fbpx
Home NBA, National Basketball AssociationEvidenza NBA free agency 2019: chi può spendere di più sul mercato?

NBA free agency 2019: chi può spendere di più sul mercato?

di Daniele Guadagno

La stagione 2018/2019 ha da poco chiuso i battenti e ora è tempo di gettarsi sulla NBA free agency 2019. Il colpo Anthony Davis, messo a segno dai Lakers, è solo il primo di una lunga serie di trasferimenti che tra gli altri nomi potrebbero coinvolgere anche Jimmy Butler, Kyrie Irving, Kemba Walker e Kevin Durant (quest’ultimo, pur essendo ufficialmente out per la prossima regular season). Prima però di analizzare i prossimi scenari di mercato, è necessario soffermarsi sulla questione salary cap: ogni squadra NBA ha a disposizione un budget per i contratti dei suoi giocatori. Il tetto massimo, valido per tutte e 30 le franchigie, viene stabilito dalla lega e si aggira intorno ai 109 milioni di dollari. Il cap delle varie franchigie è calcolato sommando i contratti di tutti i giocatori, come se fossero delle monetine che, impilate l’una sopra l’altra, vanno a formare una pila fino a giungere a un certo limite.

Di norma quindi le dirigenze possono spendere quanto vogliono per i contratti dei giocatori purché non si superi una soglia che sconsiglia l’accumulo eccessivo dei contratti, anche detta luxury tax: se la somma degli stipendi dei giocatori supera quel limite, le franchigie devono pagare un ulteriore tassa di lusso alla lega che poi viene ridistribuita alle squadre che rimangono sotto il cap. Senza ulteriori indugi, ecco la lista delle varie franchigie NBA ordinate per disponibilità salariale. Si ricorda che non verranno contati nel novero del cap i contratti dei giocatori in scadenza.

NBA FREE AGENCY 2019: LA SITUAZIONE DEI 30 TEAM

 

OKLAHOMA CITY THUNDER

Salary cap: -39.6 milioni

Westbrook e George-free agency Paul George Sky Sport NBA programma

Paul George e Russell Westbrook.

I Thunder hanno già 12 contratti pesanti validi per la prossima stagione, in particolare quelli di Paul George e Russell Westbrook . Il cap è stato già abbondantemente superato e il rischio luxury tax è appena dietro l’angolo. Il rinnovo faraonico siglato da Paul George la scorsa estate, 137 milioni in 4 anni, lega le mani alla dirigenza che in vista della free agency potrà limitarsi a scambi e piccoli innesti per la panchina. Voci di corridoio affermano che Steven Adams sia il principale indiziato a lasciare OKC, ma nessuna franchigia sembra disposta ad accogliere il centro neozelandese e tanto meno il suo esoso salario.

MIAMI HEAT

Salary cap: -31.5 milioni

Goran Dragic.

Quanto detto per i Thunder vale anche per gli Heat: 11 contratti garantiti, a meno di clamorose trade, più le pesanti player option di Hassan Whiteside e Goran Dragic (47 milioni in due) che verranno sicuramente esercitate. In questo modo la cifra spesa per i contratti supera i 140 milioni di dollari, rendendo impossibile ogni movimento sul mercato. Il sogno Jimmy Butler, maturato negli ultimi giorni, sembra destinato a finire ancor prima di cominciare.

 

CLEVELAND CAVALIERS

Salary cup: -26.9 milioni

cavs-kevin-love-john beilein cavaliers

Kevin Love, stella di Cleveland dalla partenza di LeBron James lo scorso anno.

