Home NBA, National Basketball AssociationApprofondimentiE’ quasi magia Curry: Grizzlies devastati dal #30

E’ quasi magia Curry: Grizzlies devastati dal #30

di Jacopo Di Francesco

Perfetto. Brillante come il suo anello. Emozionante. Inimitabile. A parlare di Stephen Wardell Curry ormai si rischia di scadere nella retorica, perché anche stanotte “Houdini” è andato di scena all’Oracle Arena mandando ancora una volta la Baia in delirio.

Vittima sacrificale i Memphis Grizzlies, quarti in fila nelle fauci dei campioni in carica, con la vittoria di stanotte hanno superato tutte le contendenti dell’anno scorso nei Playoffs.

Il primo quarto sembra annunciare una partita combattuta e di livello, al gioco irrefrenabile di Steve Kerr con Klay Thompson e Draymond Green particolarmente ispirati rispondono Marc Gasol e Z-Bo Randolph. Ma nel secondo, la panchina dei Warriors comincia a scavare il solco; i Grizzlies non segnano mai, se non per qualche invenzione di Gasol, e come ormai tutti sanno far correre la squadra di Oakland è il suicidio perfetto.

Comincia lo show, inchiodata di Andre Igouadala, Green e Festus Ezeli stoppano di tutto e producono con l’alto basso, il n.30 comincia a scaldarsi. Nel terzo quarto ne infila 16 dei 30 totali, giusto per dare continuità ai 53 (leggasi 53) contro New Orleans. Per la franchigia del Tennessee è la peggior sconfitta di sempre, peggio di quando giocavano a Vancouver, hanno chiuso con il 27% dal campo.

Coach Dave Joerger ha sottolineato nel post-partita la difficoltà di calendario dei suoi, che perdurerà per tutto il mese, ricordando anche che Golden State non giocava da 4 giorni. Randolph ha buttato acqua sul fuoco: “Sono i campioni, ma sappiamo che tra noi e loro non ci sono 50 punti”.

Il vice di Kerr, Luke Walton ha fatto notare invece come ci sia una componente “intimidatoria quando si scaldano le mani e si chiude la difesa. Questo può indurre alcune squadre a mollare, ma Memphis non è tra queste”.

4-0 quindi per i californiani, che ora aspettano all’Oracle i Clippers, probabile antipasto di una finale della Western. Se confermarsi è e sarà difficile, migliorali sembra davvero impossibile.

Per NBA Passion,

Jacopo Di Francesco

 

 

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