Se nelle ultime 22 partite di regular season i tifosi degli Hawks hanno visto trionfare la propria squadra ben 20 volte e cadere solamente in due occasioni – in casa con i Milwaukee Bucks e al cospetto degli Orlando Magic, in seguito oltretutto al buzzer beater di Tobias Harris – devono senza ombra di dubbio ringraziare anche la propria point guard Jeff Teague.
Il venticinquenne di Indianapolis, che ha militato nella stagione 2009-2010 dell’NBA, è ormai divenuto un pilastro fondamentale sia per la società che per i tifosi di Atlanta. Come mai prima d’ora, Jeff tira con il 52,7% da 2, il 48,7% dal campo e distribuisce 7.0 assist a partita. Tutto questo gli ha permesso di essere il primo realizzatore della squadra con 17.7 punti a partita superando anche il compagno Paul Millsap che lo segue a poca distanza con 17.0. Teague inoltre, ha tirato nelle ultime 6 partite in stagione con 58,73% da 2, 41,6% da 3 e 54,02% dal campo e da gennaio in poi con il 54,54% da 2, 50% da 3 e 53,33% dal campo.
Nelle ultime 3 vittorie di Atlanta, il pupillo numero 0 della Philips Arena si è levato pure lo sfizio di sopraffare, nello scontro diretto a livello di punti realizzati, quelle che sono probabilmente 3 delle 5 point guard migliori della lega: Damian Lillard, Chris Paul e Mike Conley; segnando rispettivamente negli scontro con Portland, Los Angeles e Memphis la bellezza di 22, 20 e 25 punti.
Non è quindi una sorpresa se a guidare la Southeast Division e la Eastern Conference siano proprio le giovani Aquile le quali, domani notte, affronteranno i Detroit Pistons di Stan Van Gundy, rigenerati incredibilmente (record di 7-0 dopo il taglio di Josh Smith).
Tuttavia, la striscia positiva degli Hakws (27- 8 record) è anche merito di un gioco che vede ciascuno partecipe nella circolazione di palla nella metà campo offensiva, con responsabilità ben distribuite all’interno della squadra. Coach Budenholzer può infatti vantare giocatori poco conosciuti, divenuti in questa stagione chiave come Dennis Schroder(8.0 PPG, 3 APG e 41,7% dal campo) e Mike Scott(7.4 PPG, 2.2 REB e 47,4% dal campo) che riescono ottimamente a dare la possibilità di ossigenarsi ai rispettivi titolari, e di un roster ben assemblato la cui completa rotazione ha saputo dare intensità su ogni lato del campo, non abbassando il ritmo di un attacco e di una difesa che, prima di gennaio, si posizionavano al 7 posto nella classifica della lega.
Per NBA Passion,
Davide Freschi


