Lakers, Ivica Zubac un regalo di Natale inaspettato

Ivica Zubac

Il regalo che non ti aspetti in casa Lakers si chiama Ivica Zubac. Per una serie di circostanze fortuite dovute alle defezioni di McGee e Chandler, il croato Ivica Zubac ha avuto la sua Sliding Doors. Analizziamo le sue due prime uscite da starting five nel dettaglio.

Due partite sotto la lente di ingrandimento contro due avversari in corsa ad ovest per un posto ai playoff, prima i Pelicans del duo Davis-Rande e successivamente Memphis di Gasol-Jackson.

Ivica Zubac: la vera sorpresa?

Il problema enorme di Ivica da sempre è quello di stare allo stesso passo di Lonzo, già dalla prima summer league (siamo stati i primi a parlarne fin da subito sui nostri podcast) ha denotato problemi di mobilità, sgraziato ma con mani dolci, poco adatto ad un sistema di corsa continua. Questo ragionamento è stato fatto anche da Walton che gli ha mostrato la panchina più e più volte, dimenticandoselo tutta la scorsa stagione e parte di questa. Il cambiamento di ritmo dovuto a Lebron e l’emergenza infortuni ha dato una nuova vita tecnica a Zu.

Il croato questa estate è stato criticato dalla società per non essersi allenato con gli altri giovani, lui essendo europeo ha preferito seguire la sua nazionale, facendo un lavoro specifico lontano da Los Angeles. Un potenziamento muscolare, perdita di massa grassa e aumento di esplosività, che a dir la verità non si era così notato, in quei poi scampoli di partita concessi, salvo poi ritrovarselo titolare. Impatto col quintetto e con Lebron subito positivo, in attacco è un corpo da sfruttare per blocchi e per il pick and roll, Lonzo e Lebron soprattutto ne hanno beneficiato scaricando palloni sotto canestro trasformati da Zubac in punti facili. Una presenza solida anche in difesa, soprattutto “man to man”.

La difesa su Randle nel finale di partita, con una stoppata da top five ne certifica la sua efficienza, ma anche quando salta non va mai fuori il suo cilindro, riesce sempre ad andare verticale e poi a roteare le braccia per stoppare o contestare. Due partite in attacco esemplari, anche contro un mostro navigato come Marc Gasol. Quindi tutto bene? Abbiamo trovato il centro titolare da tanto cercato e sognato? Non proprio, i limiti ci sono e sono evidenti. La difesa sul pick and roll è approssimativa, non ha la mobilità per cambiare ne per contenere, fa troppo fatica e Memphis ne ha abusato tutta la partita. Non è un segreto che senza Chandler quel tipo di situazione per i Lakers diventa veramente difficile da difendere, ma questo non è colpa di Zu , non possiamo chiedergli subito tutto, ci si deve accontentare e noi ci accontentiamo per i 20 nella fase offensiva. La domanda finale da porci è: titolare o prima riserva o ancora terzo di rotazione? Onestamente non so rispondere, non vedo tutta questa differenza con McGee in difesa, entrambi hanno le stesse carenze, mentre Chandler va dosato per età, logorio e problemi fisici. La soluzione potrebbe essere nel ruotare a tre con Chandler fresco negli ultimi 5 minuti. Ci sarà da lavorare per Walton che anche stanotte  ha avuto tanta confusione in testa, troppa per il ruolo che ricopre. Fiducia in Zubac, ma con moderazione, non abbiamo trovato Marc Gasol, ma non è nemmeno un bidone come tanti di noi pensavano. A Natale a casa Warriors vedremo se salirà ancora di livello. Di questo ed altro abbiamo parlato nel nostro podcast settimanale, buon ascolto e buon natale