Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsBoston CelticsMercato Celtics, 6 nomi da tenere d’occhio alla trade deadline

Mercato Celtics, 6 nomi da tenere d’occhio alla trade deadline

di Michele Gibin
larry nance jr blazers

Sfumato Blake Griffin su cui l’interesse era sempre stato comunque tiepido, i Boston Celtics non lasceranno da parte il mercato a ormai pochi giorni dalla trade deadline.

La Eastern Conference ha oggi tre squadre di riferimento (76ers, Nets e Bucks) ma dietro di loro il campo è aperto e Boston si gioca il quarto posto (come minimo) e il vantaggio del fattore campo al primo turno dei playoffs. Con Jayson Tatum e Jaylen Brown, e con un Kemba Walker in crescita dopo i problemi fisici di inizio stagione, per i Celtics è troppo presto per iniziare a pensare alla prossima stagione.

I nomi su cui puntare sul mercato non sono tantissimi, Griffin si era già promesso ai Brooklyn Nets e comunque difficilmente sarebbe stato in cima alla lista dei Celtics.

Ci sono giocatori che potrebbero però muoversi sul mercato e che potrebbero avere un impatto a Boston. Danny Ainge ha detto a più riprese nelle scorse settimane che la squadra avrebbe bisogno di shooting with size, ovvero di un altro lungo che possa allargare il campo di fianco a Daniel Theis, Tristan Thompson e Robert WIlliams.

Coach Brad Stevens non ama i lunghi statici e a Boston non arriverà dunque un centro vecchio stile alla Hassan Whiteside. Vediamo assieme quali nomi tra quelli “in vendita” farebbero al caso dei Celtics.

1. Nemanja Bjelica

Il serbo è un uomo mercato, ora ha ritrovato spazio ai Sacramento Kings a causa di qualche infortunio ma può partire, soprattutto se alla ripresa della stagione i Kings non mostreranno di poter (o volere) tentare di risalire la classifica.

Bjelica guadagna 7.2 milioni di dollari ed è in scadenza di contratto, ed è soprattutto un obiettivo anche di Philadelphia 76ers e Miami Heat, almeno. In questa stagione sta tirando col 33% da tre ma vale molto di più di così, non è mastino a rimbalzo e in difesa ma è giocatore di talento e intelligenza, che ben si adatterebbe a Boston.

Come arrivare al serbo? Ovviamente non con la trade exception da 28 milioni di dollari, sebbene sarebbe possibile impiegarne una parte per coprire il salario di Nemanja Bjelica. Boston potrebbe offrire ai Kings una seconda scelta e giocatori giovani come Grant Williams, Semi Ojeleye o Romeo Langford. Non il pacchetto dei sogni ma i Kings non sono nella posizione di pretendere troppo.

2. PJ Tucker

In una situazione molto simile a quella di Bjelica, anche i contratti sono molto vicini. E anche su Tucker rischia si aprirsi un’asta con Utah Jazz, LA Clippers, Miami Heat e Philadelphia 76ers interessate.

Se trade non sarà, è possibile che a Tucker venga concesso un buyout e allora i Sixers di Daryl Morey sarebbero i favoriti, con Miami come alternativa principale. Dopo aver messo sotto contratto Blake Griffin, i Nets hanno ancora una disabled player exception da oltre 5 milioni di dollari ottenuta dopo l’infortunio di Spencer Dinwiddie, e a Brooklyn ci sono James Harden e Mike D’Antoni

3. Harrison Barnes

Ecco un giocatore su cui varrebbe la pena impiegare la TPE di cui sopra. Harrison Barnes ha 29 anni, un titolo NBA e due finali alle spalle, è un buon difensore e un tiratore di vaglia, un realizzatore secondario, in questa stagione è assieme a De’Aaron Fox e Tyrese Haliburton il migliore a Sacramento.

Barnes è sotto contratto per altre due stagioni oltre a quella in corso, il suo contratto è alto ma si è visto di molto peggio a cifre anche superiori, il prodotto di North Carolina sta viaggiando col 39% al tiro da tre punti in stagione.

A Boston potrebbe giocare in quintetto accanto a Tatum, Brown e Kemba Walker se Stevens dovesse decidere per un quintetto piccolo, oppure da sesto uomo per una squadra che chi la segue sa benissimo quanto necessiti di un rinforzo in panchina.

