1,1K
Le capacità di sorprendere e illudere il proprio pubblico sono quelle che determinano più di ogni altra cosa la differenza tra un buon mago e uno meno abile. Tenendo fede al loro nome, i Washington Wizards sono riusciti, negli ultimi due anni, prima a stupire e poi, a loro malgrado, ingannare i propri tifosi. La stagione 2013/14 è stata quella della sorpresa, con un record di 44 W e 38 L e l’arrivo fino alle semifinali di conference, nonostante il 35.4% di vittorie fatto registrare nel 2012/13 e una pick n. 3 al draft 2013 sfruttata non proprio benissimo, con la scelta di Otto Porter. L’illusione, invece, ha avuto luogo nella stagione in corso, in cui a un inizio da 22 W e 9 L, è seguito un 2015 da 22 W e 24 L. In molti, a ottobre, avevano pronosticato la squadra capitolina inferiore solo a Cavs e Bulls nella modesta Eastern Conference, ma i Wizards non hanno tenuto fede alle attese e attualmente veleggiano in quinta posizione, che, se mantenuta, vorrebbe dire uno scontro al primo turno dei playoff contro Raptors o Bulls. Andiamo insieme a vedere perché i risultati della squadra di coach Wittman non decollano.
Dal punto di vista offensivo, molti problemi derivano dalla mancanza di giocatori in grado di crearsi un tiro dal palleggio (ci sarebbe un certo Paul Pierce, ma a 37 anni è dura per tutti). L’assenza di Beal ha sicuramente influito sul rendimento della squadra, ma non può giustificare da sola la scarsa produzione di punti dei Wizards. Il prodotto della University of Florida è il miglior tiratore presente in roster, ma non è in grado di risolvere i problemi offensivi della squadra, che sono di svariata natura. In primis un playmaker come Wall, se contro le difese che concedono il centro del campo è devastante, non essendo un buon tiratore, soffre contro le squadre che gli negano il pitturato e lo forzano a tirare jump shot dalla media. Da questo punto di vista, coach Wittman ha lavorato molto per il mantenimento delle corrette spaziature, ma il numero 2 deve ancora migliorare nel resistere alla tentazione di tirare long two semiaperti e nel cercare di costruire un tiro migliore.
Beal riceve un doppio blocco orizzontale e si posiziona in ala destra, mentre Pierce riceve un blocco da Gortat e si ferma in ala sinistra. Stabilite così le corrette spaziature, quando Wall e il polacco giocano un pick and roll, l’area sotto canestro è completamente libera e il prodotto di Kentucky mette il layup.
Su un pick and roll con doppio blocco, Acy e Smith negano a Wall l’ingresso in area, dando tempo a Larkin di recuperare. I Knicks invitano il play dei Wizards al tiro e Wall tira un long-two semiaperto, un tiro tendenzialmente inefficiente.
Inoltre il roster è povero di giocatori in grado di segnare in uscita dai blocchi, fatta eccezione per il solo Beal, il che determina una generale prevedibilità dei movimenti senza palla. Come detto, nonostante i continui miglioramenti nel tiro, Wall non dispone ancora di un jump shot affidabile e Pierce ha perso l’esplosività di un tempo che gli permetteva di guadagnare il vantaggio necessario sui blocchi. In compenso la guardia di St. Louis, essendo non solo un buon tiratore, ma anche un buon realizzatore, sottopone le difese avversarie a uno stress simile a quello che può provocare Kyle Korver con le sue uscite.
Beal esce da un doppio blocco di Nene e Gortat. La guardia non tocca palla, ma viene raddoppiata da Batum e Kaman, il quale perde il proprio uomo e Wall trova Gortat al ferro per l’alley oop.
Comunque sono poche le soluzioni offensive che i Wizards possono adoperare e il playbook di coach Wittman è ristretto a poche set plays, che per lo più prevedono isolamenti in post statici per Gortat, Nenê e Pierce. Il 10.6% dei possessi dei capitolini si conclude con un tiro dal post (7° posto in NBA), ma da lì vanno a segno solo il 42.3% delle volte (24° posto nella lega), sintomo di ricezioni complicate e tiri di qualità non eccelsa.
Porter riceve un blocco da Pierce, il quale viene raggiunto da un passaggio in ala sinistra e successivamente porta un blocco a Seraphin, che prende posizione in post. “The Truth” serve il francese in post per un isolamento e il risultato è un tiro contestato.
Per quanto riguarda la fase difensiva, il rendimento è di gran lunga migliore rispetto a quella offensiva. A coach Wittman va dato il merito di aver creato un sistema che esalta i pregi dei suoi giocatori e ne nasconde i difetti. In particolare sul pick and roll/pop, se il bloccante è l’uomo marcato da un giocatore lento come Gortat o Seraphin, la scelta è quella di praticare l’ICE, ovvero di negare la penetrazione centrale e proteggere il pitturato, conducendo il palleggiatore verso la linea di fondo e concedendo un long two semi aperto al ball handler o al roll man.
Watson e Mahinmi cercano di giocare un pick and roll verso l’interno, ma i Wizards “congelano” i due attaccanti e conducono la penetrazione verso la linea di fondo. Il passaggio per Mahinmi è difficile e consente a Seraphin di recuperare sul suo uomo e a Temple di aiutare.
Quando invece a bloccare è l’uomo marcato da un giocatore più atletico come Nenê, il tipo di difesa esercitato è l’hedge, con il difensore diretto del portatore che passa oltre il blocco e il lungo che impedisce all’avversario di girare l’angolo e penetrare a canestro. Questo tipo di difesa, prevedendo anche molti cambi e rotazioni dal lato debole, è avvantaggiato dalle abilità di esterni come Wall di muoversi sulle linee di passaggio e giocare d’anticipo.
Hill gioca un pick and roll con doppio blocco da Hibbert e West. Nenè raddoppia sulla PG avversaria, ma subito recupera sul suo uomo quando Hill interrompe il palleggio. Quando West riceve il passaggio, la difesa s’è ricomposta e nessun vantaggio s’è venuto a formare.
I Wizards non stanno sicuramente vivendo un buon periodo di forma e in chiave playoff c’è ancora da lavorare, specialmente in attacco. In ogni caso Raptors o Bulls non sono ostacoli insormontabili e la difesa di Washington rappresenta una spina nel fianco per tutte le squadre della lega. Ripetere le semifinali di conference è un obiettivo più che realizzabile, anzi è un obbligo per non rimanere soltanto un’illusione.
























