L’ultima parte dell’analisi sulle possibili mosse dei Cavs sul mercato è ormai giunto.
Nel primo episodio abbiamo analizzato la situazione salariale della franchigia dell’Ohio e come sono usciti da questa stagione ( goo.gl/98Wkso )
Nel secondo invece abbiamo visto quali potrebbero essere i candidati principali, sia dal punto di vista finanziario che tecnico ( goo.gl/VYGNPU ).
Adesso invece andremo a valutare le possibilità di trade per cercare di ribaltare le sorti, segnate oggi come non mai, della lega che amiamo.
Prima di partire vogliamo sottolineare come la situazione per il mercato Cavs sia terribile: devono fare un upgrade e per fare questo non hanno asset da scambiare (l’ultima scelta è andata ad Atlanta per Kyle Korver).
A questo va aggiunta una notizia dell’ultima ora, Dan Gilbert (owner della franchigia) non ha intenzione di rinnovare il contratto da GM a David Griffin e sta già parlando con Chauncey Billups (campione NBA e MVP delle Finals del 2004 con i suoi Detroit Pistons). Attualmente Chauncey lavora come analista per ESPN e dal suo ritiro ha più volte attaccato LeBron per il suo atteggiamento non idoneo alle vesti da leader e per alcune sue scelte sul campo (la famosa palla fatta girare 2 volte davanti ad Ibaka prima di mettere a segno una tripla in gara 2 contro Toronto). Questa mossa rischia di far allontanare ancora di più il Prescelto dalla terra promessa che nel frattempo ha già twittato una lancia a favore di Griffin.
Ma torniamo a noi. Come detto nei precedenti episodi per il mercato Cavs, la franchigia deve migliorare la sua squadra e per fare questo deve scegliere quale strada prendere ricordando che, probabilmente, non basterà fare una sola mossa per poter competere contro Golden State. I Warriors, nel frattempo, hanno trovato la quadratura del cerchio per offrire il massimo a Curry e tenere tutti gli altri.
La prima strada da percorrere porta dritto al ruolo di centro, mentre la seconda al ruolo di ala.
Per il primo spot le strade portano solo ad un nome, colui che dimora sotto i letti dei bambini e ha spaventato i giornalisti cattivi di Sacramento: ladies and gentleman, DeMarcus Cousins!
Probabilmente per struttura fisica e tecnica è il miglior centro NBA, dotato di una forza fisica mostruosa abbinata a un solido tiro ed una insolita capacità di palleggio e passaggio per un giocatore della sua stazza. Le ultime 2 stagioni ha messo un rispettabile tiro da fuori con percentuali abbondantemente superiori al 35%. In questo arco temporale notevoli progressi anche sul fronte liberi dove si assesta oltre il 75%. Il suo indice PER (Player Efficiency Rating) è uno dei più alti in NBA, con 25.7 per questa stagione. Se dal lato offensivo è un giocatore meraviglioso, la sua fase difensiva vive di luci ed ombre.
Il problema principale in questo va ricercato sul retro della maglia, in quella sequenza di caratteri che compongono il suo cognome. Il più grande problema del piccolino dello stato dell’Alabama è appunto se stesso: quando è felice e concentrato è una sentenza di morte, nulla ha il permesso di volare intorno alla sua torre di controllo e di regola, ogni tentativo di derogare, viene severamente perseguito. Quando invece viene morso dalla tarantola può succedere di tutto. La sua aggressività lo porta nell’arco di pochi secondi ad eccedere e costringe l’allenatore a farlo sedere in panchina con un tecnico a carico (se va bene).
Entrare in un ambiente dove non è “l’uomo da seguire” potrebbe aiutarlo a maturare e farlo diventare a tutti gli effetti un game changer.
- Perché sì: Golden State non avrebbe davvero nessun tipo di arma da poter utilizzare per contrastare lo strapotere fisico di DeMarcus. Molte sarebbero le energie dovrebbero sacrificare i Warriors sul fronte difensivo. Anche per rallentare il ritmo DMC è il tipo di giocatore di cui hanno bisogno vista la sua capacità di giocare spalle a canestro e portare dentro il suo marcatore.
