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Golden State Warriors alle Finals: continua il dominio. Obbiettivo three-peat

di Andrea de Rose

Le NBA Finals ci hanno sempre regalato tante emozioni, dalla prima storica finale tra i Chicago Stags e i Philadelphia Warriors disputata nel 1947 fino ad arrivare ai giorni nostri. Nel corso degli anni varie squadre si sono date battaglia per il titolo, alternandosi in più occasioni sul trono. Alcune squadre invece sono riuscite a creare delle vere e proprie dinastie per apparizione e vittorie nelle Finals, come ad esempio i Golden State Warriors. Se escludiamo le dieci finali disputate dai Boston Celtics tra il 1957 e il 1966, i Warriors vantano la striscia più lunga di apparizione consecutive all’ultimo atto, ben cinque (tra il 2015 e il 2019). Un vero e proprio dominio.

Ora l’obiettivo è centrare lo storico three-peat. Solo altre quattro squadre sono riuscite a centrarlo. Il risultato permetterebbe alla franchigia della Baia di entrare definitivamente nell’Olimpo della NBA.

GOLDEN STATE WARRIORS: LE CHIAVI DEI SUCCESSI

Andre Iguodala, Draymond Green e Stephen Curry.

Le chiavi dei successi di Golden State sono molteplici: dallo strapotere offensivo, alla difesa diretta magistralmente. Steve Kerr è riuscito ad equilibrare un gruppo di grande carattere e grandi individualità rendendola una squadra vincente. Il leader tecnico della squadra è sicuramente Stephen Curry: definirlo uno dei migliori tiratori della lega è riduttivo, è un giocatore completo che può segnare in qualsiasi maniera. Insieme a Klay Thompson formano una delle coppie di guardie più forti della storia NBA. A completare il quadro offensivo c’è Kevin Durant, il secondo migliore giocatore in circolazione per mezzi fisici e talento, prima del infortunio stava viaggiando a 34.2 punti, 5.2 rimbalzi e 4.9 assist con il 51.3% dal campo. Il pilastro vero dei successi di Golden State è la difesa: diretta da uno dei giocatori più intelligenti visti su u campo da basket ovvero Draymond Green e dal veterano Andre Iguodala, vincitore del titolo di MVP nelle finali del 2015.

Una difesa granitica e un attacco semplicemente mostruoso ha permesso ai Warriors di vincere tre delle quattro finali disputate. Una piccola macchia data dalla troppa fiducia è la sconfitta contro i Cavaliers di LeBron James e Kyrie Irving con la serie nelle loro mani per 3-1. Golden State si è qualificata per la quinta finale consecutiva, ed ora attende la vincente tra Milwaukee Bucks e Toronto Raptors.

DINASTIE A CONFRONTO

Solo LeBron James, grazie alla clamorosa rimonta alle Finals 2016, ha interrotto il dominio dei Golden State Warriors.

I Golden State Warriors sono uno dei team più vincenti di sempre, ma in passato ci sono state altre squadre che hanno creato delle vere e proprie dinastie. Oltre i già citati Boston Celtics con le dieci finali consecutive e i diciassette titoli vinti, ci sono i Los Angeles Lakers. la squadra della California ha ben distribuito i suoi sedici titoli dimostrandosi una delle squadre più continue della storia. Dal primo successo nel 1949 (quando la franchigia aveva la base a Minneapolis), ai vari successi di Magic Johnson e Kareem Abdul-Jabbar, fino ai cinque titoli vinti dalla leggenda Kobe Bryant. Durante l’egemonia dei Lakers sono riusciti ad inserirsi i San Antonio Spurs. Guidati dal più enigmatico degli allenatori NBA: Gregg Popovich e dal talento di Tim Duncan ( tre volte MVP) sono riusciti a vincere quattro titoli tra il 1999 e il 2007. Impossibile dimenticare i Chicago Bulls tra il 1991 e il 1998,  che è stata sei volte in finale vincendole tutte, con  Michael Jordan MVP assoluto, Scottie Pippen secondo violino e Dennis Rodman leader difensivo.

In ultimo, ma non meno important,e le otto finali consecutive giocate da LeBron James, l prime quattro con la casacca dei Miami Heat (vincendone due) e le altre quattro nella seconda avventura ai Cleveland Cavaliers riuscendo a vincere un titolo proprio nell’era Golden State. Le dinastie nascono dal nulla e possono finire all’improvviso, ma quello che hanno fatto i Golden State Warriors e i loro predecessori resterà per sempre nella storia della NBA.

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