Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiLakers-Warriors: cinque spunti di riflessione (e non solo)

Lakers-Warriors: cinque spunti di riflessione (e non solo)

di Raoul Oliva

Dallo Staples Center di Los Angeles, California, alle ore 4:30 italiane si è giocata per la seconda volta in stagione Lakers-Warriors. Anche stavolta, la sfida è terminata all’overtime, e i campioni in carica hanno vinto 116-114, dopo una partita equilibrata tra le due franchigie, con il vantaggio di 8 punti del primo quarto per i Warriors che non ha scoraggiato i Lakers nella rimonta e nel pareggio, arrivato grazie a una tripla di Kentavious Caldwell-Pope e a una conclusione da due di Brandon Ingram. Da lì overtime, dove l’ultimo tiro di Kevin Durant ha messo la parola fine alla partita, nonostante i Lakers ci abbiano provato nell’ultimo possesso, sbagliando. La partita, però, forse è passata in secondo piano per alcuni tifosi: prima della palla contesa, infatti, Kobe Bryant ha fatto il suo ingresso in campo. Non da giocatore, chiaramente: con la moglie e le figlie, per assistere alla cerimonia del ritiro delle due magliette che l’hanno accompagnato per tutta la sua carriera in purple and gold: l’8 e la 24. Occasionalmente, un punto trattato tra i 5 sarà proprio dedicato a lui. Detto questo, possiamo iniziare.

1) MAMBA OUT

Kobe Bryant col numero 8 e il 24.

“Mamba out”: così Kobe Bryant chiude il suo discorso di ringraziamento prima dell’inizio di Lakers-Warriors. Kobe è stato presentato da Magic Johnson come “Il più grande giocatore che abbia mai vestito la maglia Lakers” –  mentre Jeanie Buss ha detto di lui – “Presi singolarmente sia il giocatore che ha vestito la numero otto che quello che ha vestito la numero ventiquattro entrerebbero nella hall of fame, hai dato tutto per i Lakers e sei stato sempre fedele a questi colori.” Alla presenza di ex-compagni, come Derek Fisher, Rick Fox e Shaquille O’Neal, di avversari, come Allen Iverson e Paul Pierce e di ex leggende del passato, sia dei Lakers che non, come Jerry West, Bill Russel, Kareem Abdul-Jabbar, lo stesso Magic Johnson, Kobe ha pronunciato queste parole, chiare: “Le maglie che vedevo appese ogni volta entrando in campo hanno avuto grande impatto su di me, erano ispirazione pura, spero che anche le mie avranno lo stesso effetto per i grandi campioni che giocheranno qui in futuro. Tanta gente era preoccupata da cosa sarebbe stata la mia vita dopo il basket, mi davano consigli, mi dicevano cosa avrei dovuto fare. Sto bene, mi alzo alle 5 ogni mattina, mi alleno, faccio colazione con mia moglie, porto i bambini a scuola, li vado a prendere, vado in ufficio. Mi godo la famiglia e vedo crescere i miei figli. Lonzo, Ingram e Kuzma devono guardare dentro se stessi ogni giorno e pensare come migliorare, allenarsi duramente, non dare niente per scontato. Fra qualche anno potranno voltarsi e capire cosa hanno lasciato di buono come è successo a me. Jerry Buss e Jerry West hanno creduto tanti anni fa in questo ragazzo pelle e ossa da Lower Marion hs, ho sempre amato i Lakers, questa è una città speciale con dei tifosi speciali. Ogni mattina, quando mi allenavo all’alba con il buio fuori, le motivazioni e le aspettative che la gente aveva mi portavano a migliorare. Oggi provo a trasmettere questi valori ai miei figli.” E allora, che sia Mamba out.

 

2) PARTITA EQUILIBRATA

Tornando a noi, La partita è stata sempre equilibrata. Ok, i Warriors hanno dovuto fare a meno di Stephen Curry, Draymond Green, Shaun Livingston e Zaza Pachulia, ma comunque la partita si risolve solo all’overtime anche con loro in campo nella partita del 30/11. I Warriors potevano, però, fare meglio, e le percentuali al tiro non hanno sorriso molto ai campioni in carica: il 40.2% dal campo e il 32.4% da 3 punti non possono bastare per una squadra come Golden State,che senza uno stoico Kevin Durant difficilmente avrebbe perso la partita.

 

3) KEVIN DURANT DECISIVO

lakers-warriors

Kevin Durant è stato l’assoluto protagonista di Lakers-Warriors.KD ha infatti fatto una prestazione fenomenale, con ben 36 punti, 11 rimbalzi e 8 assist, mettendo una doppia doppia importante che ha permesso ai suoi di dominare sia in attacco che in difesa. Poi, la ciliegina sulla torta: segna da 2, su un povero Lonzo Ball che può poco, per il 114-116 a pochi secondi dal termine, mettendo un grosso punto esclamativo sulla vittoria: prima lo stesso Ball proverà una penetrazione, ma sarà stoppato da West, poi Ingram proverà il tiro della disperazione sulla sirena, ma, in posizione precaria e con pochissimi decimi di secondo a disposizione, il tiro non tocca neanche il ferro e i Warriors vincono all’overtime. Inoltre, c’è anche da dire che, dei 14 punti segnati dai suoi all’overtime, KD ne ha messi ben 12. Insomma, anche senza Curry, i tifosi possono stare tranquilli: ci pensa Durant.

 

4) LAKERS IN CRESCITA

lakers-warriors

Kyle Kuzma, top scorer dei suoi in Lakers-Warriors.

Nonostante l’ennesima sconfitta, in casa Lakers non si possono fare troppi drammi: per la seconda volta in stagione hanno tenuto testa ai campioni in carica, e per entrambe le volte la sconfitta è arrivata solo all’overtime. Se aggiungiamo che stavolta le possibilità di pareggiare erano concrete, e che senza la stoppata di West su Ball si sarebbe andati quasi sicuramente al secondo supplementare, la crescita è stata significativa. Anche perché i giovani, osservati speciali anche di Kobe, hanno superato quasi tutti la doppia cifra sulla casella punti: Ingram ha messo a referto 19 punti, 6 rimbalzi e 5 assistBall invece16 punti, 6 rimbalzi e 6 assist e Kuzma è stato protagonista 25 punti, 6 rimbalzi e 3 assist. Da non sottovalutare anche ciò che anno fatto gli altri giovani: Caldwell-Pope, che ha 24 anni, ha messo a referto 14 punti, 8 rimbalzi e 1 assist, mentre, tra gli altri, Randle, 23 anni, ha messo a segno 15 punti, 11 rimbalzi e 2 assist. Che i tifosi gialloviola stiano tranquilli: il futuro è roseo, bisogna solo aspettare. Magari con un All-star in più.

5) PROSSIMAMENTE

Dopo Lakers-Warriors, i Lakers andranno giovedìHouston, Texas, per giocare contro i Rockets, reduci da una striscia di vittorie che dura da 14 partite. Un test molto difficile per i ragazzi di coach Walton, ma con lo spirito giusto la partita potrà essere più combattuta del previsto. Questo a meno che James Harden non decida di esagerare, in tal caso è ancora più difficile. I Warriors, invece, dopo la nona vittoria consecutiva ottenuta allo Staples Center, torneranno alla Oracle Arenagiovedì arrivano in CaliforniaMemphis Grizzlies, la penultima forza ad Ovest con un record non troppo positivo di 9-21, una squadra che nelle ultime 20 partite ne ha vinte solo 3. I Warriors, non dovrebbero avere troppe difficoltà, soprattutto con un Kevin Durant così in forma.

You may also like

Lascia un commento