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Slovenia vs Serbia:lo spettacolo di una finale inedita

di Pierluigi Ninni

Emozioni, sorprese, eliminazioni scottanti: questo ci ha regalato l’ Eurobasket 2017 che si avvia verso una conclusione inaspettata, ma che vede sfidarsi le due squadre più forti viste all’ opera in questi 18 giorni di gare.

L’ atto finale del torneo vedrà di fronte due diverse filosofie di gioco: il basket “bailado” della Slovenia di Goran Dragic e Luka Doncic, un misto di velocità e raffinatezza che ha letteralmente ridicolizzato tutti gli avversari finora affrontati dai “leoni”; e il basket fisico, aspro e letale dei Serbi che, nonostante le difficoltà occorse nel cammino, hanno saputo sempre lottare e combattere fino allo strenuo.

Gli sloveni hanno interrotto la striscia vincente della Spagna, i serbi hanno dimostrato contro la Russia di aver fatto un altro step verso la consacrazione, dopo i recenti fallimenti in campo internazionale. Per entrambe sarebbe la prima volta in caso di vittoria.

Per la Slovenia significherebbe la fine di un lungo cammino preparatorio, in cui la federazione ha investito moltissimo puntando sui giovani; per la Serbia, invece, si materializzerebbe la fine di un “tunnel” formato da delusioni e secondi posti ( ultimo in ordine cronologico quello di Rio 2016).

Oggi non ci sarà un team favorito in partenza. Tutto questo non fa che rendere ancor più speciale questo match, che già ha un sapore di leggenda. Parità ed equilibrio anche nei precedenti: 2 vittorie per parte. Verso le 22 di stasera, però, questa parità sarà interrotta ed in ogni caso sarà stata scritta un ulteriore pagina di storia del basket!

QUI SLOVENIA

Sembra la nazionale di calcio brasiliana del 1970, invece è la “umile” Slovenia. Finora ci ha fatti divertire e sognare: no-look, finte ubriacanti, transizioni micidiali. Merito, senz’altro, dei due tenori di questa compagine: Goran Dragic e Luka Doncic.

Per il primo la finale di Istanbul rappresenterà il culmine della sua carriera in nazionale. Una carriera avara di successi, che mai poteva avere conclusione migliore. Un torneo immacolato, dove gli entra qualsiasi tiro o giocata, in cui Goran ha dimostrato tutto il suo carisma e il suo talento.

Goran Dragic

Goran Dragic potrebbe essere l’MVP del torneo

Alla sua ultima recita per la Slovenia, Dragic è pronto a riscattare un recente passato in cui non ha saputo confermare tutte le attese che molti gli avevano riposto. Talento è la parola che più si addice alla figura di Luka Doncic. Il futuro è nelle sue mani: a soli 18 anni sarebbe uno dei più giovani a vincere, da protagonista, un campionato europeo. Prima di lui solo Pau Gasol ci è quasi riuscito: non per niente il più grande di tutti in Europa.

Attorno a loro, c’è una squadra di comprimari che lotta e suda sempre la maglia. I mai citati Prepelic,Rebec, Vidmar e Randolph che hanno reso al di sopra di tutte le attese, ruotando in maniera egregia al fianco delle due punte di diamante per questa squadra. Una cavalcata da imbattuti che potrebbe trasformarsi in uno dei miracoli di questo sport.

Un po’ come il titolo NBA dei Detroit Pistons di Billups nel 2003-2004. Per dimostrarci ancora che i miracoli avvengono anche nello sport e soprattutto quando si programma con calma e con ragionevolezza.

QUI SERBIA

Negli ultimi anni, la Serbia è cresciuta molto in termini di qualità e di roster. La dimostrazione è arrivata a Rio, durante le Olimpiadi 2016, dove i Serbi hanno raggiunto una meritata finale, poi persa contro il team USA.

In questo torneo, la Serbia ha solo confermato le attese e tutto quello che di buono aveva fatto negli ultimi anni. Per esaltare, però, il percorso dei balcanici bisogna dire che, in questo Eurobasket, essi hanno dovuto arginare diversi spazi lasciati vuoti dalle numerose defezioni. Jokic, Teodosic e Radulijca su tutti.

Le difficoltà di inizio torneo, con la sconfitta contro la Russia, ne erano una dimostrazione. Ma la squadra, guidata da un superbo Bogdan Bogdanovic, ha saputo reagire ed ha lentamente riguadagnato lo stile di gioco dei giorni migliori.

Bogdan Bogdanovic

                Bogdanovic al tiro contro l’italia

Assatanati a rimbalzo, i Serbi non hanno lasciato scampo ai loro avversari nella fase ad eliminazione diretta. Roster lunghissimo e molto competitivo quello serbo, che può contare su più di un sesto uomo: Lucic e Kuzmic ne sono una impalpabile prova.

Nell’ area piccola fanno la differenza con le giocate di Marjanovic e la freddezza di Macvan, giocatore ritrovato dopo una stagione mediocre a Milano. Se la panchina risponderà presente durante la finale, allora i Serbi potranno finalmente mettere le mani sulla loro perenne ossessione, chiamata Eurobasket.

Pierluigi Ninni

 

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