Dopo 7 partite giocate in stagione, Carmelo Anthony sta viaggiando a oltre 16 punti di media a partita, con il 52% al tiro da tre punti e ancora contro i non irresistibili Houston Rockets, è stato il migliore in campo per i suoi Los Angeles Lakers, che hanno vinto per 95-85 allo Staples Center.
Per Melo una prova da 23 punti con 5 su 8 al tiro da tre, in 25 minuti in uscita dalla panchina, con l’aggiunta di 4 stoppate. Delle 9 triple di squadra segnate dai Lakers, 5 le ha firmate Anthony, per dei Lakers rimaneggiati e senza Rajon Rondo e Dwight Howard, oltre che senza gli infortunati Ariza, Horton-Tucker, Nunn e Ellington.
In un inizio di stagione non semplice per i Los Angeles Lakers, che stanno inserendo Russell Westbrook in squadra e affrontando gli acciacchi di LeBron James e Anthony Davis, il 37enne Carmelo Anthony è stato il punto fermo della squadra. Prima della stagione, coach Frank Vogel aveva dichiarato di non avere un’idea precisa di quale sarebbe stato il ruolo di Melo in squadra, immaginandosi delle rotazioni lunghe (come saranno una volta rientrati tutti gli infortunati). Le circostanze e la solidità fisica dell’ex star di Knicks e Nuggets, lo hanno reso da subito un giocatore fondamentale.
“Credo che la gente non abbia ancora davvero capito che io mi so adattare alle diverse situazioni“, così Melo dopo la partita contro i Rockets “Invece in tanti credono ancora che non ne sia capace. Non è così“.
Non è sempre stato così, per lo meno. Nel 2017, un Carmelo Anthony in condizioni fisiche lontane da quelle smaglianti dimostrate anche contro Houston, aveva faticato ad accettare il ruolo di terza “punta” accanto a Westbrook e Paul George, in una versione particolarmente disfunzionale degli Oklahoma City Thunder.
Del successivo ostracismo subito dalla NBA dopo il flop a OKC e il taglio – umiliante per un campione come lui – ai Rockets di James Harden e Chris Paul, si è detto tutto in passato. Così come della sua rinascita sportiva a Portland e lo sforzo mentale di accettare la sua nuova dimensione da sesto-settimo uomo. Un cambiamento che gli ha garantito una terza parte di carriera luminosa, in cui è diventato il nono marcatore NBA di sempre e in cui avrà una chance di giocarsi quel titolo NBA sempre sfuggito, ai Lakers.
“Oggi è stato grande“, racconta coach Vogel “I recuperi, le stoppate non ci sorprendono, le mani veloci le ha sempre avute. Ciò che apprezzo è come sia sempre nella giusta posizione, si vede lo sforzo sia in attacco che in difesa. E con il suo tiro, se difende anche così diventa un pezzo importantissimo della nostra squadra“.
I Lakers hanno tenuto i Rockets a 85 punti segnati, con 6 su 28 al tiro da tre e forzano 25 palle perse, e piazzato 9 stoppate di squadra. La miglior performance difensiva della stagione, un test certamente poco probante ma un altro passo in avanti, dopo i solo 101 punti concessi ai Cleveland Cavs due giorni prima. Russell Westbrook ha chiuso con 20 punti, 8 rimbalzi, 9 assist e sole 2 palle perse, per LeBron James 0 su 6 al tiro da fuori e 15 punti con 7 rimbalzi e 8 assist, con 4 recuperi difensivi.
“Melo? Si sta creando tutti i suoi tiri, e li sta segnando“, così LeBron su Anthony.
“Per ora, per quanto mi riguarda dobbiamo solo essere preparati ad affrontare ciò che le difese ci propongono, il resto verrà da sé”, ancora Carmelo Anthony “Il basket è un gioco semplice, se sei libero tira, se non lo sei fai una giocata per un compagno. E più semplifichi, più le cose riescono facili, soprattutto arrivato a 37 anni“.
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