A New York il sindaco Eric Adams ha rimosso l’obbligo vaccinale per i giocatori professionisti delle squadre con sede in città, e questo significa che anche Kyrie Irving potrà tornare a giocare le partite in casa al Barclays Center con i suoi Brooklyn Nets.
Con l’arrivo della stagione MLB e la presenza di alcuni giocatori non vaccinati contro il Covid anche per New York Yankees e New York Mets, la situazione avrebbe rischiato di diventare troppo calda per il sindaco, che ha deciso pertanto di ritirare gli obblighi introdotti a ottobre dall’amministrazione De Blasio anche per le squadre e i giocatori professionisti. Solo 48 ora prima, Adams aveva dichiarato che “lo sport (…) avrebbe dovuto attendere il proprio turno“.
Un’attesa breve, vista l’improvvisa accelerazione di mercoledì sera. Il risultato è che dal 28 marzo Kyrie Irving potrà tornare a giocare anche al Barclays Center per la prima volta in stagione, dopo aver saltato in toto i primi tre mesi di regular season poiché sospeso dalla squadra, e aver giocato solo “part time” da gennaio.
I Nets potranno dunque schierare la loro star a pieno regime anche per i playoffs NBA, l’unica restrizione vigente per Irving – che non si è mai voluto vaccinare – resta sulle trasferte in Canada, e i Toronto Raptors potrebbero essere proprio l’avversario dei Nets al primo turno dei play-in NBA che inizieranno il 12 aprile.
Con Irving in campo, nel frattempo, i Nets (38-35) hanno perso per 132-120 contro i Memphis Grizzlies privi di Ja Morant ma con Desmond Bane (23 punti) e De’Anthony Melton. Kyrie Irving ha segnato 43 punti con 8 assist ma non è bastato, così come i 37 punti di Kevin Durant.
In un punto stampa, il sindaco Adams ha spiegato la sua decisione con la volontà di uniformare lo status degli atleti residenti e che giocano con le squadre di New York, con quelle dei colleghi di alte città e squadre, non soggetti alle misure che decadono oggi nella Grande Mela. Persone che anche se in numero ridotto, “hanno un grande impatto sulla nostra economia“