La prima stagione post-LeBron si è chiusa sul fondo della Eastern Conference, non esattamente il traguardo che la tifoseria si aspettava. Come se non bastasse i Cavs hanno il terzo peggior salary cap: i contratti degli ex scudieri del re (Love, Thompson e J. R. Smith) occupano il salario al punto da impedire alla dirigenza di muoversi in sede di free agency. L’ideale sarebbe scambiarli quest’estate per scelte e giovani talenti, ma non saranno molte le squadre a volersi sorbire i loro contratti. L’unica speranza era puntare tutto sul draft, ma la dea bendata ha deciso di voltargli le spalle con una ‘misera’ quinta scelta. La strada del tanking è appena cominciata.

 

TORONTO RAPTORS

Salary cap: -26.4 milioni

Leonard

Kawhi Leonard.

Neanche il tempo di festeggiare il primo titolo della loro storia che subito i Raptors devono gettarsi sul mercato: c’è un MVP delle Finals da rinnovare. Kawhi Leonard ha presente nel contratto una player option che, se venisse esercitata, restringerebbe, e non di poco, lo spazio salariale dei canadesi. Ma è una cifra che sarebbero molto lieti di spendere per trattenere il meraviglioso cestista ammirato nei recenti playoff. Occhio però al richiamo della patria: le due di Los Angeles sono disposte a tutto pur di riabbracciare il loro concittadino.

 

PORTLAND TRAIL BLAZERS

Salary cap: -26.1 milioni

Damian Lillard e C.J. McCollum.

Come alla fine di ogni anno i Blazers si ritrovano con il salary cap ingolfato. Se non è una legge poco ci manca. Damian Lillard, fresco di rinnovo, il prossimo anno incasserà 29.8 milioni e assieme a lui, Portland si ritrova con altri 9 giocatori in doppia cifra. Ci sarebbe spazio per firmare almeno un comprimario, ma gli sforzi economici con ogni probabilità verteranno sui rinnovi di Seth Curry, Enes Kanter, Al-Farouq Aminu e Rodney Hood. Tutti autori di una splendida stagione e degni di un riconoscimento per le finali di conference agguantate.

 

HOUSTON ROCKETS

Salary cap: -17.1 milioni

Chris Paul, possibile protagonista di questa NBA Free Agency 2019.

Dieci giocatori sotto contratto, ma belli costosi, con Nene che molto probabilmente andrà a prendersi i 3.8 milioni previsti dalla sua player option. I vari cap holds che fanno riferimento ai tanti giocatori passati dalla panchina dei texani (dai 16.5 milioni di Iman Shumpert agli 1.6 di Austin Rivers) non cambiano la sostanza per i Rockets nella free agency: Non c’è spazio per migliorare la squadra di D’Antoni. Se invece Chris Paul dovesse essere scambiato (ipotesi arenata attualmente), Houston si libererebbe della causa del suo ingolfamento e otterrebbe in cambio ottimi giocatori.

 

GOLDEN STATE WARRIORS

Salary cap: -15.3 milioni

Kevin Durant free agent

Kevin Durant.

La prossima free agency stabilirà anche il proseguimento o meno della dinastia Warriors. Kevin Durant e Klay Thompson, entrambi in scadenza, non scenderanno in campo nella prossima stagione. KD, promesso sposo dei Knicks, potrebbe esercitare la player option con i Warriors e rimandare di un anno il trasferimento nella Grande Mela. Cosi facendo però Klay non potrebbe firmare il massimo salariale che gli era stato invece garantito dalla dirigenza. D’altro canto se alla fine entrambi scegliessero di rifirmare a lungo per Golden State, il ciclo continuerebbe ma la luxury tax salirebbe alle stelle. Che fare dunque?

 

DENVER NUGGETS

Salary cap: -12.1 milioni

Manuale Denver Nuggets: sarà ancora chiave l'esperienza di Paul Millsap?

Paul Millsap.

Il problema principale a livello salariale è la player option da 30 milioni che Paul Milsap potrebbe esercitare. Millsap rimane  uno dei leader emotivi e tecnici della squadra ma non è più l’all-star di Utah. L’intenzione è comunque quella di trattenerlo, quindi bisognerà trovare un accordo che riempia solo in parte il cap dei Nuggets. Ci sarà cosi modo di sondare la free agency alla ricerca di validi comprimari, al minimo salariale, che possano far rifiatare gli starter e permettere loro di arrivare in forze alla postseason.

