Il draft NBA è un momento tanto magico quanto beffardo. Soprattutto, per chi occupa le prime posizioni nella fase di scelta, quella fatidica notte può trasformarsi in un vero incubo. Per questo motivo, alla vigilia della sfida di stanotte tra Los Angeles Lakers e New York Knicks, il New York Daily News ha ritenuto opportuno intervistare Kristaps Porzingis su Lonzo Ball e sull’andamento di questo suo primo scorcio di carriera, indubbiamente minato da tantissime pressioni esercitate da media, tifosi e famiglia. Porzingis è un ragazzo sincero e schietto, le sue parole riguardo ad un possibile paragone con le pressioni ricevute per il draft 2015 non si sono fatte attendere.
“Penso che per ognuno sia differente. Quanto a me, semplicemente non mi interessa”, ha ammesso il nuovo volto della franchigia della Grande Mela, subentrato al partente Carmelo Anthony nel ruolo di guida (o imminente tale) della squadra. Proprio Anthony avrebbe insegnato a Porzingis a maturare la qualità di sapersi disinteressare di ciò che succede al di fuori della propria “bolla”, anche se lui non nega che già in tenera età i fratelli gli dessero atto di questa dote. “Non ero infastidito dai ‘boo’ al draft. Ero felice. Penso sia una buona qualità la mia”, ha proseguito candido e convinto The Unicorn, soprannome che rende davvero giustizia alla superiorità del giocatore rispetto a qualsiasi canone, dentro e fuori dal Madison Square Garden.
Interrogato riguardo ai motivi per cui la lega volga spessissimo uno sguardo critico al rookie dei Lakers, Porzingis su Lonzo Ball ha voluto esprimere un concetto chiaro: “Per lui c’è dell’altro, dato che la posizione della point guard è la più tosta in NBA. […] A molta gente non piace tutto il clamore che sta creando per nulla. Ed è per questo che gli danno addosso”. Una considerazione che arrivando da un insider, che pure ha avuto tutto da dimostrare alla propria tifoseria, suona quasi come un appiglio di solidarietà per il tanto discusso e chiacchierato Lonzo. Porzingis oggi è un giocatore indispensabile per New York, con i suoi 25.5 punti, 6.6 rimbalzi e 1.1 assist di media. Ma soprattutto, con la sua dote di non preoccuparsi di nulla, che in piazze come Los Angeles e New York può davvero salvare una carriera.

