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Prevenire è meglio che curare, Boston Celtics cauti sul rientro di Al Horford

di Giovanni Cardarello
Al Horford Boston Celtics
Al Horford Boston Celtics

Al Horford (foto The Hoop Doctors)

Il centro dei Boston Celtics, Al Horford, nella notte italiana dell’NBA, ha saltato la sua ottava partita consecutiva (su 11 giocate dalla franchigia).

Sono passati ben 17 giorni da quando Big Al si è scontrato con un compagno di squadra nella sessione di allenamento del giorno di Halloween, e al momento i tempi di rientro sono piuttosto incerti.

Su Horford si è concentrata tutta la campagna di rafforzamento dei Celtics edizione 2016-2017, l’ex degli Atlanta Hawks ha firmato un contratto monstre
(quattro anni per 113 milioni di dollari) e il vuoto lasciato dalla sua assenza ha creato un discreto livello di ansia tra i fan dei Green (sottoscritto compreso).

Occorre però avere cautela e speranza e il passato arriva in soccorso per suffragare questi sentimenti. Al Horford negli anni trascorsi, infatti, si è sempre mostrato molto lento nel rientrare in campo dopo un’infortunio.

Alcuni esempi. Nel 2011-2012 si è strappato un muscolo dei pettorali ed è dovuto ricorrere ad un intervento chirurgico avvenuto nel gennaio 2012.

In questi casi il decorso prevede circa tre mesi di assenza, ma nel caso di Horford non andò così,  tanto che gli Hawks riuscirono a schierarlo solo a maggio in gara 4 del primo turno dei Playoffs della Eastern Conference proprio contro i Celtics.

Per la cronaca quell’anno i ragazzi di Doc Rivers arrivarano fino alle finale di Conference poi persa contro i Miami Heat.

La stessa cosa avvenne nel 2013-2014 quando Horford ebbe nuovi guai muscolari a dicembre del 2013 e rientrò in squadra soltanto nel training camp della stagione successiva.

La notizia incoraggiante per gli appassionati dei Celtics è che da allora Al Horford ha fatto praticamente percorso netto giocando il 93,7% delle gare nel triennio 2014-2016 fino a guadagnarsi il ritorno tra i convocati nell’All-Star Game del 2015.

Nella vicenda di oggi il centro dei Celtics e coach Brad Stevens sono stati molti cauti nelle comunicazioni relative all’infortunio, soprattutto perché si tratta della testa.

Tutta questa reticenza ha ovviamente prodotto un ampio ventaglio di speculazioni, in particolare quando l’atleta della Repubblica Dominicana è stato convocato per le gare dei Celtics ma poi, anziché scendere in campo, è tornato a Boston in anticipo.

Martedì, finalmente, lo stesso Horford ha messo a tacere le speculazioni con una dichiarazione molto netta: “Non sono allo stato di forma al quale dovrei essere ma sto lavorando per arrivarci il prima possibile”

A dar manforte a questa convinzione si è aggiunta la voce della sorella di Horford, Anna, molto attiva sui social, che lunedì dal suo account facebook ha ribadito che: “E’ meglio che Al resti fuori qualche giorno in più e recuperi al 100% piuttosto che forzi il rientro e peggiori le cose. Le lesioni alla testa non vanno prese alla leggera“.

Tutto assolutamente condivisibile ma resta il fatto che a Boston sono ansiosi di rivederlo in campo, sopratutto dopo il pessimo score raccolto nelle gare disputate durante la sua assenza, 4 vittorie e 4 sconfitte di cui  tre consecutive (Cavaliers, Nuggets e Wizards).

Soprattutto perché venerdì (notte italiana di sabato) al TD Garden saranno di scena i Golden State Warriors di Curry e Durant e i Celtics vorrebbero schierare il proprio asso in una sfida affascinante e per di più in diretta TV nazionale. Ma ad oggi nessuno è disposto a scommettere che questo accadrà, sarà decisivo il test di giovedì.

Le parole di Stevens sul rientro di Al Horford

Il nodo rimane sempre lo stesso, è utile forzare il rientro di Al Horford, considerando che non è a novembre che si fanno i destini della stagione, o
semplicemente l’urgenza di Brad Stevens è quella di rivedere in campo tutto il roster che aveva in mente nel training camp e che in questi mesi è stato falcidiato?

Questo il pensiero del coach in merito alla questione, rilasciato la scorsa notte ad ESPN “Quando riusciremo ad essere al completo avremo sicuramente bisogno di qualche partita per ritrovare l’amalgama di squadra. E toccando ferro, siamo molto vicini al tornare tutti insieme. Ma vedremo. Fino ad allora dobbiamo solo pensare ad allenarci e a giocare bene“.

Brad Stevens ha poi aggiunto: “Devo continuare a progettare i Celtics senza i giocatori infortunati e quando sarà il momento saprò come gestire il loro rientro“.

Per Horford l’ultima battuta: “Se Al è in grado di giocare durante il corso di questa settimana lo metterò velocemente in campo“. Parola di Coach.

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