 

DETROIT PISTONS

Salary cap: -11.7 milioni

Blake Griffin.

Una franchigia destinata al limbo della NBA anche nella prossima stagione, a meno di clamorosi scambi o di una rinascita di Reggie Jackson. L’ex Thunder percepisce 15 milioni all’anno, molti visto il rendimento dell’ultima regular season. Il suo contratto, quello di Blake Griffin e quello di Andre Drummond riempiono il 67% del cap totale. Anche rinunciando a qualche rinnovo necessario, non ci sarebbe spazio per innesti rilevanti. L’innesto di Tony Snell, ad esempio, non è di quelli che spostano gli equilibri.

WASHINGTON WIZARDS

Salary Cap: -7.2 milioni

Wall-Knicks

John Wall.

 

Non inganni la posizione, non si sta tenendo conto dei contratti da rinnovare. Da Trevor Ariza a Tomas Satoransky passando per Jabari Parker, i cui 20 milioni però sono solo figurativi. Probabilmente partirà Bradley Beal, da cui poter ricevere giovani e scelte, cosi come il  ‘fu’ Dwight Howard. E dire che a febbraio i Wizards si sono liberati del mega contratto di Otto Porter (un quadriennale da 106.5 milioni). Grida ancora vendetta il rinnovo offerto a John Wall che dall’anno prossimo guadagnerà 37 milioni bloccando a lungo termine le manovre economiche della sua franchigia. Si prospetta un’estate lunga e sterile nella capitale.

 

MINNESOTA TIMBERWOLVES

Salary cap: -4.5 milioni

Andrew Wiggins.

L’idea di puntare tutto sui giovani non ha giovato ai poveri Timberwolves, oggi più che mai nell’occhio del ciclone. Nove giocatori già sotto contratto, poche prospettive di crescita in una Western Conference sempre più attrezzata, zero spazio e appeal per muoversi sul mercato. Unica consolazione, la sesta scelta al dratf con cui hanno selezionato Jarrett Culver, bel prospetto. Si aggiunga anche il folle contratto recapitato due anni fa ad Andrew Wiggins (146.5 milioni in 5 anni), ed ecco illustrato un completo disastro.

 

UTAH JAZZ

Salary cap: +0.2 milioni

Mike Conley

Mike Conley, secondo colpo di questa offseason.

I contratti in scadenza sono tanti, ma l’ossatura c’è e costa poco. L’acquisto di Mike Conley rende i Jazz la mina vagante della Western Conference. Ci sarebbero spazio anche per altri “svincolati” che dal 1 Luglio saranno liberi sul mercato. Il problema però non è di natura economica ma di appeal mediatico: per i free agent la scommessa è scegliere Salt Lake City anche perché il progetto tecnico appare chiaro a tutti.

 

SAN ANTONIO SPURS

Salary cap: +8.9 milioni

Chi è DeMar DeRozan

DeMar DeRozan.

“Ci sarà un giorno in cui smantelleremo la squadra e ricostruiremo dal draft, ma non è questo giorno“. Una citazione cinematografica che si sposa perfettamente con il sistema Spurs. La squadra di Gregg Popovich, forte di una mentalità e di un coach tra i più vincenti della storia, continua ogni anno ad agguantare la postseason per poi uscire subito al primo turno. Il talento c’è, ma non abbastanza da impensierire le altre contender. E, a meno di una sorprendente trade per DeMar DeRozan, non ci saranno grandi movimenti sul mercato, malgrado non manchi lo spazio per qualche ritocco. Chissà se arriverà mai quel giorno…

CHARLOTTE HORNETS

Salary cap: +9.6 milioni

Lakers-Kemba Walker-quintetti nba walker lillard

Kemba Walker, altro protagonista della NBA free agency 2019.

