Isaiah Thomas è approdato a Cleveland in cambio di Kyrie Irving. I Cavaliers continuano a lavorare sul presente, senza troppo preoccuparsi dolersi per un futuro quantomai incerto e incombente, quello rappresentato dall’estate 2018: cosa farà LeBron James? Thomas vorrà il massimo salariale? Sarà tempo di tornare nei bassifondi? A queste domande la dirigenza della franchigia saprà rispondere a tempo debito, intanto le ambizioni non cambiano. L’obiettivo unico si chiama titolo NBA e il nuovo profondissimo roster dà alcune certezze ma pure certi dubbi, dubbi di natura tecnico-tattica, ma anche dubbi riguardo il tema leadership.
Isaiah Thomas: come si rapporterà con LeBron James?
Isaiah Thomas era il playmaker migliore che i Cavs potessero ottenere in sostituzione di Kyrie Irving. Il talento è cristallino e, per certi versi, il gioco è molto simile a quello di Uncle Drew: macchina da punti (28.9), buone percentuali da tre punti (38%), alcune difficoltà a creare per i compagni (5.9 assist). E allora che difficoltà dovrebbero esserci ad andare cestisticamente d’accordo con il Re?

Isaiah Thomas avrà il difficile compito di sostituire Kyrie Irving
Semplice, Thomas è abituato ad essere il leader tecnico della propria squadra, ad avere la palla quando pesa di più, a essere la prima alternativa offensiva. Ora non può più esserlo, perché gioca al fianco del miglior giocatore del pianeta. Dovrà mettere da parte il proprio ego, accettare la grandezza e la superiorità di James e, soprattutto, dovrà imparare a giocare di più lontano dalla palla, prendendo più tiri sugli scarichi e un volume maggiore di conclusioni dall’arco. Ma la nota dolente, come con Irving, sta dietro, in difesa. Se vuole davvero portare a casa un anello, Isaiah Thomas, dal basso dei suoi 175 centimetri, dovrà diventare un mastino e mordere le caviglie del playmaker avversario, almeno in posteseason. La crescita richiestagli è difficile, ci sarà bisogno di tutta la voglia di lavorare tipica di chi, come lui, è partito dalla posizione numero sessanta del proprio Draft. Un fallimento potrebbe essere una svolta negativa per la sua carriera.

Isaiah Thomas saprà stare accanto al Re come è riuscito a fare Kyrie Irving?
La lotta al titolo passa (di nuovo) per la panchina
Non solo Isaiah Thomas, il mercato dei Cleveland Cavaliers parla anche di Derrick Rose, che sarà il playmaker di riserva e dovrà portare punti e fantasia dalla panchina, Ante Zizic e Jae Crowder. Il croato dà respiro al reparto lunghi, dove Tristan Thompson potrà contare su una riserva di livello. Lungo vecchio stampo, fisico, forte a rimbalzo e abile a segnare e subire falli nei pressi del ferro, difensore in crescita ma potenzialmente interessante.

Ante Zizic, arrivato da Boston con Isaiah Thomas, potrebbe essere una degna riserva di Tristan Thompson
Ma il vero ago della bilancia potrebbe essere Jae Crowder, quel 3&D che da tempo Cleveland cercava e che, finalmente, ha trovato. Potrà dare respiro a James o giocargli al fianco in un quintetto piccolo, per dargli respiro in fase difensiva e offrire un’alternativa in più sugli scarichi e le riaperture. Una panchina che conta anche Korver e Shumpert oltre a Jefferson e che, mai come quest’anno, pare essere lunga e funzionale, avendo anche un Rose in più a garantire punti pure senza il Re.

Isaiah Thomas e Jae Crowder con la maglia dei Celtics, entrambi finiti ai Cavaliers
Ora la palla passa a coach Lue, che, se trovasse la giusta chimica tra i nuovi arrivi e il vecchio nucleo, trovando quell’identità difensiva mancata nelle ultime Finals, potrebbe avere fra le mani, Warriors o meno, la vera favorita per il titolo NBA 2018. Insomma, il futuro fa paura, ma per il presente Cleveland può tornare a sognare in grande.

