Jimmy Butler a livello personale non sta di certo facendo vedere cose esaltati per quanto riguarda la sua fase offensiva: l’ex Chicago Bulls ha preso per mano in alcune circostanze la squadra ma senza eccellere più di tanto se non difensivamente dove resta una delle migliori guardie tiratrici in questa specialità.
I suoi numeri sono calati drasticamente da quelli che aveva avuto lo scorso anno a Chicago nei Bulls: da 23.9 a 15.1 in questo avvio di stagione ma a Jimmy Butler interessa davvero poco dei numeri stando alle sue dichiarazioni.
“Come ho detto in tutta la mia carriera, finché vinciamo non mi interessa assolutamente nulla di quello che dicono le mie statistiche. Penso solo a vincere, vincere rende felici per cui sono felice.”
E’ un momento di transizione per JB: essere parte di una squadra con il talento offensivo di Karl-Anthony Towns ed Andrew Wiggins non è di certo facile ed oltre a questo ci sono giocatori del calibro e dell’esperienza di Taj Gibson Jeff Teague e Jamal Crawford. Il ragazzo deve imparare a conoscere i compagni (tranne Taj con il quale ha giocato e fatto bene a Chicago) prima di tornare su grandi numeri e ritagliarsi anche il suo spazio di gloria personale. Ma il team prima di tutto: questo è un mantra per Jimmy Butler. Al momento Minnesota è al quinto posto tra i migliori attacchi della lega: ha vinto 5 gare consecutive (la più lunga striscia vincente degli ultimi 8 anni).
Thibodeau anche ha parlato di Jimmy Butler: “Questo è lui, questo è il Jimmy che conosco e che è sempre stato. Se gli chiediamo di segnare lui segna. Se gli chiediamo di essere un play fa il playmaker. Quello che mostra alla gente è che conta prima il team e po il singolo. E’ la cosa più importante di tutte nella vita come nel basket. Non sentirete mai uscire dalla sua bocca una espressione tipo <<<Voglio prendermi più tiri, non ho i tiri che mi spettano>>>. No, non vuole più minuti o essere il leader offensivo, vuole dare il suo apporto alla squadra ed io sono molto contento di quello che sta facendo.”

