Chiusa per fortuna la telenovela obbligo vaccinale a New York (per ora, l’inverno tornerà…), per i Brooklyn Nets e Kyrie Irving è già ora del secondo tempo, con la questione rinnovo contrattuale che dalla prossima off-season andrà affrontata.
Perché? Irving sarà eleggibile dall’estate 2022 per un’estensione contrattuale pluriennale al massimo salariale con i Brooklyn Nets, il suo contratto attuale prevede una player option da 36.5 milioni di dollari che l’ex Cavs e Celtics dovrà decidere (ben poca suspense qui) se esercitare o meno.
Cosa decideranno di fare i Nets? Blindare subito Kyrie Irving, con tutti i rischi che ne conseguono, o attendere la free agency del numero 11 (2023, a meno di sorprese)? Irving sarà eleggibile tra poche settimane per un quadriennale da massimo 186 milioni di dollari complessivi, offerta che sarà sul tavolo anche nel 2023 se non si raggiungerà un accordo prima.
“La cosa importante per me è sempre stata restare in un posto in cui mi sentissi a mio agio, e io amo stare qui“, così Kyrie nella giornata di sabato prima della partita, poi vinta per 110-95, contro i Miami Heat “In estate ne parleremo, ma io so che non lascerò mai da solo il mio socio col numero 7“. ovvero Kevin Durant, il suo amico.
Se la cosa vi sembra simile al “pianifico di restare qui se mi vorrete” che Kyrie Irving pronunciò a Boston pochi mesi prima di fare l’esatto contrario, non siete i soli. C’è però rispetto ad allora una differenza sostanziale: Irving e Durant hanno scelto assieme e da free agent di giocare assieme a Brooklyn, questa volta è davvero possibile che Kyrie Irving non abbia in mente alcun’altra soluzione che restare a New York.
I Nets hanno rimpiazzato alla trade deadline dello scorso 10 febbraio il contratto di James Harden con quello, più lungo, di Ben Simmons. Alcuni uomini chiave come Seth Curry e Patty Mills saranno sotto contratto fino al 2023 ma Andre Drummond, Bruce Brown Jr, Nicolas Claxton e Goran Dragic saranno free agent a fine stagione, assieme ai veterani LaMarcus Aldridge, Blake Griffin e James Johnson.
L’eventuale nuovo contratto di Irving scatterebbe comunque dal 2023\24, quando il campione NBA 2016 avrà 32 anni. Kyrie Irving che negli anni, anche prima della pandemia, non è mai stato il ritratto dell’affidabilità sia per ragioni fisiche (non ha mai giocato più di 60 partite a stagione dal 2017 in poi, e solo 3 volte ne ha giocate almeno 70), che personali. Per i Brooklyn Nets rinnovare il suo contratto sarebbe un salto nel buio, ma anche – probabilmente – una scelta obbligata per tenere contento il padrone del vapore, Kevin Durant.

