Tracy McGrady ha detto che entrare nella Hall Of Fame, a differenza di vincere un anello, non è una cosa per tutti. JR Smith ha risposto piccato, dicendo che sono tutte cavolate e che al giorno d’oggi nella HOF mettono anche i “cani”.
Al di là del fatto che siano due dichiarazioni evitabilissime, che nascono molto probabilmente da sentimenti personali: Tracy McGrady sembra ancora alla ricerca di una risposta definitiva alla marea di “Loser” beccatosi nei 16 anni di carriera e successivi. JR punto sul vivo come uno dei tanti sparring partner dalla minima rilevanza (che la HOF la vedrà comunque col binocolo).
È troppo difficile nel 2017 capire che il valore di un giocatore non dovrebbe essere ricondotto a un titolo, a una targa, o a un’onoreficenza specifica ma al valore della sua carriera e del suo rendimento in relazione alle sue possibilità e ai contesti in cui si è trovato ad esprimersi?
È troppo difficile non mancare di rispetto a tutti i role player che non finiscono sulle prime pagine ma sono parte integrante delle vittorie tanto quanto le stelle ed il resto del roster?
Ma soprattutto, è troppo difficile per i giocatori limitarsi a far parlare il campo e per gli ex giocatori non annebbiare la propria carriera sul parquet con le boiate dette in quella da opinionisti o presunti tali?
And One, Niccolo Coveri

Tracy McGrady

