Home NBA, National Basketball AssociationNBA TeamsLos Angeles LakersI Los Angeles Lakers possono davvero arrivare a Damian Lillard?

I Los Angeles Lakers possono davvero arrivare a Damian Lillard?

di Michele Gibin
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Ogni qualvolta una star NBA diventi disponibile sul mercato, o si pensi possa diventarlo a breve, è inevitabile che tra le destinazioni porssibili vi siano sempre i Los Angeles Lakers.

Come potrebbe essere altrimenti? I Lakers sono la squadra NBA più famosa al mondo, quella con più titoli e tifosi, e giocano a Los Angeles che di star, dello sport e non, è una fabbrica. Dal 2019 poi sono la squadra di LeBron James, forse il GOAT della pallacanestro NBA (o il GOAT-bis, dietro a sua maestà Michael Jordan).

E’ stato ben raro nella storia dei Los Angeles Lakers vedere in campo squadre prive di almeno un paio di star assolute, di due top 10 NBA sotto lo stesso tetto. A volte le star sono state persino quattro, come nel 2012 quando i Lakers diedero Dwight Howard e un vecchio Steve Nash a Kobe Bryant e Pau Gasol, o nel 2004 quando alla ditta (in crisi) Shaq&Kobe si aggiunsero Gary Payton e Karl Malone. Nel 2012 i Lakers avrebbero dovuto prelevare via trade dagli Charlotte Hornets Chris Paul, David Stern si oppose.

Aggiungere star non è di per sé garanzia di successo come i due esempi sopra citati raccontano, ma è nel DNA dei Lakers fare incetta di star qualora la situazione lo renda possibile: se gli LA Lakers sono in corsa per un grande giocatore, resistere non è semplice.

La prossima star della lista delle stelle NBA scontente potrebbe essere Damian Lillard. Il numero 0 dei Portland Trail Blazers ha 31 anni e dopo l’eliminazione al primo turno contro i Nuggets ha fretta di tornare a competere per una finale NBA, avvicinata solo nel 2019. Portland è in un periodo di transizione (fuori coach Stotts, dentro Chauncey Billups) e in una situazione salariale in cui migliorare il roster attuale è difficile.

Se Damian Lillard dovesse decidere di cambiare squadra via trade, le pretendenti di spicco sarebbero tante, e tante potenzialmente meglio posizionate dei Lakers.

I Lakers hanno però il vantaggio del loro prestigio, due star assolute come LeBron James e Anthony Davis con cui Dame aveva espresso la “fantasia” se non il desiderio di giocare, in passato. LeBron è da anni un grande estimatore di Lillard…

A conti fatti però, i Los Angeles Lakers possono davvero prendere Damian Lillard?

Non esiste squadra NBA che non possa virtualmente mettere assieme un pacchetto per arrivare a un dato giocatore via trade. Nel caso di Lillard-Lakers occorrerebbe la volontà del giocatore di piegare alcuni ostacoli e probabilmente almeno una terza squadra che entri nella trade, come fu per James Harden a gennaio 2021.

Gli “asset” dei Lakers sono Talen Horton-Tucker e Kyle Kuzma, e le prime scelte al draft 2027 e 2028. Horton-Tucker diventerà restricted free agent e sarà eleggibile per una sign and trade, i Lakers hanno in Montrezl Harrell e Kentavious Caldwell-Pope due contratti in prossima scadenza (l’ultimo anno di contratto di KCP, 2022\23, non è garantito) che fanno sempre al caso di una squadra che scelga di rifondare, come dei Blazers senza Dame Lillard (vedasi gli Houston Rockets come esempio).

I Lakers potrebbero aggiungere all’ipotetico pacchetto un’altra prima scelta (2022 a 2025) se i New Orleans Pelicans accettassero di rinunciare ai diritti su almeno una di queste (diritti eredità della trade per Anthony Davis), NOLA chiederebbe però qualcosa in cambio, magari sotto forma di una seconda scelta futura?

Con due o tre prime scelte future, e tre o quattro giocatori di rotazione con contratti brevi tra cui un 21enne di talento come Horton-Tucker, i Trail Blazers otterrebbero una sorta di “pacchetto rebuilding standard” NBA, non dissimile da altre potenziale trade. Quali?

Ben Simmons è un tre volte All-Star, i Philadelphia 76ers potrebbero proporre domani ai Blazers una trade migliore con Tyrese Maxey e Matisse Thybulle.

I New Orleans Pelicans potrebbero proporre Brandon Ingram e tante prime scelte per Lillard, che farebbe coppia con Zion Williamson in un mercato però ancora più ristretto di quello di Portland, lassù nel Northwest.

I New York Knicks hanno l’imbarazzo della scelta: Obi Toppin, Immanuel Quickley, Mitchell Robinson, persino RJ Barrett e un tesoretto di almeno due prime scelte future impiegabili.

I Boston Celtics? Hanno in Ime Udoka un ex Blazers come nuovo capo allenatore, dopo aver ceduto via trade Kemba Walker difficilmente però avrebbero i mezzi per arrivare a Dame Lillard senza sacrificare Jaylen Brown. E senza Brown, il duo Tatum-Lillard e l’attuale roster non sarebbero sufficienti per le ambizioni del 6 volte All-Star dei Blazers.

Kristaps Porzingis è svalutato tanto quanto Simmons, e su di lui si aggiungono i dubbi sulla tenuta fisica. Accoppiare poi due point guard dominanti come Lillard e Luka Doncic nella stessa squadra sarebbe come giocare al piccolo chimico: cosa potrebbe accadere?

I Golden State Warriors hanno almeno due buoni argomenti da proporre: James Wiseman, la scelta numero 7 al draft NBA 2021 (gli Warriors possiedono anche la numero 14) e il contratto di Andrew Wiggins che scadrà nel 2023. Damian Lillard è nato a Oakland ed è legato alla Baia, da vecchio tifoso Warriors e Raiders in passato aveva dichiarato di non aver gradito il trasferimento dei Dubs a San Francisco, ma la tentazione del ritorno a casa assieme a Stephen Curry, Klay Thompson e Draymond Green…

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1 commento

Ludovica 1 Luglio 2021 - 15:04

Un giro contorto ed esasperato per arrivare a spiegare una improbabile trade via Lakers, quando i quotidiani di settore americani già da un mese hanno avanzato le ipotesi più fattibili e sono tutte ad Est , Sixers, Celtics, Knicks! poi sul fatto che qualsiasi giocatore voglia vestire la maglia losangelina ,mah! c’è da rimanere perplessi!

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