- Perché no: I limiti caratteriali/emotivi dell’ex Kentucky sono ormai noti e rappresentano un problema. LeBron ha dimostrato di essere in grado di mettere in riga anche JR ma qui c’è tutto un altro tipo di lavoro da fare.
- Come Prenderlo: New Orleans non ha nessuna intenzione di lasciar andar via il giocatore dopo la magata con il quale è stato strappato via dai Kings di Vlade Divac e il loro progetto Twin Towers è appena partito. Se DeMarcus dovesse insistere, vista la situazione contrattuale (in scadenza il prossimo anno) New Orleans potrebbe deciderlo di scambiarlo per non rimanere con un pugno di mosche e continuare a valorizzare la trade che lo ha portato nella patria della musica jazz. Kevin Love sarebbe un profilo molto interessante vista la sua capacità di allargare il campo e tirare da fuori. Sarebbe infatti il tiratore di gran lunga migliore della franchigia della Lousiana ma difficile che i Pelicans si accontenteranno di così poco. Anche Channing Frye potrebbe essere un elemento interessante ma il reparto lunghi a NOLA è già attrezzato.
Anche se le ultime news riportano che l’interesse dei Cavs nei suoi confronti è naufragato per problemi logistici, un tentativo estremo per Jimmy Butler potrebbe essere fatto. Lo swingman dei Bulls è uno dei migliori difensori della lega, anche se le ultime stagioni è un pochino sceso di livello, risultato da attribuire anche al maggior peso avuto in attacco.
Grande etica del lavoro e amico di Kyrie Irving, compagno di nazionale; il rapporto con LeBron è ottimo. Chicago ha subito fissato le richieste: una prima scelta, una guardia e un giocatore di prospettiva e attualmente i Cavs non hanno questi asset da sacrificare.
- Perché sì: il giocatore si adatterebbe discretamente al contesto tecnico.
- Perché no: la richiesta del front office dei Bulls è, giustamente, molto alta e le carte richieste per prenderlo rischiano di indebolire Cleveland più di quanto la possano rinforzare.
- Come Prenderlo: l’unico modo per acconsentire alle richieste di Chicago è trovare un terzo team che partecipi allo scambio anche se è da valutare la volontà della dirigenza dei Cavs (ancora da definire) a sacrificare un altro comprimario.
Per Paul George vale lo stesso discorso fatto per Butler:
Sarebbe il terzo violino perfetto, un giocatore che eccelle in tutti i fondamentali del gioco.
Molto amico con LeBron con il quale hanno passato più di qualche settimana in palestra insieme in ottica finale potrebbe essere la kriptonite necessaria per fermare sia Kevin Durant, per dare un po di “fiato” al prescelto, che su Klay e Steph.
Ha comunicato alla dirigenza Pacers che ha intenzione di uscire dal contratto il prossimo anno per questo la squadra di Indianapolis potrebbe decidere di scambiarlo adesso e ottenere asset per poter rifondare invece che rimanere con un pugno di mosche in mano la prossima estate.
Il suo desiderio sembra quello di raggiungere i Lakers ma, attualmente, questi sono in piena fase di rifondazione con Magic concentrato sul creare la giusta base per puntare con prepotenza al titolo nel 2018.
Perché si: Paul George vuole vincere e, attualmente, Cleveland può dare questa opportunità al fenomeno di Palmdale (California) e i rapporti con il 2 e il 23 potrebbero facilitare il processo.
Perché no: LeBron potrebbe essere l’ostacolo a questo processo, mi spiego meglio. La sua permanenza a Cleveland è tutto tranne che scontata.
In questo modo Paul George potrebbe decidere di “apettare” il prescelto in california.
Come: Come sempre Kevin Love è il capro espiatorio anche se non basterà solo l’ex UCLA.
27 e 28esima scelta e uno a scelta tra Jordan Clarkson e Julius Randle; questa l’offerta presentata dai Lakers, se i Cavs riuscissero a coinvolgere una terza squadra per la trade potrebbe ottenere qualche scelta da poter cedere ai Pacers (ad esempio Shump a Phila).

