Due vittorie e due sconfitte per i Boston Celtics dopo la pausa per l’All Star Game che, nonostante il non brillantissimo stato di forma, mantengono la seconda posizione nella Eastern Conference. Di seguito i risultati:
@ Toronto Raptors 97-107 (Thomas 20 pti, Johnson 6 reb, Thomas 5 ast)
@ Detroit Pistons 104-98 (Thomas 33 pti, Crowder 11 rimbalzi, Crowder 5 ast)
vs Atlanta Hawks 98-114 (Thomas 19 pti, Thomas 7 reb, Thomas 7 ast)
vs Cleveland Cavaliers 103-99 (Thomas 31 pti, Horford 10 reb, Horford 10 ast)
Bradley: quanto è importante il suo apporto difensivo?
Per quasi due mesi e mezzo, Avery Bradley non ha potuto giocare a causa di un problema al tendine d’Achille.
Nell’ultima partita è stato protagonista di una grandissima difesa su Kyrie Irving che ha contribuito poi a far vincere la sua squadra.
Nonostante non giocasse da molto tempo, coach Stevens lo ha messo in campo negli ultimi minuti della partita con la missione di limitare il playmaker avversario e cosi ha fatto.
“Un grande attacco solitamente batte una grande difesa ma Bradley ha fatto tutto il possibile per difendere alla perfezione”, ha dichiarato Stevens alla fine della partita.
Momenti come il finale della scorsa partita hanno ricordato a tutti cosa Bradley è capace di fare. Il suo ritorno ha ridato ai Celtics il loro secondo miglior marcatore e il miglior rimbalzista stagionale.
Il nativo di Tacoma sta mettendo a referto i migliori numeri della sua carriera in quasi tutte le statistiche e perciò la sua presenza in campo diventa importantissima.
Boston ha disperatamente bisogno di lui anche nella fase metà campo difensiva. Il defensive rating con Bradley in campo è di 108.6 punti concessi su 100 possessi e cala di 4.6 quando è in panchina.
Gli ottimi numeri dell’attacco che Boston sta producendo in questa stagione hanno causato a volte dei leggeri cali di tensione in difesa e questo non lo si può permettere considerate le ambizioni per quest’anno.
Sei i Celtics manterranno la seconda posizione, avranno bisogno di un Bradley sano per poter recuperare l’identità difensiva che ha caratterizzato Boston lo scorso anno.

