Bradley Beal è stato declassato a sesto uomo nelle ultime due partite e a detta di tutti non è stata una scelta tattica, ma piuttosto un modo di preannunciare un suo possibile trasferimento. Phoenix è una delle squadre con più chance di intavolare una trade per Jimmy Butler e l’ex Wizards potrebbe essere una contropartita ideale. Ma non è tutto così semplice.
Beal è l’unico giocatore in NBA, oltre a LeBron James, a possedere la no trade clause, una clausola che gli permette di avere l’ultima parola su qualsiasi scambio che lo coinvolga. I Suns sono al secondo apron, quindi non possono aggregare più contratti per ottenere un singolo giocatore, ma devono pareggiare il contratto di Butler con il contratto di uno solo dei loro giocatori; di conseguenza sono costretti a mandare via uno tra Kevin Durant, Devin Booker e Bradley Beal. La scelta ricadrebbe ovviamente sul terzo.
Secondo quanto detto da Mark Bartelstein, l’agente dell’ex Wizards “non ci sono state discussioni riguardanti trade coi Suns o con altre squadre. Bradley è determinato soltanto ad aiutare i Suns a sistemare le cose.” Quindi anche la possibilità che Butler vada a Phoenix è sempre più remota ed è giusto così: una squadra a fine ciclo come Miami non ci guadagna niente ad acquisire un semi All-Star di 31 anni con un contratto che dura fino al 2026. Avrebbe senso poi rigirarlo a un’altra squadra in cambio di asset giovani, ma con la questione della no trade clause anche questo diventa impossibile.
Beal può rinunciare alla clausola, ma se non lo fa questa durerà fino alla scadenza del contratto. Ovviamente le franchigie vogliono avere il pieno potere sui giocatori che acquistano, quindi questo lo rende meno appetibile sul mercato. E’ questo il motivo per cui nessuna squadra lo contatta per una trade.
Si potrebbe anche decidere di coinvolgere una terza squadra per intavolare una trade, ma i Suns dovrebbero sia ricompensare questa squadra X sia gli Heat, e non hanno abbastanza asset e scelte al draft per farlo. Tutto cambierebbe ovviamente se Beal rinunciasse alla clausola, ma secondo Bartelstein a oggi è impossibile che accada.
