Celtics Breakdown: segnali di ripresa

di Salvatore Caligiuri

Celtics Breakdown: segnali di ripresa

I Boston Celtics sono arrivati alla loro undicesima partita stagionale con un record di 6 vittorie 5 sconfitte. Di seguito i risultati de ultimi 5 partite:

Celtics @ Wizards 93-118 (Thomas 23 pti, Thomas 6 reb, Thomas 10 ast)

Celtics vs  Knicks 115-87 (Thomas 29 pti, Bradley 10 reb, Smart 10 ast)

Celtics @ Pacers 105-99 (Thomas 23 pti, Johnson 9 reb, Thomas 5 ast)

Celtics @  Pelicans 105-106 (Thomas 37 pti, Bradley 10 reb, Thomas 7 ast)

Celtics vs  Mavericks 90-83 (Thomas 30 pti, Bradley 13 reb*, Thomas 6 ast)

*career high

Un incubo chiamato pitturato

“Gli avversari sono tranquilli. Sentono di poterci dominare quando vanno a rimbalzo, perciò dobbiamo essere più fisici”.

Cosi ha parlato Marcus Smart al termine della brutta sconfitta contro i Wizards, nella quale la franchigia della capitale ha conquista ben 19 rimbalzi offensivi.

Questo problema cosi evidente, come riportato da Adam Himmelsbach del Boston Globe, ha delle radici ben profonde: gli addii di Jared Sullinger, miglior rimbalzista della squadra lo scorso anno (8.2 di media) e di Evan Turner, miglior rimbalzista tra le guardie (4.9 a partita) uniti ai problemi fisici di Jae Crowder e Al Horford, che garantiscono fisicità e difesa all’interno del pitturato, hanno messo a nudo delle lacune presenti ormai da tempo.

Alcuni degli uomini a disposizione di coach Stevens poi, al momento, non stanno facendo bene: Amir Johnson e Tyler Zeller sono spesso assenti a rimbalzo. Le rotazioni nel reparto lunghi, poi, si sono notevolmente accorciate: coach Stevens, infatti, era solito impiegare anche Crowder nel ruolo di PF. Nella scorsa partita contro i Dallas Mavericks, tuttavia, i Celtics hanno mostrato segnali di ripresa dal punto di vista difensivo catturando ben 53 rimbalzi di squadra.

Brown continua a migliorare

Jaylen Brown at the rim

Jaylen Brown at the rim

Una delle note positive di questo inizio di stagione a dir poco altalenante per Boston è sicuramente la crescita costante del rookie Jaylen Brown, che a piccoli passi  si sta calando nella realtà NBA. L’inserimento nel “mondo dei grandi” è da sempre una delle cose più complicate per un ragazzo del college ma Brown grazie al suo atletismo, impressionante per un ragazzo di 20 anni, sta rendendo tutto più facile.

A causa dell’infortunio di Crowder, ancora ai box, il numero 7 sta giocando sempre più minuti, talvolta anche scendendo in campo dall’inizio. Una delle sue caratteristiche principali è la capacità di andare a rimbalzo offensivo (più di 1 di media a partita) sfruttando il fatto che le difese, il più delle volte, non facciano tagliafuori su di lui. Il coraggio, poi, non gli manca: le scelte di tiro dovranno sicuramente migliorare, ma l’opzione offensiva più solida dell’ex California è l’uno contro uno. Jaylen si è distinto per la capacità di attaccare in uno contro uno qualunque tipo di giocatore, e concludere al ferro prendendosi il fallo o portando a casa i due punti.

Thomas e Bradley: imprescindibili

NBA: Boston Celtics at Phoenix Suns

Avery Bradley (a destra) e Isaiah Thomas (a sinistra)

In un momento più che mai altalenante, un’altra nota positiva è da ricercare nella produzione (su entrambe le metà campo) del reparto guardie. Isaiah Thomas, nonostante un infortunio ad un dito della mano destra che ne sta limitando la precisione al tiro, continua a mietere prestazioni vicine o al di sopra dei 30 punti. La piccola guardia nativa di Tacoma si è sinora distinto per avere la capacità di giocare in qualunque situazione un ultimo quarto da assoluto protagonista (ultima frazione da 22 punti contro Dallas).

Nel back court sta emergendo anche Avery Bradley, che continua lo show personale dei miglioramenti ottenuti sin qui. Oltre ad aver aumentato (e di parecchio) la sua media punti, Avery ha mostrato miglioramenti incredibili a rimbalzo e nell’affidabilità del suo tiro da 3 punti. Il numero zero è infatti, in questa stagione, l’unico giocatore nella NBA a realizzare più di 18 punti e più di 8 rimbalzi di media tirando con almeno il 40% dall’arco. Inoltre, il prodotto di Austin, in Texas, è alla sua sesta doppia-doppia in undici gare sin qui giocate.

Marcus Smart: Celtic Pride

Da ultimo, ma non meno importante, anche Marcus Smart si è ritagliato un ruolo determinante nell’economia di questi C’s. Nonostante l’ex Oklahoma State debba ancora migliorare il suo playbook offensivo, per la verità piuttosto grezzo, la sua difesa sta diventando qualcosa di imprescindibile per coach Stevens. La combo-guard con il numero 36 sanguina verde, e reincarna alla perfezione il Pride. Emblematica la rubata nell’ultima azione contro i Mavs, che ha portato poi al contropiede con schiacciata di Bradley.

In attesa dei rientri di Crowder ed Horford, la franchigia del Massachussets deve aggrapparsi alle qualità del reparto guardie. Intanto, per i due infortunati, si apre un barlume si speranza per la gara di stanotte. Infatti, sia Horford che Crowder, sono tra i “questionable” per la sfida proibitiva contro i Golden State Warriors.

Per NBAPassion.com,

Gabriel Greotti & Salvatore Caligiuri

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