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Cinque rinforzi per la panchina dei Cleveland Cavaliers

di Giovanni Rinaldi
lebron

Dopo un inizio tutt’altro che incoraggiante per i Cleveland Cavaliers, che al 9 novembre avevano un record di 5 vittorie e 7 sconfitte, con la vittoria sugli Atlanta Hawks la franchigia dell’Ohio ha fatto registrare la sua nona vittoria consecutiva portandosi così a un record di 14 vittorie e 7 sconfitte e diventando la terza classificata nella Eastern Conference. Sicuramente un ottimo risultato visto l’inizio altalenante tra problemi di quadrature di roster e i vari esperimenti (tra cui Kevin Love schierato in quintetto da centro) ma soprattutto i vari infortuni, tra cui spiccano quelli dei due playmaker su tre della franchigia Isaiah Thomas e Derrick Rose. Vista la crescente chimica di squadra e il dominio del Prescelto LeBron James si può ipotizzare che la squadra stia girando ai giusti ranghi, anche in difesa. Ciò che manca è ancora un apporto significativo dalla panchina, dove il veterano Dwyane Wade, nei panni del sesto uomo di lusso, sta facendo registrare dei buoni numeri in uscita dalla panchina andando a orchestrare agevolmente la second unit dei Cavs.

Second Unit Cavaliers

I Cleveland Cavaliers avranno anche bisogno dell’apporto della panchina per competere a Est

A parte i rumors che vedrebbero un interessamento dei Cleveland Cavaliers su DeAndre Jordan e come contropartita i vari Tristan Thompson e Iman Shumpert, manca quel qualcosa che solamente dei veterani potrebbero portare in dote alla franchigia dell’Ohio. Ecco quindi i cinque rinforzi che farebbero al caso dei campioni NBA del 2016:


BORIS DIAW

Dopo una carriera durata undici anni nel massimo campionato americano per il campione NBA della stagione 2013/2014 con i San Antonio Spurs di coach Popovich quest’anno l’ala francese è tornato a militare nel massimo campionato della sua nazione, precisamente ai Levallois Metropolitans. Per lui l’anno scorso l’ultima stagione in NBA è stata agli Utah Jazz, arrivati al secondo turno dei playoff della Western Conference con una sonora eliminazione per 4-0 da parte dei Golden State Warriors. Di sicuro porterebbe centimetri e esperienza come sostituto dalla panchina di Kevin Love, e sarebbe intrigante vedere nella second unit Diaw come ala grande e Frye da centro.


BRANDON BASS

L’ala grande trentaduenne, dopo una carriera NBA durata undici anni, ha preferito portare il suo talento in Asia, precisamente in Cina. Da questa stagione infatti l’ala gioca nel campionato cinese, precisamente in forza ai Liaoning Flying Leopards insieme a molti altri connazionali americani. Sicuramente avrà trovato il contratto della vita, anche vista comunque l’età non più giovanissima. Chissà se una chiamata da parte del Prescelto e la chance di giocarsi il titolo NBA potranno fargli cambiare idea.


KRIS HUMPRIES

L’ala nativa del Minnesota, saltato agli onori dei media più che altro per la sua relazione con Kim Kardashian, è un discreto role.player in uscita dalla panchina, con alle spalle una carriera di ben 13 anni in NBA. Per il momento è free agent, sicuramente porterebbe in dote ai Cavaliers una buona capacità a rimbalzo e la fisicità che delle volte sembra mancare ai componenti della second unit di Cleveland.


BRANDON JENNINGS 

Visti i recenti avvenimenti relativi alla situazione psicologico-fisica che negli ultimi tempi sta tediando il playmaker dei Cleveland Cavaliers, in Ohio si potrebbe correre al riparo. Ecco che tra i probabili nomi dei giocatori che potrebbero coprire lo slot di playmaker della second unit spunta il classe 1989 di Compton. Dopo una carriera NBA durata nove stagioni quest’anno il playmaker americano ha deciso di monetizzare il suo talento emigrando in Cina, infatti è il playmaker dei Shanxi Zhongyu che militano nel massimo campionato cinese. Dopo una sfortunata parentesi la scorsa stagione ai New York Knicks, è stato firmato per i playoff dai Washington Wizards dove ha svolto il suo compito nelle vesti di vice John Wall. Sarebbe un innesto interessante per la second unit dei Cavaliers.


MONTA ELLIS

The Mississipi Bullet, classe 1985 e con un’esperienza di 12 anni in NBA, quest’anno è ancora un free agent. Dopo sette anni di carriera passati ai Golden State Warriors, una stagione ai Milwaukee Bucks, due stagioni ai Dallas Mavericks e le ultime due altalenanti stagioni agli Indiana Pacers, la guardia americana non ha trovato un contratto per la stagione in corso. Sarebbe interessante vederlo in un quintetto piccolo come play-guardia, anche se gli ultimi anni ad Indiana sono stati particolarmente altalenanti e magari potrebbe essere l’inizio della fase discendente della carriera.
A prescindere dai papabili innesti per la panchina dei Cavaliers, la dirigenza dovrà prima decidere come liberare dello spazio salariale se con delle trade o tramite buyout. Mai come quest’anno la panchina di Cleveland è florida di molti giocatori nello stesso ruolo (vedasi nello slot di guardia la presenza di Smith, Wade, Korver, Shumpert) che magari potrebbero essere utilizzati per arrivare a delle trade con in cambio delle scelte al Draft del 2018 e di quelli futuri per poter ricostruire nel caso in cui LeBron James decida davvero di lasciare l’Ohio.

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