Grizzlies, quel tesoro di Ja Morant
A 21 anni c’è stato un solo altro giocatore in grado – nella storia recente de gioco – di fare quel che ha fatto Ja Morant in due stagioni: Chris Paul.
Come l’allora poco più che ventenne CP3, Morant è diventato il leader tecnico e umano dello spogliatoio, una point guard altruista, attenta a coinvolgere e fare contenti i compagni, e soprattutto con capacità, visione di gioco e lucidità non comuni per giocatore 21 anni. Per tutta la stagione Morant ha giocato per far crescere assieme a lui l’intera squadra, e con lui sono cresciuti tutti. Dillon Brooks (stagione della vita per il canadese), “SlowMo” Kyle Anderson, Grayson Allen, persino il 29enne Jonas Valanciunas.
Ja morant ha viaggiato per buona parte della stagione sotto i 18 punti a partita per poi accelerare nell’ultimo mese e mezzo per la volata play-in. Ha chiuso con 19 punti e 7.4 assist di media, e in attacco (tiro da tre a parte) ha fatto vedere quanto sia completo. Nessuna fretta sui pick and roll, capacità di isolare il difensore e attirare falli, un floater efficace e con cui ha eliminato Golden State ai play-in, un coraggio da leone nello sfidare i lunghi al ferro e persino disponibilità a giocare senza palla e muoversi anche dopo averla ceduta, in una lega dove – felici eccezioni a parte – i grandi trattatori della palla tendono a escludersi dall’azione una volta passato il pallone.
Morant ha due grandi difetti: il tiro da fuori (30% in stagione e dato in crescita, c’è da lavorare su meccanica e velocità) che agevola le difese che possono passare dietro ai blocchi e negargli l’area, e la difesa, dove il fisico leggero (80 kg su per giù) non lo aiuta. Nulla di irreparabile, soprattutto per un atleta di 21 anni e con simili doti.
Ja Morant ha tutto per essere LA superstar del prossimo decennio a Memphis e per l’intera NBA, come Zion Williamson, Devin Booker, Trae Young, Jayson Tatum, Luka Doncic, Donovan Mitchell eccetera.

