Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsGolden State WarriorsAndrew Wiggins è diventato un All-Star. Ma resterà agli Warriors?

Andrew Wiggins è diventato un All-Star. Ma resterà agli Warriors?

di Michele Gibin
andrew wiggins

I Golden State Warriors hanno mandato 3 giocatori all’All-Star Game, hanno un candidato MVP (Curry), il probabile difensore dell’anno infortunio permettendo (Green), un candidato al premio di giocatore più migliorato (Poole), e tanti motivi per essere più che ottimisti per il futuro.

Jonathan Kuminga ha mostrato nell’ultimo mese di stagione regolare di “avere i numeri”, di poter essere quello che facendo un volo pindarico (ma neppure troppo) fu il giovane Kawhi Leonard per i San Antonio Spurs che furono: ovvero l’anello di congiunzione tra la vecchia guarda Curry-Green-Thompson e il nuovo decennio. Lo sviluppo di James Wiseman è stato frenato da un infortunio al ginocchio destro che ha richiesto due operazioni, ma la mole di talento dell’ex Memphis University è tanta che è al momento ancora impossibile rinunciare.

Jordan Poole è stato eccellente nei primi tre mesi di stagione regolare in un ruolo delicato, quello di sostituire Klay Thompson e tenere in caldo il suo posto in quintetto. Al rientro di Klay, dopo due anni e mezzo di assenza, Poole è tornato al suo ruolo di sesto uomo e il suo rendimento offensivo non ne ha risentito particolarmente. Andrew Wiggins ha infine approfittato come meglio non avrebbe potuto delle assenze per infortunio di Paul George e Kawhi Leonard, ed è addirittura diventato un titolare all’All-Star Game. Qualcosa che solo poco più di due anni fa a Minnesota sarebbe parso incredibile, nonostante lo smisurato talento atletico e offensivo del giocatore canadese.

Se a tale quadro vi si aggiungono il ritorno in salute di Kevon Looney dopo diversi problemi fisici, e le scelte azzeccate di Otto Porter Jr, Nemanja Bjelica e di Gary Payton II, i motivi per sorridere in casa Warriors sono fin troppi.

Qualcuno potrebbe anche parlare di “troppa grazia“, se non ché la fortuna nelle scelte di Bob Myers centri poco. L’unico lato negativo, semmai davvero lo fosse, di tanta qualità a roster è che nella NBA la qualità si paga, e per vincere con un roster di qualità (o pieno zeppo di star capricciose, come accaduto a Brooklyn) occorre aprire i cordoni della borsa.

I Golden State Warriors non hanno mai avuto problemi in questo. I circa 170 milioni di dollari di luxury tax per la stagione 2021\22 sono il record NBA ogni epoca, e sono soprattutto una cifra destinata a crescere ancora. Perché?

Il contratto di Jordan Poole prevede una team option da 3.9 milioni di dollari per la stagione 2022\23, ma già in estate il giocatore sarà eleggibile per la sua estensione contrattuale pluriennale, che potrebbe arrivare a valere 80 milioni di dollari in 4 anni. Accordo che scatterebbe dal 2023, quando James Wiseman entrerà nel suo ultimo anno di contratto e potrà iniziare a negoziare a propria volta un’estensione.

Il famoso “contrattone” di Andrew Wiggins scadrà nel 2023, e con Kuminga, Poole e Payton II gli Warriors potrebbero avere già in casa dei sostituti di qualità, a un costo inferiore rispetto a quello che comporterebbe un rinnovo contrattuale anche per l’ex Twolves. Soprattutto oggi che Wiggins è diventato un All-Star. Curry, Thompson e Green sono blindati almeno fino al 2024, Kevon Looney (altro free agent imminente) si è guadagnato sul campo il suo prossimo contratto, a Golden State o altrove, e avrà diverse pretendenti in estate.

Trattenere tutti, Wiggins compreso, farebbe lievitare il monte salari dei Golden State Warriors nel 2023\24 fino a circa 208 milioni di dollari, una cifra mai vista prima, e la luxury tax fino a 400 milioni di dollari. Nel 2024, Stephen Curry avrà 36 anni, Green 33. E’ dunque possibile che, vista la presenza di Poole e Kuminga soprattutto a roster, Golden State scelga di esplorare già a fine stagione il mercato per Andrew Wiggins?

Avrebbe senso: il valore di mercato del canadese non è mai stato così elevato, nel 2023 Wiggins sarà un free agent di appena 28 anni e un’eventuale nuova squadra potrebbe rimetterlo sotto contratto da subito. Per Andrew Wiggins gli Warriors potrebbero ottenere almeno una prima scelta futura, e soprattutto un bello sconto di luxury tax con la ragionevole certezza che la qualità del roster non risentirebbe della sua partenza.

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