E’ finita la telenovela che riguardava Jimmy Butler che finalmente ha trovato dove accasarsi, diventando un nuovo giocatore dei Golden State Warriors, raggiungendo Steph Curry, Draymond Green e Steve Kerr. La notizia della possibile trade è arrivata prima della partita giocata contro gli Utah Jazz, persa 131-128. Uno scambio articolato che ha visto diverse squadre coinvolte.
Data la non ufficialità della trade nel post partita, giocatori e allenatore non hanno potuto parlare direttamente di Butler. “So che c’è stato un po’ di drama a Miami” ha detto Curry. “Nessuno sa qual è la vera storia. Ci aspettiamo di avere Jimmy motivato, pronto a dare un impatto positivo alla nostra squadra. Dobbiamo risolvere i problemi. Ma sono emozionato di mettermi al lavoro e in un certo senso nutrirmi dell’energia di qualcosa di nuovo”. I Warriors hanno un record di 25-25 che li pongono al 10° posto a Ovest. L’arrivo di Butler potrebbe fare la differenza e dare una svolta alla loro stagione incolore.
Anche Steve Kerr non ha potuto parlare di Butler così come Curry, ma ha condiviso il suo pensiero sulla faccenda e la tempistica della scadenza per gli scambi. “La lega dovrebbe prendere in considerazione di portare la scadenza per gli scambi durante la pausa dell’All-Star. Bisognerebbe non dover affrontare partite in cui i ragazzi vengono scambiati mezz’ora prima di una partita. Magari e stai cercando di portare qualcosa per provare a vincere una partita” ha dichiarato Kerr.
L’NBA decise di spostare la scadenza della trade deadline prima del weekend delle stelle. Il caso che fece scalpore fu quello di Demarcus Cousins nel 2017. “Con la nuova collocazione della scadenza per gli scambi, le squadre saranno in grado di definire i propri roster prima della pausa dell’All-Star. Si eviteranno le interruzioni che derivano dall’ingresso dei giocatori in nuove squadre proprio quando gli allenamenti e le partite inizieranno a riprendere dopo la pausa dell’All-Star” aveva comunicato la lega.