Tutto ruoterà intorno a Kemba Walker: In caso di rinnovo al massimo salariale, non ci sarebbe spazio per altre mosse. Essendo stato nominato nel terzo quintetto, Walker avrà inoltre diritto ad un ulteriore ritocco dell’ingaggio se scegliesse di restare in North Carolina, in caso contrario firmerebbe per una contender ma a cifre leggermente inferiori. Nonostante abbia giurato più volte amore eterno a Charlotte, le sirene di Los Angeles, New York e Dallas potrebbero fargli cambiare idea.

 

BOSTON CELTICS

Salary cap: +13.1 milioni

Kyrie Irving.

Al Horford è uscito dal contratto e le possibilità che Kyrie Irving prolunghi la sua esperienza in Massachusetts sono al minimo storico. La sua partenza aprirebbe un bel po di spazio salariale con cui poter ingaggiare un degno sostituto. Marcus Morris e Terry Rozier invece dovrebbero restare alla corte di Stevens almeno per un’altra stagione. A Boston insomma l’estate potrebbe portare un bel po’ di rivoluzioni: l’importante è sapere che all’occorrenza c’è un modo per far spazio per lo meno a un contratto di primissimo livello da poter offrire ai free-agent.

 

MILWAUKEE BUCKS

Salary cap: +17.2 milioni

Khris Middleton.

Qui di spazio figurato ce ne sarebbe a iosa, se non fosse per i contratti in scadenza: Nikola Mirotic, Malcom Brogdon e Brook Lopez vanno rinnovati, cosi come Khris Middleton a cui quasi sicuramente la dirigenza offrirà il massimo salariale. Se tutti questi giocatori venissero confermati il salary cap scenderebbe a -9 milioni. C’è però la volontà da parte dei Bucks di consolidare il roster che li ha condotti alle finali di conference, e con un anno in più di esperienza, tentare nuovamente l’assalto al titolo.

 

ORLANDO MAGIC

Salary cap: +20.8 milioni

Nikola Vucevic

Nikola Vucevic.

Un bel dilemma in casa Orlando: rinnovare Nikola Vucevic, l’eroe della stagione, e relegare in panchina Mo Bamba, oppure cedere il montenegrino per garantire più spazio alla sesta scelta dell’ultimo draft? Probabile che alla fine si propendi per quest’ultima in modo da avere più spazio per i grandi free-agent del futuro. I Magic hanno a disposizione un giovane core che quest’anno ha raggiunto i playoff per la prima volta dal 2012 e che merita la fiducia della dirigenza. Le ambizioni da titolo per ora possono aspettare.

 

MEMPHIS GRIZZLIES

Salary cap: +21.5 milioni

Con le cessioni di Marc Gasol, Zach Randolph e Mike Conley, si è chiuso a Memphis un lungo ciclo incentrato sul grit & grint. La rebuilding, iniziata nell’ultima deadline, passa dal draft e da un Jo Morant pronto a risollevare i Grizzlies assieme a Jaren Jackson Jr. Niente scossoni  dunque in questa free-agency: con i 17 milioni di dollari previsti dalla player option che Jonas Valanciunas eserciterà, non ci sono margini di manovra. Dalla trade-Conley sono arrivati validi tiratori come Joe Crowder, Kyle Korver e Grayson Allen.

 

PHOENIX SUNS

Salary cap: +22.8 milioni

Tyler Johnson con la casacca dei Miami Heat.

Dando per certo che Tyler Johnson eserciterà la sua opzione da 19.2 milioni, non resta molto spazio salariale ai Phoenix Suns. Un paradosso considerando il roster giovane e pieno zeppo di contratti da rookie. Si darà la caccia ad un playmaker, questo è certo. D’Angelo Russell è un potenziale obiettivo. Per averlo però sarà necessario sacrificare gente come Josh Jackson o T.J. Warren che non hanno dato grandi garanzie nelle ultime stagioni.

