Top e Flop, LeBron James ci spinge a partire da lui: ma anche un altro James è presente in classifica…
Bentornati a tutti a questo terzo appuntamento con la nostra rubrica. Partiamo subito a mille come detto col nostro primo top di oggi, ovvero sua maestà LeBron James.
Da solo sull’isola.
Questo è quello che sembra al momento il re, nonostante continui a macinare record su record. Nella gara di venerdì notte contro i Washington Wizard, LeBron ha realizzato 57 punti, diventando così il giocatore più giovane della storia del gioco, a raggiungere i 29.000 punti. Ma nonostante un LBJ in versione record man i Cavs non riescono a risalire la china, ma di questo ne parlaremo più avanti.
Il nostro Top numero due non può che essere James Harden.
The Stranger things.
La barba più famosa d’America, nella serata di ieri si è reso protagonista di una prestazione che ha davvero del paranormale. No, non ha fatto fluttuare cose o avversari, ma messo a referto “solamente” 56 punti e 13 assist, nella vittoria di ieri notte dei suoi Rockets contro i Jazz per 137 a 110. C’è chi lo definisca un eterno incompiuto, chi lo accusa di non saper essere un leader, ma nessuno più di lui riesce sa trascinare la propria squadra alla vittoria mettendo in scena prestazioni da vero alieno.
Concludiamo la nostra rassegna dei Top con una squadra che sta dimostrando di poter essere a tutti gli effetti una seria candidata alla vittoria finale, i Boston Celtics.
Prove tecniche da contender per i ragazzi di Stevens.
Un uragano verde quello che si è abbattuto ieri al Amway Center di Orlando, durante la partita vinta dai Celtics per 104 a 88. Perfetti in difesa, e con un avvio devastante che indirizza la gara sin dai primi minuti di gioco, con l’inerzia sempre nelle mani dei ragazzi in maglia bianco-verde. Nella stessa settimana i Boston Celtics hanno raggiunto due traguardi, essere la prima squadra a vincere sette gare dopo aver perso le prime due, e pareggiare il loro inizio record della stagione 2009, con otto vinte e due perse nelle prime dieci partite. Prescelto a parte, questo sembra proprio essere l’anno giusto per tornare ad essere la testa di serie della eastern conference.
Passiamo ora ai peggiori della settimana, i nostri Flop.
Cleveland, abbiamo un problema!
Non potevamo che partire dalla franchigia dell’Ohio, che ritorna prepotentemente al primo posto dei nostri Flop. Cosa sta succedendo ai Cavs? Questa è la domanda che tutti noi, appassionati del gioco ci stiamo facendo in questo momento.
Dodicesimi ad est, con un record di 4 vittorie e ben sei sconfitte, nonostante un LeBron in forma smagliante. I Cavs non sanno più vincere. Non difendono di squadra, ed in attacco passa tutto, o quasi, dalle mani del re, rendendo così l’attacco dei dei ragazzi di coach Lue prevedibile e sovraccaricando il povero James. Ed è proprio l’allenatore dei Cavs l’indiziato numero uno per questo avvio disastroso, anche se al momento non sembra ci siano grandi alternative per un suo eventuale esonero.
Come secondo Flop di giornata abbiamo scelto l’intero team degli arbitri della sfida di ieri notte tra i Thunder e i Blazers.
Abuso di potere.
A poco più di quattro minuti dalla fine del terzo quarto, c’è un contatto nel pitturato tra Carmelo Anthony e Jufus Nurkic. Gli arbitri prima fischiano fallo contro il giocatore dei Blazers, e poi cambiano decisione, dopo aver guardato la review dell’azione, espellendo addirittura Anthony per una presunta gomitata rifilata a Nurkic. Questa discutibile decisione, ha ovviamente cambiato la storia di una gara fin li spettacolare. Con l’espulsione di Melo, che fino a quel moment aveva messo a referto 15 punti e 6 rimbalzi, i Blazers hanno avuto un importante vantaggio, difatti i Portland hanno vinto la partita per 103 a 99. L’allenatore dei Thunder Billy Donovan a fine gara, ha dichiarato di non aver mai visto nulla del genere prima d’ora.
Non ho mai visto, nella storia del gioco, un giocatore che passa da una giocata di and-1, ad essere espulso.
https://www.youtube.com/watch?v=1EATT1PE3C4&feature=youtu.be
Il leader del team di arbitri Rodney Mott, ha poi argomentato la scelta, affermando che secondo loro, il contatto è stato eccessivo ed innaturale, e quindi da regolamento, meritevole di un Flagrant 2. A noi sembra una decisione piuttosto eccessiva, e che non ha fatto nient’altro che danneggiare lo spettacolo che le due squadre stavano mettendo in scena.
L’ultimo Flop di settimana non riguarda ne un giocatore ne una franchigia, in effetti non dovrebbe avere nulla a che vedere col basket giocato, o forse si? Di cosa stiamo parlando? Delle nuove divise da gioco della Nike.
Leggerezza prima di tutto.
Leggerezza e traspirabilità, questo è stato il motto della famosa casa di abbigliamento sportivo durante la presentazione delle nuove divise NBA, anche se a noi sembra che abbiano un tantino esagerato. Materiali riciclabili e leggeri si, ma forse non adatti ad una lega di atleti quasi tutti over-size. Infatti già diversi giocatori hanno dovuto ricorrere ad un cambio di canotta, perchè la stessa si era rotta, o nel caso di LeBron James, aperta addirittura a metà.
La Nike indaga sui possibili motivi delle continue rotture, mentre noi, dal canto nostro, restiamo sempre più perplessi.