A partire sarebbero probabilmente Romeo Langford e Aaron Nesmith e una seconda o prima scelta. Uno sforzo che si può fare per un giocatore come Harrison Barnes.

4. Larry Nance Jr

I Cleveland Cavs adorano Nance Jr e difficilmente lo lascerebbero partire, ma il figlio d’arte è il prototipo del giocatore che servirebbe ai Celtics ed è nello stesso orizzonte temporale di Tatum e Brown.

In tre anni Nance Jr ha mostrato miglioramenti costanti, è un buon difensore con le braccia lunghe e che può occupare tre ruoli, dall’ala piccola al centro leggero in quintetti volanti. I Cavaliers hanno altre priorità in questa trade deadline, ovvero trovare una sistemazione per Andre Drummond e sognare di scaricare Kevin Love, Nance fa parte del futuro della squadra e potrebbe non essere disponibile.

Drummond è disponibile, ma se non è ancora avvenuto, è probabile che non avverrà mai…

5. John Collins

Ok, si era parlato di Jerami Grant e Nikola Vucevic ma… no, non accadrà.

John Collins arriverebbe con una certa dose di rischio e col contratto in scadenza, sul talento offensivo e sulla capacità di allargare il campo non v’è nulla da eccepire ma il prodotto di Wake Forest apprezza avere il pallone in mano e sentirsi coinvolto in attacco. E nella squadra di Tatum, Brown e Walker di tiri ne restano pochi.

Però Collins è disponibile, non è chiaro cosa Atlanta possa chiedere in cambio ma una prima scelta dovrà esserci per forza.

6. George Hill

Non si era detto shooting with size?

Si, ma Hill che sverna oggi agli Oklahoma City Thunder tornerà d’attualità alla trade deadline, e Boston ha bisogno di qualità dalla panchina. George Hill è un giocatore solido, che può giocare due ruoli alle spalle di Walker e Marcus Smart e rimpiazzare il deludente Jeff Teague. Ai playoffs il primo cambio sarà il rookie Payton Pritchard, meglio arrivare attrezzati.

Hill saprebbe certo di piano B per i Celtics, e forse avrebbe più senso altrove (Portland, LA Clippers). Se però dovesse diventare disponibile e se obiettivi più ambiziosi dovessero sfumare, perché non tentare?

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1 commento

Giorgio 9 Marzo 2021 - 16:16

Se a Collins o Vucevic non è possibile arrivare senza offrire la luna in cambio, oppure semplicemente le loro squadre non hanno intenzione di scambiarli, forse Barnes resta l’opzione più realistica.
Con un contratto a scendere di 22-20-18 peserebbe non poco sul monte salariale di Boston, ma nemmeno in modo esagerato, considerando che chi vuole vincere davvero, Nets, Sixers, Bucks, Clippers e Lakers, hanno un monte salariale decisamente più alto di Boston e non sembrano ancora del tutto accontentate dal loro roster.
Quindi, avendo a disposizione la trade exception da 28 milioni, tanto vale usarla, anche se il rischio può essere quello di non riuscire a rinnovare Marcus Smart a giugno 2022.
Nel frattempo però si potrebbe essere competitivi per due anni..
Barnes è in grado di giocare da ala piccola o grande, sa difendere e segnare da tre, ha esperienza, ha già vinto un titolo e giocato due finali come avete ricordato e potrebbe portare l’equilibrio giusto in un quintetto con Kemba-Brown-Tatum-R. Williams.
Sarebbe certamente molto utile anche da sesto uomo con Smart e Theiss titolari come l’anno scorso, ma secondo me un sesto uomo si può trovare anche a meno di 20 milioni l’anno..
Io continuo a pensare che il giocatore più adatto per Boston sarebbe Myles Turner, che farebbe fare davvero il salto di qualità alla squadra, in difesa e attacco.
Turner ha un contratto di 18-18-18, ancora più friendly di Barnes ed ha margini di miglioramento altissimi sotto le mani di Brad Stevens. Costerebbe probabilmente un paio di giovani e un paio di scelte, ma è anche inutile continuare a tenere in tribuna giovani potenziali che, meno giocano, più perdono di valore..
Se poi si riesce a inserire nella trattativa l’inutile Tristan Thompson, che è un onesto giocatore ma secondo me non migliora la squadra e toglie inutile spazio a Robert e Grant Williams, sarebbe anche un buon affare: a Boston rimarrebbero infatti ancora una ventina di milioni da usare, magari in estate, nella trade level exception più ricca della storia!

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