 

LOS ANGELES LAKERS

Salary cap: +23.1 milioni

lakers titolo nba

AD-LBJ, il nuovo devastante duo dei Lakers.

Da squadra snobbata a prima attrazione del parco giochi: L’arrivo di AD ha ribaltato il destino dei Los Angeles Lakers. Lo spazio salariale infatti non si è ancora esaurito e c’è la possibilità di firmare un a cifre modeste un’altra All-Star. Si fanno i nomi di Kawhi Leonard e Kemba Walker, ma il più papabile  sembrerebbe essere Kyrie Irving, lo stesso che un’anno fa ha lasciato Cleveland per non vivere più all’ombra di LeBron. Il classico ritorno del figliol prodigo. Bisognerà aspettare per vedere quando sarà ufficializzata la trade, in modo da verificare la disponibilità salariale dei Lakers.

 

CHICAGO BULLS

Salary cap: +23.8 milioni

Otto Porter stiramento

Otto Porter.

Come i Suns, anche i Bulls non potranno permettersi pezzi grossi in questa free agency, sia per spazio salariale sia per l’appeal poco suadente. Terranno il pesante contratto di Otto Porter, culleranno la loro coppia futuribile (Lavine-Markannen) e punteranno forte sulla loro settima scelta al draft, Coby White. A fargli da chioccia potrebbe essere Derrick Rose, il cui probabile ritorno sarebbe tanto piacevole quanto utile alla franchigia dell’Illinois.

 

NEW ORLEANS PELICANS

Lonzo Ball and Brandon Ingram, Los Angeles Lakers vs Minnesota Timberwolves at Target Center

Lonzo Ball e Brandon Ingram.

Salary cap: +33.9 milioni

Zion-Lonzo-Ingram. La cessione di Anthony Davis ha portato in dote un big three in grado di brillare nella NBA del futuro. Un buon modo per cominciare la rebuilding. I Pelicans ora hanno lo spazio necessario per firmare uno o due veterani al minimo salariale per creare il giusto mix tra esperienza e gioventù. Inoltre pare che Jrue Holiday voglia restare a NOLA almeno un’altra stagione prima del definitivo addio. Chissà che i suoi consigli non possano giovare a Lonzo, suo nuovo compagno di reparto.

 

ATLANTA HAWKS

Salary cap: +35.2 milioni

Kent Bazemore in azione, contro Tristan Thompson.

Kent Bazemore, Miles Plumlee e poi il deserto da poter riempire (teoricamente) con tanti contratti pesanti: se gli Hawks non dovessero mettere sotto contratto free agent di primo livello (come traspare), potrebbero diventare una piacevole opzione per chi potrebbe ritrovarsi a guadagnare un bel po’ di verdoni pur di riempire il cap di Atlanta. Un bel contratto annuale molto ricco sarà lì a disposizione di molti. La ricostruzione è appena cominciata e i giovani al momento sono la priorità. La caccia alle All-Stars è solo rimandata.

 

INDIANA PACERS

Salary cap: +45.2 milioni

Bojan Bogdanovic in azione contro Jayson Tatum.

Da +45 milioni di spazio disponibile a -40 milioni in caso di rinnovo di tutti i contratti in scadenza. Una forbice enorme dalla situazione senza rinnovi a quella in cui viene confermato un gruppo che ha fatto così bene negli ultimi 24 mesi: Thaddeus Young, Cory Joseph, Bojan Bogdanovic e Darren Collison saranno gli obiettivi estivi dei Pacers. E quest’anno è mancato anche Victor Oladipo, il franchise-man di Indiana.

 

DALLAS MAVERICKS

Salary cap: +46.9 milioni

Kristaps Porzingis con la casacca dei New York Knicks.

