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Cleveland Cavaliers, punti deboli e punti di forza: difesa ed attacco

di Marco Damiani

Gioco dagli scarichi:

I Cavs hanno improntato sempre di più nel tempo il loro gioco sugli scarichi con realtivi tiri dalla distanza, lo si può vedere chiaramente sia dando un occhio al roster, sia osservando che, a parte poche eccezioni (vedi Tristan Thompson), chiunque può prendersi tiri da 3, dall’1 al 4 (vedi Kevin Love, Channing Frye). La trade che ha portato all’innesto di Kyle Korver, uno dei migliori tiratori da tre della Lega, è un ulteriore conferma della direzione presa dai Cavs che ad oggi sono secondi nella classifica del tiro dai 7,25 col 38,8%.

Una squadra che sembra essere molto più equilibrata, al momento, rispetto la stagione passata, soprattutto, con l’aggiunta di Deron Williams al roster, giocatore che può ancora avere un ruolo importante in NBA, ed è un’ottima alternativa a Irving in cabina di regia.

Purtroppo, un gioco basato molto più sull’individualità che sul gioco di squadra, sulla fluidità della circolazione di palla, porta inevitabilmente ad avere dei contraccolpi: 13.5 palle perse a partita e tiri, spesso e volentieri, forzati. Un trend che avuto la sua massima esposizione nelle prime 4 partite delle scorse Finals contro i Warriors, che ha visto isolamenti di svariati secondi con 9-10 palleggi sul posto, una tempistica del passaggio troppo lenta con annesso adeguamento da parte della difesa che costringe l’attacco a ricominciare con pochi secondi a cronometro. Questo atteggiamento porterà a svantaggiare anche l’aspetto difensivo. 

Fase difensiva>>>

Cleveland Cavaliers 2011 Draft Press Conference

INDEPENDENCE – JUNE 24: The 2011 NBA draft fourth overall selection Tristan Thompson and first overall selection Kyrie Irving  (Photo by David Liam Kyle/NBAE via Getty Images)

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