minuti e un +/- di – 15). Se per quest’ultimo ci possono essere ancora scusanti, dettate dal fatto che deve ancora ritornare in forma per questa stagione, per l’ex Nets non ce ne sono. Fin dalla palla a due è stato lento nelle transizioni, spesso fuori ritmo nel cercare il giusto passaggio. Seppur il suo tabellino dica che abbia causato un solo turnover, durante la partita è stato ripetuto messo ombra da chiunque lo marcasse. In difesa il discorso, per entrambi, non è di certo migliore. L’ex Portland spesso era in ritardo nel chiudere il tiro al diretto avversario, con il compagno di squadra che spesso si faceva battere dal palleggio.
2) Dirk Nowitzki è l’unico giocatore di Dallas che sta facendo del suo meglio, quando necessiterebbe di qualcun altro che possa reggere tale peso.
WunderDirk è partito alla grande questa stagione, producendo ottimi numeri ( 17.1 punti, 1.9 assist, il tutto tirando col 44% da dietro l’arco nei suoi 26.50 minuti giocati di media), restando l’unico giocatore pericoloso nella metà campo offensiva. Chiedere per le restanti partite tali prestazioni, per chi nella voce anno di nascita ha scritto 1978, pare sinceramente troppo. Con Chandler Parsons ancora a rilento nel recupero dall’operazione al ginocchio e con J.J. Barea e Raymond Felton visti nella notte, si percepisce nettamente la mancanza di un compagno come l’ex Monta Ellis.
3) La mancanza di rimbalzisti.
Senza una vera e propria ala piccola a disposizione, l’Head Coach, Rick Carlisle, sta provando a far giocare molti minuti a quintetti molto “piccoli”. Il risultato è che vi è una mancanza palese di rimbalzi a favore della squadra. Basti notare la prestazione di Ryan Anderson che con 11 rimbalzi totali, 5 sono stati conquistati nella metà campo difensiva dei Mavs. Semplicemente troppo semplice per un giocatore che l’anno scorso aveva una media 4.8 rimbalzi totali.
Siamo solo ad inizio stagione, è vero, ma questi punti paiono troppo importanti per non esser accantonati e sistemati. Riuscirà Carlisle ad aggiustare le cose in corsa?
Per NBAPassion