 

I Mavs hanno solo 6 giocatori sotto contratto tra rookie e sophomore e molto spazio salariale a disposizione. Manca all’appello il rinnovo di Kristaps Porzingis, è vero, ma il lettone ha già annunciato di voler firmare la qualifying offer da 4.7 milioni e andare a caccia di un super contratto l’anno prossimo (lasciando davvero tanto spazio a Dallas). Una situazione intrigante che potrebbe affascinare molti top free agent sul mercato.

 

LOS ANGELES CLIPPERS

Lou Williams, Danilo Gallinari e Karl-Anthony Towns.

Salary cap: +56 milioni

A Los Angeles, sponda Clippers, ci sono tutti gli ingredienti per un’estate scoppiettante: tanto spazio, un grande allenatore e un roster già attrezzato a competere per i playoff. Forse perderanno il loro leader difensivo, Patrick Beverley, ma potranno firmare almeno due giocatori del calibro di All-Stars. Tutti gli sforzi saranno concentrati su Kawhi Leonard, desideroso di tornare a casa.

 

PHILADELPHIA 76ERS

Salary cap: 56.6 milioni

rockets-jimmy butler pista-possibile

Jimmy Butler.

Il motivo per cui si trovano appena fuori dal podio è dovuta alle prevedibili partenze di Tobias Harris e Jimmy Butler: il primo ha deluso le aspettative della dirigenza, il secondo vuole il massimo salariale. I Sixers confermerebbero volentieri l’ex Bulls che tuttavia non sembra della stessa idea. Phila al momento si ritrova ad avere sotto contratto solo Joel Embiid, Ben Simmons e un paio di rookie. Verranno sicuramente aggiunti importanti tasselli nel corso della free agency. Al momento si parla di un forte interesse per Malcom Brogdon, Danny Green e Terrence Ross.

SACRAMENTO KINGS

Salary cap: +59.1 milioni

harrison barnes free agent

Harrison Barnes fronteggia Paul George.

Quella cifra sarebbe stata più alta se non avessero comprato Harrison Barnes durante la deadline: l’ex Warriors ha declinato la player option da 25.4 milioni andando cosi ad intaccare il ricco cap. Molti giovani verranno saldati probabilmente in virtù della splendida stagione appena trascorsa, mentre alcuni veterani come Alec Burks voleranno verso altri lidi. L’unico dubbio resta il rinnovo di Willie Cauley-Stein che richiede il massimo salariale. I Kings non sembrerebbero essere della stessa idea.

 

BROOKLYN NETS

Salary cap: +66.9 milioni

d'angelo russell

La NBA free agency 2019 è decisiva per il futuro di Russell.

Cosa fare con D’Angelo Russell? Malgrado una stagione da all-star, il suo rinnovo toglierebbe metà dello spazio salariale a disposizione. Il sogno sarebbe firmare Kyrie Irving, anche se l’ex Cavaliers è più orientato verso i gialloviola di Los Angeles. I Nets saranno tra i protagonisti della free agency con il rischio però di rimanere con un pugno di mosche in mano.

NEW YORK KNICKS

Salary cap: 67.7 milioni

free agency 2019

Kevin Durant e Kyrie Irving.

L’infortunio di Durant ha scombinato la free agency dei Knicks: il suo arrivo avrebbe reso la Grande Mela fonte di attrazione per molti altri free-agents sul mercato (lo spazio salariale è tale da poter costruire un top team), Kyrie Irving su tutti. Ma ora, con KD prossimo a restare sulla baia, sono pochi quelli che vogliono sposare il progetto tecnico dei Knicks. Da possibile regina del mercato New York rischia di dover cambiare completamente strategia.

Potrebbe interessarti anche

Lascia un commento

Questo sito web usa i cookies per migliorare la tua esperienza: speriamo sia ok per te, se non lo fosse puoi farne a meno. Accetta Leggi